Hip Hip Hurra! Perché per esultare si usa questo inno?

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In tutto il mondo occidentale, spesso, quando si festeggia e si esulta, si è soliti intonare l’inno “Hip hip hurrà”. Questo detto, secondo alcuni studiosi, deriva dagli usi militari del periodo del Settecento. “Huzzah!”, infatti era considerato l’urlo di gioia dei marinai inglesi dell’epoca. Da lì in poi, tale termine è stato adottato nella lingua inglese, trasformandosi nell’espressione “hurra” e in seguito poi in quella francese, divenne “hourra”. Solo nell’Ottocento, questo inno alla gioia ed alla vittoria ha incominciato ad essere usato anche in Italia.

Nazionale italiana di calcio 1982
Hip Hip Urrà! Un esempio di festeggiamento ed esultanza: la foto ritrae uno dei momenti successivi alla vittoria del campionato mondiale di calcio del 1982 da parte dell’Italia. I giocatori azzurri portano in spalla il c.t. Enzo Bearzot

Ma le ipotesi sulla sua etimologia non finiscono qui.







Secondo altri studiosi, l’origine del motto “hip hip urrà”, potrebbe derivare dall’urlo di battaglia dei soldati prussiani d’inizio Ottocento oppure da quello che i cosacchi usavano quando si lanciavano all’attacco.“Hip” infatti deriva dal termine “hep” o “hup”, usato per cadenzare il ritmo di marcia dei soldati. I reparti di cavalleria inglese, di servizio in India, usavano questa espressione, nella forma “hip, hip, hurray” ma secondo i dizionari Webster e Oxford, la parola avrebbe un’origine mongola.

Altra probabile derivazione di questo motto potrebbe risalire al termine che veniva decantato in conclusione delle preghiere (“hurray, hurray, hurray”, detto a mani giunte) e utilizzato anche prima delle cariche da parte della cavalleria russa. Un’altra teoria plausibile è che tale espressione derivi dal grido di scherno “Hep! Hep!”, usato dalla popolazione europea nei primi dell’Ottocento.

Secondo altre teorie invece, “hip hip urrà” nasce dall’acronimo (H.e.p.) della frase latina “Hierusalem est perdita”, “Gerusalemme è in rovina”, annunciata dai Romani quando avvisarono, nel 135 d. C., della distruzione della città.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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