Donna con i guanti, opera di Toulouse-Lautrec

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Il ritratto dal titolo Donna con i guanti risiede, nella sua atmosfera placidamente primaverile, all’interno dell’eccezionale e quanto mai vasta opera di realizzazione dell’artista e genio francese Henri de Toulouse-Lautrec. Il dipinto, un olio su cartone realizzato nel 1890 e dall’impressionante potere narrativo unito ad una principale componente psicologica, ritrae la modella Honorine Platzer nel giardino della casa paterna dei Lautrec a Montmartre.

Donna con i guanti (Honorine Platzer) – La femme aux gants
La donna con i guanti (La femme aux gants) • Henri de Toulouse-Lautrec, 1890

Attualmente custodito nelle sale del Musée d’Orsay, l’ex stazione parigina, l’opera testimonia l’allontanamento dalla visione impressionista incentrata all’estremo riguardo per la mutevolezza che convive con il reale, fotograficamente catturabile nei suoi sfocati contorni, per convergere verso il fulcro della personalità, verso l’anima delle modelle ritratte.

Donna con i guanti: note tecniche e descrittive

Una donna dallo sguardo rivolto altrove, distratta o attratta da una scena che si svolge al di là di ciò che ci è consentito vedere, oltre i limitati confini del cartone sulla quale essa stessa è ritratta, è colei che ci soffermiamo a guardare, nelle incantevoli sale del Musée d’Orsay, la vecchia stazione, la metamorfosi del tempo che scorre trascinando e tramutando ogni suo aspetto in avanguardia, sia questa dei contenuti o dell’architettura ospitante l’arte.

La “femme” è presente nella dimensione squadrata dai contorni netti e nella vaghezza di un verde, di un color corteccia evocante un limitativo spicchio di natura parigina che facendo da fondale, quasi irriconoscibile, crea il palcoscenico su cui spicca, in un’adesione superficiale della figura sulla solidità piatta dello sfondo, la placidità di un momento comune, ripetitivo e probabilmente molto noioso.

Bianco, netto ed eccezionalmente ingombrante l’abito asfissia la figura magra, nascondendo la bellezza dei capelli, del volto bianco in una struttura di stoffa e altri paramenti, che terribilmente vistosi e alla moda, filtrano senza nascondere, coprono senza occultare.

È bella la giovane Honorine Platzer, una modella dai lineamenti eccezionalmente regolari e aggraziati quanto eccezionalmente vaghi, una bellezza che colpisce, ma che tace al ricordo, senza colpire se pur nelle sue attraenti fattezze.

Sembra quasi d’ascoltare negli echi del quadro che comunica allo spettatore, l’allegro rumore di passi che corrono sulla ghiaia del giardino di Monsieur Forest, il padre di Henri Toulouse, nella vivacità della rivoluzionaria Montmartre, nell’allegro calderone che portò avanti lo spirito bohémien, dell’amore extraconiugale, del rifiuto della frugalità e del confortevole focolare delle donne incapaci di mostrare la propria intelligenza a discapito di una condanna fin troppo rovente per giustificare un lascito di libertà.







Commento

Quando l’arte ci trasporta oltre la superficie intrisa di colore, è facile riconosce il miracolo di un’idea artistica che in ogni sua forma, epoca e tentativo comunicativo sia riuscita nel mistero sacrilego dell’immortalità, sia questo quello dell’immagine e più profondamente del ricordo.

Immaginare il potere della pittura rende comprensibili le forme del pittore parigino, accompagnandoci nel contempo nel cuore del pensiero che induce alla ricerca delle forme attraverso l’interpretazione della volontà, dell’iride che restringendosi suggerisce un’emozione o di quanto uno sguardo perso nel vuoto sia l’indizio di una personalità.

L’arte comunica, e l’arte di Henri de Toulouse-Lautrec dimostrò lo slancio, in questa sua fase, necessario all’abbandono dell’impressione per approdare sulla strada del sentimento, della personalità, del canale di pensieri in grado di tracciare una fisionomia, rendendo i connotati l’esatto commento di un cuore sensibile o di una mente impavida, tra i colori caldi di un cappello o dal grafismo delle vesti smosse e tenacemente rese con la tecnica scintillante e rapida della pittura ad olio su cartone.

L’esecuzione nel giardino di Montmartre è intensa, diretta e moderna nella contemporaneità che è in grado di istaurare tra i canali del tempo, tra il passato e il presente.
Nel quadro “Donna con i guanti” è facile percepire la bella Honorine come se fosse a pochi passi dalla nostra finestra, pronta a voltarsi e a scandire con la dolce voce e il fascino falsamente lascivo della cadenza e dell’accento francese, un opinione, un pensiero sfalsato dai ritmi della noia o una proposta per una serata che si teme sia noiosa come la precedente, magari in compagnia di amici a teatro, o nel piccolo bistrot all’angolo della strada, quello nella quale un bicchiere di vino non è mai annacquato dalla musica di artisti dilettanti.

Guanti color tabacco

Dinnanzi al dipinto “Donna con i guanti” siamo a due passi dalla giovane Honorine Platzer. Una ragazza in un giardino che deve la sua memoria all’associazione della propria identità a quella di un paio di guanti color tabacco, eleganti ma adeguati per una permanenza tra le fronde del giardino dei Lautrec.

Cosa avrà pensato il pittore dipingendo i suoi occhi, le sue guance bianche e il suo naso deliziosamente regolare?

La realtà concreta di una giornata non abbastanza fredda da ostacolare il pensiero di liberarsi di un guanto, ma con la delicata attenzione a non perderlo stringendolo con cura nella mano sinistra.

Il tempo è qui e non scorre, i commenti del pittore svaniti nei gineprai di milioni di voci sono intarsiati di colore come il mogano si accompagna all’oro nel manico del bastone di un ricco gentiluomo inglese, ed eccoci ancora qui ad ascoltare il tempo senza concepire il tempo, ad osservare quello che oggi è polvere e che un tempo fu presente, bellezza, tra le pieghe di quei guanti color tabacco.







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Simona Corciulo

Simona Corciulo

Simona Corciulo nasce a Gallipoli il 5 maggio del 1992. Appassionata di arte e antiquariato, ha conseguito la laurea in ”Tecnologie per conservazione e il restauro” nel 2014. Fervida lettrice, ama scovare e collezionare libri di arte, storia, narrativa – italiani e stranieri – desueti o rari.

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