Madonna di Port Lligat – 1949 (opera di Salvador Dalì)

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Una delle opere più rappresentative del pittore Salvador Dalí è la “Madonna di Port Lligat” del 1949. L’opera è stata realizzata da Dalì in una prima versione nel 1949. Un anno dopo, tuttavia, l’artista ne realizza una omonima. Il primo dipinto viene realizzato nella misura di 49 x 37,5 cm. Oggi si trova esposto al Museo Haggerty of Art di Milwaukee, Wisconsin – Stati Uniti d’America.

Salvador Dalì: Madonna di Port Lligat (1949)
Salvador Dalì: Madonna di Port Lligat (1949)

Madonna di Port Lligat: breve storia e analisi

L’opera inaugura una nuova fase della pittura dell’artista. Infatti, è la prima volta che Dalì introduce soggetti religiosi. L’artista, in questo periodo, si avvicina alla tradizione della Chiesa Cattolica, e significativa risulta essere la sua richiesta di udienza presso il papa Pio XII, al quale presentò successivamente una versione di questo dipinto per averne la sua approvazione. L’autore si ispira fortemente alla famosa Pala di Brera di Piero della Francesca e alla sua Sacra Conversazione.







Piero della Francesca: Pala altare di Brera
Piero della Francesca: La Pala d’altare di Brera, 1472-74 (tempera su tavola) • Pinacoteca di Brera, Milano

Madonna di Port Lligat: il quadro

Da sfondo, come spesso si ammira nelle sue opere, il porto di Lligat, luogo di nascita di Dalì. Il soggetto principale è la Vergine. Nel dipinto si può notare, in alto, un uovo sorretto da una conchiglia (in questo caso rovesciata), che pende sulla testa della Vergine. L’uovo rappresenta il simbolo della nascita ma anche del mistero che si snoda attorno all’origine della vita. Le colonne e la gestualità della Madonna sono invece molto simili a quelle ritratte nell’opera dell’artista toscano.

Nel dipinto è possibile riscontrare numerosi elementi che appartengono alla sua ricorrente pittura daliniana. La particolarità del dipinto è data dalla relativa separazione dei vari elementi che fluttuano nello spazio, tenuti in equilibrio da misteriose forze di attrazione e repulsione, come avviene poi negli atomi. Tutto ciò non è casuale, perché Dalí fu colpito profondamente dall’evento della Seconda Guerra Mondiale e dalle bombe nucleari, e fu profondamente attratto dal concetto di scissione dell’atomo. In molti suoi paesaggi, viene messo in evidenza il terrore che assale il pittore apprendendo la notizia dell’esplosione atomica. L’artista cerca di capire le forze e le leggi segrete delle cose, per cercare in ultimo di poterle dominare.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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