Triple Elvis (opera di Andy Warhol)

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Nel 1962 Elvis Presley appare per la prima volta nelle opere realizzate da Andy Warhol, proprio come Liz Taylor.“Triple Elvis” è una serigrafia su vernice all’alluminio, realizzata su una tela di centimetri 208,3 x 182,9. Il re del rock apparirà anche in altre opere di Warhol quali “Red Elvis” o “Elvis 49 times”.

Triple Elvis - Andy Warhol
Triple Elvis (Andy Warhol, 1962)

Triple Elvis: analisi dell’opera

Il cantante e attore viene rappresentato in posa da pistolero, proprio per cogliere le caratteristiche principali della sua carriera cinematografica e sintetizzarle, nonché ricordare il celebre movimento di gambe dell’artista. Rappresentato come un clone e stampato su una vernice argentata all’alluminio, il gruppo di 3 Elvis accerchia lo spettatore. Per questo motivo, Warhol non taglia i rotoli della tela, creando un effetto di infinito delle immagini, come se si trattasse di una galleria degli specchi.







Così facendo, l’artista conferisce all’opera un forte impatto emotivo. Lo sguardo del cantante fissa un punto fuori dalla tela. La precisione lascia sbalorditi: vengono evidenziate persino le pieghe della camicia. Qui si vedono le tre immagini perfettamente posizionate entro la tela, leggermente sovrapposte, ma ciò non genera distorsione come in altre serie di opere. Questa sovrapposizione ricorda la striscia di pellicola o i singoli fotogrammi contenuti nell’immagine: messe insieme generano però un senso di dinamismo e movimento.

L’impatto che dà questa pittura è notevole: tutto è curato nei dettagli, come le punte degli stivali. Warhol è stato un grande appassionato di cinema ed è appunto dal cinema che attinge per le sue serigrafie. Elvis viene rappresentato come un nuovo dio scintillante con bardature semi-religiose; si veda proprio l’utilizzo dell’argento, che ricorda gli ornamenti religiosi della chiesa cattolica bizantina. In questo, anche il particolare della pistola, potrebbe trattarsi del sostituto delle spade o delle lance dei guerrieri santi cristiani.

C’è da notare che nei primi anni del 1960, il mondo dell’arte negli Stati Uniti era dominato dagli espressionisti astratti. Al contrario di come Warhol ha rappresentato altri idoli, Elvis appare molto vivo: gli conferisce il senso di ribellione proprio del cantante, celebre soprattutto tra i giovani.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il “Giornale di Sicilia” e con “La Repubblica” e, attualmente, scrive articoli per il giornale “L’ora” e per questo sito, cura l’ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell’associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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