Java: breve storia del linguaggio di programmazione e curiosità

Java è un linguaggio di programmazione ad alto livello, orientato agli oggetti. Progettato per essere il più possibile indipendente da piattaforme hardware, è oggi diffusissimo. Si trova, per esempio, nei cellulari Android, poiché il sistema operativo di Google utilizza API Java; tanto che Oracle – proprietaria di Java – ha chiesto un risarcimento enorme, nell’ordine dei miliardi di dollari, a Google per l’uso di Java in Android.

Java Logo 2003
Il logo Java nel 2003

James Gosling, l’inventore

L’invenzione del linguaggio si deve a James Gosling, un canadese di Calgary nato nel 1955. Laureatosi in informatica a 22 anni nell’università della sua città natale, conseguì nel 1983 un Bachelor of Science.

Gosling venne assunto nel 1984 da Sun Microsystems dove lavorò fin quando l’azienda fu acquistata da Oracle Corporation, nel 2010.

Fino a quel momento continuò a lavorare a Java che aveva rilasciato nel 1995 (la data ufficiale è il 23 maggio 1995).

Le sue dimissioni furono spiegate sul suo blog; affermò che la loro ragione fosse difficile da motivare e che approfondirne le ragioni avrebbe fatto più male che bene (la frase criptica e, in qualche modo famosa, con la quale chiuse l’argomento fu:

“Just about anything I could say that would be accurate and honest would do more harm than good”.

Nel corso della sua carriera, James Gosling ha ricevuto numerosi premi, tra cui l’Economist Innovation Award e l’Officer of the Order of Canada. È personalmente detentore di una lunga serie di brevetti.

Java: perché il linguaggio di programmazione si chiama così

Il progetto “Oak” (quercia) di Sun Microsystem nasce nel giugno 1991. Oltre a Gosling, vi lavorano Mike Sheridan e Patrick Naughton. Il nome, che deriva dall’albero visibile fuori dall’ufficio dell’informatico canadese, muta presto in “Green” (verde) per essere poi trasformato definitivamente in Java.

Ci sono varie teorie in merito al perché del nome Java:

  • Secondo alcuni, deriverebbe dalla grande quantità di caffè di questa marca indonesiana che i tre programmatori consumavano abitualmente. Questa teoria troverebbe conferma nel logo del linguaggio di programmazione, una tazzina di caffè fumante.
  • Un’altra teoria fa riferimento all’acronimo Just Another Vague Acronym, ovvero “solo un altro vago acronimo”.
  • Infine, si sostiene anche la possibilità che il nome sia stato scelto a caso da un elenco.

Ciò che è sicuro è che il nome Green dovette essere abbandonato per motivi di copyright.

Il logo Java nel 1996
Il logo Java nel 1996

Caratteristiche riconosciute a Java

La sintassi di base di Java è simile a quella di C e C++. Si tratta di una precisa scelta, finalizzata a renderne facile la comprensione da parte degli sviluppatori. Sono però state rimosse alcune caratteristiche che si riteneva potessero portare a criticità o bug; tra queste l’aritmetica dei puntatori e l’ereditarietà multipla delle classi.

Java nasce per interagire con la televisione, ma si rivela troppo avanzato per la tecnologia adottata dalle TV via cavo degli anni Novanta. Quindi viene prima dirottato su piccoli dispositivi elettronici e in seguito, con la diffusione di Internet, adattato alla programmazione per la Rete globale.

Il compilatore originale, ossia la prima Java Virtual Machine (JVM) che consente a un computer di eseguire programmi scritti sia in Java sia in altri linguaggi tradotti, si deve allo stesso Gosling e risale al 1994.

Netscape adottò ben presto la JVM per il suo browser

Gli obiettivi originali degli sviluppatori erano:

  • creare un linguaggio semplice, orientato agli oggetti e familiare (vedi la scelta di C e C++);
  • che fosse robusto e sicuro, oltre che indipendente dalla piattaforma;
  • che potesse eseguire codice da sorgenti remote in modo sicuro.

Una delle caratteristiche che hanno determinato il successo di Java risiede nell’acronimo WORA, ossia Write Once Run Anywhere: scrivi una volta, esegui ovunque. Ciò a sottolineare la possibilità di esecuzione su tutte le piattaforme che supportano Java, senza bisogno di ricompilazione.

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Alessandro Argentiero

Alessandro Argentiero, milanese, è stato giornalista, formatore, traduttore e mille anni fa ha scritto pure un libro, “Il computer è malato” (ma si suppone che ormai sia guarito). Usa tutti i giorni database, WordPress e padelle. Appassionato di tutti gli sport, eccetto il golf, ma soprattutto di bici, ha ideato Lamiaprimagranfondo. Puoi contattarlo su Facebook, Linkedin, Instagram e Twitter.

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