Perché i depositi di armi e munizioni si chiamano “santabarbara” ?

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I depositi di armi vengono denominati comunemente “santabarbara, in onore della Santa che rappresenta la capacità di affrontare il pericolo con fede, coraggio e serenità anche quando non c’è alcuna via di scampo. E’ la protettrice di coloro che si trovano “in pericolo di morte improvvisa dovuta al fuoco“.

Santa Barbara, Francisco Goya
Santa Barbara, Francisco Goya

Santa Barbara difende dai pericoli del fuoco, dei fulmini e scongiura il pericolo di esplosione, grazie ad un’evidente intercessione divina. Per questo, sulle navi da guerra, dove sono posizionate le cariche di armi negli appositi depositi, vengono affisse le immagini della Santa protettrice ad indicare che grazie alla sua influenza benefica, il posto non subirà mai esplosioni.







Il nome Barbara è di origine greca e significa “straniera”. La leggenda narra la storia, di Barbara, di Nicodemia, rinchiusa in una torre e condotta al martirio a causa della sua indiscussa ed indomita fede cristiana. Fu uccisa dal padre pagano Dioscoro che, il quattro dicembre (circa nel 288 d.C.), fu colpito ed incenerito da un fulmine celeste. Da qui il suo esser protettrice dal fuoco e dalle esplosioni.

La morte di Dioscoro fu considerata da molti, sicuramente una punizione divina che non permise nessuna possibilità di redenzione per l’uomo. Ancora oggi, la Santa e martire, è venerata dalla chiesa cattolica ed ortodossa. Invocata da tutti, Santa Barbara è la patrona dei minatori, degli addetti alla custodia e alla cura degli esplosivi e degli armaioli.

Protettrice delle armi del Genio e dell’Artiglieria, dei Vigili del Fuoco e della Marina Militare Italiana. È anche la protettrice dei geologi, dei montanari, dei lavoratori nelle attività petrolifere. Nel culto popolare si usava rivolgersi alla Santa protettrice con le seguenti parole: “Santa Barbara Benedetta, liberaci dal tuono e dalla saetta”. Anche all’estero, la Santa è venerata, in parecchi Stati: si parte dalla Spagna, Svizzera, Francia, Romania, repubblica Ceca, repubblica Slovacca, Belgio, Austria per arrivare fino all’Egitto







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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