Café Society, recensione del film di Woody Allen

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Café Society è il titolo di un film scritto e diretto da Woody Allen. E’ il film che ha aperto l’edizione 2016 del Festival di Cannes. E’ il primo film che Woody Allen ha girato in digitale. Tra gli attori protagonisti ci sono Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve CarellBlake Lively.

Café Society
Café Society: una foto tratta dal set del film con i protagonisti e il regista, Woody Allen

Trama del film Café Society

Bobby Dorfman decide di lasciare New York per cercare un avvenire migliore a Los Angeles, dove lo zio dirige un’agenzia famosa che rappresenta le star più importanti di Hollywood. Lo zio non lo considera e lo evita. Bobby attende invano in anticamera. Alla fine però lo zio desiste e gli propone di fare il fattorino. Bobby è un ragazzo intelligente e curioso ma non smette di pensare a New York.

Solo Vonnie – Veronica Sybil – lo riporta alla realtà. Lei è la segretaria di suo zio e ama perdutamente il suo datore di lavoro ma il tempo e un corteggiamento paziente, spingono Vonnie fra le braccia di Bobby. Anche perché lo zio è un uomo volubile che oscilla fra famiglia e la trasgressione di un’amante più giovane.

Dopo alcune settimane di tentennamenti Vonnie alla fine cede. Ormai quindi è fatta, lei accetta di sposarlo e di seguirlo a New York. Ma il fato ama cambiare direzione e Vonnie viene riconquistata dallo zio di Bobby. Lui, affranto ma dignitoso, decide di tornare a New York.

Nella grande mela si butta anima e corpo nella gestione di Café Society, il night club che condivide con il fratello gangster. Ma ancora una volta il fato non lo lascia in pace e il suo destino si incrocerà con quello di Vonnie per un ultimo, forse, giro di valzer.







La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo.
(BOBBY DORFMAN)

Trailer del film

Commento, giudizio e recensione

Commedia leggera ma al contempo triste, Café Society, dove l’amore negato è il protagonista di tutta la storia. Con questo suo film, Woody Allen ci riporta ai suoi temi più cari. Il destino, l’amore difficile e impossibile. Perché il peggior nemico dell’uomo è l’uomo stesso e dove le diverse epoche non cambiano il modo di amare e di cercare l’impossibilità dell’amore duraturo.

In questa storia siamo catapultati negli anni ’30 di una Hollywood splendente ma cinica e superficiale. Qui le persone vengono abbandonate se non riescono a rimanere sulla cresta dell’onda. Woody Allen si ritaglia la voce fuori campo per raccontare l’avventura dei suoi personaggi che sembrano dei burattini nelle sue mani.

Bobby, interpretato da Jesse Eisenberg, è l’unico a ritagliarsi uno spazio di autonomia e ad uscire forse vincente dalla tormentata vicenda d’amore che non si realizza mai. E il suo ruolo, sostenuto dalle battute di Allen, spicca sugli altri. Come spiccano le ambientazioni, che ricordano un cinema del passato e ci riportano a quelle commedie in cui il gusto per la luce e per il dettaglio contraddistinguevano il capolavoro.

Il film nel suo complesso non è male ma manca sempre qualcosa, come se la costruzione della trama tralasciasse uno spazio interpretativo che solo Eisenbeerg riesce a prendersi. E lo fa con una naturalezza sorprendente. Mentre Kristen Stewart, ad esempio, sembra costretta in un ruolo in cui si muove con imbarazzo.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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