Perché si dice “testa o croce”?

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1 lira del 1863
1 lira del 1863: faccia raffigurante "testa"
1 lira del 1863
1 lira del 1863: faccia raffigurante "croce"

Il termine “testa o croce” è molto comune e si utilizza quando si deve effettuare una scelta tra due possibilità, utilizzando la tecnica del lancio di una moneta. Associando la propria scelta alla testa o alla croce, decretiamo quella ottenuta a seconda di quale faccia della moneta sarà mostrata dopo averla lanciata in aria (o averla presa al volo tra le mani).







Questa tecnica cambia il suo nome in base alle raffigurazioni presenti sulle facce delle monete utilizzate. Il nome che attribuiamo comunemente in Italia deriva dalle monete raffiguranti il volto del re e il simbolo cristiano della croce. Nell’antica Roma si chiamava “navis aut caput” (nave o testa), in quanto su alcune monete romane era raffigurata una nave su un lato e la testa dell’imperatore dall’altro.

In inglese “head and tail” (testa o coda), testa del monarca e coda del leone araldico; in Germania, “Kopf oder Zahl” (testa o numero), dato che su di un lato della moneta era indicato il valore della stessa; in Irlanda, “heads or harps” (teste o arpe), in quanto questo strumento musicale è raffigurato sulle monete molto spesso; in Brasile, “cara ou coroa” (faccia o corona); in Messico “águila o sol” (aquila o sole); in Russia “орёл или ре́шка” (aquila o l’altro simbolo); ad Hong Kong testa o parola, dato che sulle monete il valore è scritto per esteso.







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