Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re

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“Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re” (titolo originale: “The Lord of the Rings: The Return of the King”) è un film diretto da Peter Jackson del 2003, seguito di “Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’Anello” e “Il Signore degli Anelli – Le due Torri”.

Il cast è lo stesso degli episodi precedenti: Elijah Wood nei panni di Frodo, John Noble nei panni di Denethor, John Rhys-Davies nei panni di Gimli, Viggo Mortensen nei panni di Aragorn, Orlando Bloom nei panni di Legolas, Bernard Hill nei panni di Theoden e Billy Boyd nei panni di Pipino.

Il ritorno del Re
Il ritorno del Re

Trailer in italiano

Frasi celebri tratte dal film

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Trama

Un flashback ci porta a conoscere il passato di Gollum: Smeagol e Deagol, due piccoli Hobbit, stanno pescando. All’amo di Deagol, si aggancia un pesce imponente, che butta lo Hobbit in acqua. Lo sfortunato pescatore, mentre il pesce fugge con l’esca, è attirato da uno strano bagliore sul fondo: si tratta dell’Unico Anello. Deagol lo raccoglie e torna a riva: non appena Smeagol lo vede, desidera immediatamente entrarne in possesso. I due si scontrano in una sfida che porta alla morte di Deagol. Smeagol, invece, diventato Portatore dell’Anello, viene progressivamente trasformato a causa dell’oscuro potere dell’oggetto: rinchiuso nelle profondità della terra, prosegue la propria esistenza come Gollum.

Ritorniamo quindi nel presente: Legolas, Gimli, Aragorn, Theoden e Gandalf si dirigono verso Isengard, città devastata dagli Ent. Qui, Pipino e Merry raccontano loro della vittoria di Barbalbero contro Saruman. Proprio Saruman prova a tirare una stoccata verso Theoden, che tuttavia non si fa sorprendere e risponde alla provocazione lanciatagli dallo stregone. Saruman viene pugnalato alle spalle da Grima, che aveva seguito fino a quel momento la scena in disparte, vedendo il suo padrone ancora una volta umiliato. Pipino, poco dopo, trova il palantir, ma Gandalf glielo sequestra, ammonendolo a causa della sua pericolosità.

Tornati a Edoars, i guerrieri festeggiano il trionfo su Isengard: Pipino, però, sopraffatto dalla curiosità prova a osservare ancora una volta il palantir. Sauron se ne accorge, mentre a Gandalf viene riferito ciò che è stato osservato nella sfera. Pipino e Gandalf, dunque, partono da Rohan, in direzione Gondor. Gandalf, giunto a Minas Tirith, prova a persuadere il sovrintendente Denethor della necessità di prepararsi all’assalto di Sauron. Tuttavia, questi, ancora turbato dalla morte del figlio Boromir, ha ormai perso la ragione.

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del Re
Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re

Intanto Sam, Frodo e Gollum sono arrivati a Minas Morgul, dove vedono un enorme esercito a capo del quale si trova il Re Stregone di Angmar. Gollum, mentre sale le scale che conducono a Cirith Ungol, fa credere a Frodo che Sam sia intenzionato a entrare in possesso dell’Anello. Sconvolto dalla fatica e poco lucido, Frodo invita Sam ad andare via.







Nel frattempo a Edoars Aragorn ha persuaso Theoden ad aiutare Gondor. Pertanto, viene creato un esercito di Rohirrim destinati a partire in direzione Minas Tirith. Accompagnato da Legolas e Gimli, Aragorn attraversa i Sentieri dei Monti. A difesa di Osgiliath è collocato Faramir, che deve fare i conti con un’aggressione violenta messa in atto dagli orchi, che lo obbligano a battere in ritirata con i suoi uomini. Viene, però, incolpato da Denethor, suo padre, per la sconfitta riportata: per questo motivo, viene persuaso a provare un contrattacco. Faramir esegue gli ordini ma rimane gravemente ferito.

Impazzito per il dolore, Denethor sceglie di suicidarsi con il figlio all’arrivo dell’esercito di Sauron, e chiede ai servi di allestire un rogo. Frattanto, Frodo è arrivato a Cirith Ungol, ma, a causa del tradimento di Gollum, viene colpito dal ragno Shelob. L’intervento provvidenziale di Sam, che torna ad aiutare Frodo dopo essersi accorto del comportamento disonesto di Gollum, permette di sconfiggere Shelob. Frodo sembra morto: Sam, quindi, prende da lui Anello e Pungolo.

A dispetto della difesa allestita da Gandalf, Minas Tirith subisce i colpi degli orchi, che abbattono il cancello della città e invadono il luogo. Avvertito da Pipino, Gandalf si reca sulla sommità della cittadella da Faramir, per salvarlo dalla follia di Denethor, desideroso di cremare entrambi. Faramir viene salvato, ma ne nasce una colluttazione che fa sì che Denethor prenda fuoco: egli, dunque, in preda alle fiamme si butta da una rupe.

L’invasione degli orchi viene bloccata all’alba dai cavalieri di Rohan: Sauron chiama in causa gli olifanti, che a loro volto creano scompiglio tra i cavalieri. La battaglia si conclude, comunque, a favore di Rohan e Gondor, complice l’arrivo di Aragorn, Gimli, Legolas e l’esercito dei Morti. Theoden, tuttavia, rimane ferito gravemente. Ora, però, occorre marciare in direzione di Mordor, dopo aver sbaragliato gli uomini di Sauron, che però può ancora fare affidamento su decine di migliaia di orchi.

Gandalf e Aragorn per richiamare l’attenzione di Sauron (e quindi distrarlo da Frodo) si recano al Cancello Nero. Intanto, Frodo si dirige verso il Monte Fato per distruggere l’Anello, ma viene fatto prigioniero dagli orchi. Nuovamente salvato da Sam, ritrova l’Anello e con il fedele amico riprende il viaggio. I due Hobbit, alle pendici del Monte Fato, si scontrano con Gollum. Sam lo tiene impegnato, mentre Frodo penetra nella Voragine per completare la distruzione dell’Anello. Non resiste, però, al suo potere, e lo indossa. In questo modo Sauron riesce a individuarlo. Lo precede, comunque, Gollum, che strappa a Frodo l’Anello: nello scontro che si innesca, cade nella lava portando con sé l’oggetto. Si spezza così il potere di Sauron.

Finale

Le aquile portano via da Mordor Frodo e Sam, e su ordine di Gandalf arrivano a Minir Tirith dove ha luogo la cerimonia per la nomina a re di Gondor di Aragorn.

Pochi anni dopo, il Portatore dell’Anello Frodo parte verso Valinor con Gandalf, Bilbo e gli elfi rimasti. Si chiude in questo modo la Terza Era della Terra di Mezzo.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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