Le Ville a Bordighera (quadro di Claude Monet)

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Negli ultimi quarant’anni dell’Ottocento, Bordighera è stata meta di numerosi artisti e intellettuali i quali, attratti da una vegetazione rigogliosa e una luce incantevole, visitarono la città ligure per passarvi alcuni giorni di vacanza e per raccontarne le bellezze naturali. Claude Monet, insieme ad Auguste Renoir, furono fra questi estimatori. Entrambi approdarono a Bordighera nel dicembre del 1883 e Monet vi fece ritorno nel gennaio del 1884 per realizzare alcune opere. Una di queste è “Le Ville a Bordighera“, un olio su tela di 115 x130 cm che, però, fu realizzato nel suo atelier di Giverny, riprendendolo da un dipinto più piccolo che Monet aveva dipinto en plein air.

Le Ville a Bordighera (Monet)
Le Ville a Bordighera (Les Villas à Bordighera, 1884, Claude Monet) – Olio su tela – cm 115 x 130 – Musée d’Orsay, Parigi

Le Ville a Bordighera: analisi del dipinto

Il quadro rappresenta il giardino della villa di un ricco abitante del luogo. Monet era rimasto molto colpito dal giardino, tanto che lo aveva definito un luogo straordinario e magico. Il pittore era rimasto affascinato soprattutto dalla varietà delle piante, che crescevano senza una particolare cura da parte del proprietario. Soprattutto le palme erano riunite in una varietà spettacolare.







L’opera era destinata all’amica pittrice Berthe Morisot, che era entrata da poco nel movimento impressionista; detto per inciso: l’Impressionismo era definito per semplicità “movimento“, ma in realtà era un gruppo eterogeneo di artisti che seguivano strade diverse, ma che si ritrovavano per alcuni punti fondamentali come, ad esempio, la luce.

Le Ville a Bordighera” è un tripudio di colori e luce. Monet descrive non solo la rigogliosità del giardino ma anche le colline, che vediamo nello sfondo, le quali, in parte, circondano la città. L’artista usa colori vivaci per riportare sulla tela le sfumature della luce mediterranea. Il dipinto è grande e ha la forma quadrata; una scelta, questa, che Monet utilizzerà per dipinti decorativi. E anche la riproduzione di un quadro più grande rielaborato da uno più piccolo è una scelta che in quegli anni Monet svolge abbastanza spesso, soprattutto per creare le serie come quelle delle ninfee.

Il paesaggio rimane il suo soggetto preferito, e questa sua scelta, in coerenza con tutta la sua carriera, è stato una delle differenze più marcate fra lui e gli altri pittori dell’Impressionismo. Monet, infatti, studia le variazioni di luce del paesaggio, mentre, ad esempio, Degas e Renoir studiano di più la figura umana. Anche se, forse, l’unico vero impressionista che fondò e riunì il gruppo e che portò avanti con coerenza la filosofia del movimento per tutta la vita, fu solo Claude Monet. Nel 1884 Claude Monet era in Italia.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall’inglese e dal catalano.

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