La Compagnia dei Celestini (riassunto)

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Uno dei romanzi più significativi dello scrittore Stefano Benni è “La Compagnia dei Celestini“, edito da Feltrinelli nel 1992.

È stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati – così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane.

Incipit del libro “La Compagnia dei Celestini”

La Compagnia dei Celestini - Libro
La Compagnia dei Celestini (Stefano Benni, 1992)

La Compagnia dei Celestini: riassunto

Il romanzo narra le vicende di tre orfani: Lucifero, Alì e Memorino. I tre giovani vivono la loro vita nel deprimente convento dei padri Zopiloti, a Gladonia, conducendo una vita molto sacrificata e in perfetto stile carcerario. Gli unici svaghi per i bambini sono la “pallastrada” e la speranza di trovare due genitori pronti ad adottarli. I tre fanno parte della Compagnia dei Celestini che raccoglie gli spiriti più belli e gli orfani più meritevoli dell’istituto. La situazione cambia a loro favore, quando i tre ricevono una lettera da parte del Grande Bastardo in persona che invita tutti i ragazzi dell’orfanotrofio a partecipare al Campionato di Pallastrada.

Dal punto di vista dell’organizzazione, il Campionato di Pallastrada è una sorta di torneo a eliminazione diretta, a cui partecipano otto squadre di orfani, ma questo gioco e i suoi giocatori sono malvisti da qualsiasi autorità. I tre decidono quindi di scappare dall’Orfanotrofio dei Celestini per trovare altri due bambini che si possano unire al gruppo per giocare al segretissimo campionato. I ragazzi riescono nell’intento di fuggire dell’orfanotrofio grazie al prezioso aiuto di una bambina, che si chiama Celeste, che conosce come le sue tasche ogni stanza e passaggio segreto della struttura e che in seguito si unisce a loro, poiché è alla ricerca dei gemelli Finezza. Alla ricerca del gruppo di evasi partono, da una parte, Don Biffero e Don Bracco, che intendono riportarli all’orfanotrofio prima che la notizia della fuga diventi di pubblico dominio e, dell’altra, due intrepidi giornalisti, Fimicoli e Rosalino che, scoprendo l’accaduto, non vedono l’ora di fare il loro servizio sulla fuga dei ragazzi e di poter filmare, prima di tutti, il Campionato di Pallastrada, spronati dall’egoarca Mussolardi.







Durante le loro avventure i ragazzi incontrano i nove pittori pazzi Pelicorti, i magici gemelli campioni di pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus e l’Egoarca Mussolardi. I ragazzi riescono alla fine nel loro intento e arrivano nel luogo segreto per tesserarsi al Campionato Mondiale di Pallastrada, ma partecipando con una formazione diversa rispetto al previsto. Qui, incontrano le diverse squadre che partecipano al torneo e le gare si susseguono.

Arriva la finale che si svolge tra i Celestini e i Devils, ovvero tra i cosiddetti angeli contro i diavoli, che si svolge nei pressi di un antico palazzo. La situazione precipita quando Mussolardi (l’uomo più ricco e avido del paese) e un generale dedito alla mafia di nome Buonommo, attaccano il campo di gioco per cercare in tutti i modi di guadagnare soldi dall’evento segreto e a loro si aggiungono anche il leggendario cacciatore di scoop Fimicoli e Don Biffero, arrivati da poco, che si uniscono alla generale confusione del momento.

La Compagnia dei Celestini - copertina
La copertina del libro “La Compagnia dei Celestini”

Conclusione

Nel marasma più totale, purtroppo, alcuni bambini vengono uccisi dalle truppe durante l’agguato e così, per nascondere il terribile fatto, tutti scelgono di optare per l’uccisione di tutti coloro che hanno preso parte alle gare di pallastrada. Si tratta di una vera e propria carneficina: i bambini innocenti vengono uccisi in nome dell’omertà e dell’audience da individui ormai privi di ogni tipo di scrupolo. Purtroppo muoiono tutti, alla fine, tutta la zona viene sgomberata da qualunque anima innocente con gas nervini e bombe incendiarie.

A questo punto, un fantasma appare agli occhi di Don Biffero, che comprende il significato della profezia e percepisce l’ormai prossima fine del suo paese. Il fantasma avvisa che, grazie alle loro deplorevoli e pessime azioni, il futuro di Gladonia è ormai segnato. La città brucerà per sempre, dato che sono state uccise, senza alcun motivo, tutte le anime innocenti del Campionato di Pallastrada. Il libro di Stefano Benni si conclude enunciando la totale distruzione dello stato di Gladonia da parte delle fiamme e annunciando l’entrata imminente in paradiso di tutte le giovani anime che hanno vissuto la tragedia.

Commento all’opera

Nel libro di Stefano Benni non viene risparmiato nessuno, buoni e cattivi sono uguali di fronte alla morte. Non esiste un lieto fine nel romanzo, esiste solo la parola fine. Lo scrittore usa un linguaggio ironico, arrivando al grottesco, nella descrizione dei personaggi e delle scene cruenti, aprendo la porta al genere horror. Stefano Benni descrive nel libro la metafora della società moderna divisa in due: da una parte il bene e da una parte il male.

Stefano Benni
Stefano Benni

Tutto quello che è buono e puro (i celestini, i bambini, la pallastrada) vengono infatti distrutti e cancellati dal male, individui senza scrupoli, interessi commerciali e perfidie di ogni tipo. Il romanzo ottenne un buon successo in termini di critica e di lettori e ne venne tratta una serie di cartoni animati di co-produzione italo-francese dal titolo: “Street Football-La compagnia dei Celestini“. La serie è stata prodotta nel 2005 dalla de Mas & Partners, con la collaborazione di Rai Fiction, France 3, Télé Images Kids, Agogo Media.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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