Intervista a Enza Villoni, autrice de “La Finestra sotto il Ciliegio”

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Enza Villoni è nata a Formia (Latina), ha vissuto la sua infanzia in Inghilterra, a Woking, tornando poi in Italia solo negli anni ’80. Oggi vive a Mondragone, in provincia di Caserta. Laureata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, sezione Pittura, ama scrivere e disegnare fin dalla tenera età. Enza Villoni racconta storie “fantastiche” per ragazzi, e realizza i disegni dei suoi personaggi con la matita.

La Finestra sotto il Ciliegio - Enza Villoni - libro
La Finestra sotto il Ciliegio (2014) è il primo romanzo di Enza Villoni

L’abbiamo intervistata in occasione dell’uscita del suo primo libro: “La Finestra sotto il Ciliegio”. Attualmente sta lavorando a una storia fantasy, iniziata anni fa.

La Finestra sotto il Ciliegio

Ambientato a fine degli anni ’90, il romanzo racconta la storia di un amore speciale, quello tra Monica e Alex. All’inizio il libro presenta toni rosa ed è un po’ sdolcinato nel perfetto idillio amoroso tra i due, quasi come vivessero una favola; man mano che la narrazione avanza, va ad intrecciarsi inevitabilmente con un fatto inaspettato, lo strazio della SLA; la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

La SLA è una patologia nefasta, neurodegenerativa, invalidante, che progressivamente porta alla completa paralisi del corpo e i suoi muscoli, senza intaccare la coscienza, che rimane tale e quale.

È Monica ad essere colpita dalla terribile malattia, e ad Alex, assieme agli altri congiunti, seppur senza mai rassegnarsi al tragico destino, non rimarrà altro che farsi carico a sua volta delle sofferenze, condannato dalla vita ad essere costretto a vedere il decadimento fisico della sua amata fino alla fine.

Il suo amore, tuttavia, grande come il mare, è sempre lì a sostenere la sfortunata compagna, l’unica cosa che la SLA non potrà mai toglierle.

Il libro è una sorta di abbraccio solidale verso chi nella vita è sfortunatamente incappato in un percorso di sofferenza e malattia. Basato su una storia vera, il libro è appassionante e coinvolgente: passo dopo passo il lettore è emotivamente turbato, speranzoso che la storia si evolva positivamente, ma le pagine nude e crude, raccontano un viaggio nella quotidianità di chi vive con la SLA; sfortunatamente si tratta di un viaggio di sola andata.

Enza Villoni
Enza Villoni

Intervista all’autrice, Enza Villoni

Cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo sulla SLA?

Avevo bisogno di dare sfogo a tutto ciò che ho vissuto, l’esperienza della SLA con mia madre, che si è ammalata nel 2001. Ho voluto raccontare a chi non lo sa, cosa significa la SLA in tutto e per tutto. Leggendo il romanzo, alle persone vorrei che non fosse trasmesso il “pietismo”, ma il messaggio dell’amore incondizionato.

Malati e congiunti diventano una sorta di “cosa sola”, entrambi alla fine soffrono diversamente ma alla stessa maniera, e il compito di chi vive accanto a un malato è quello di sostenere, infondere l’amore. Sono ancora in tanti che non conoscono cos’è la sla, col libro intendo accendere un riflettore in più.







Com’è nata la storia? Quale è stato l’incipit per un tema così delicato?

Devo essere sincera, non so perché, spesso e volentieri gli incipit mi vengono dai sogni, mentre dormo, dunque. Una notte ho sognato un famoso attore, lo dico solo ora, Alessandro Gassman, che tra l’altro apprezzo come interprete del cinema italiano, ma che mai mi sarei sognata di sognare, scusate il gioco di parole.

Mi scontravo con lui fuori una banca, ci conoscevamo, mi proponeva un autografo su un braccio, ma io rifiutavo scegliendo l’opzione del bicchierino di carta. Il fondo e tutto in circolo mi aveva fatto una dedica. E più in là, nello stesso sogno, mi ha dato persino un numero (sorride).

E che cavolo di sogno, aggiungo. Al mattino mi sono stupita di averlo sognato, e col passare del tempo, ho realizzato che poteva essere uno spunto per il romanzo sulla sla che volevo scrivere, e così l’ho usato. I due protagonisti si conoscono a Roma, fuori una banca scontrandosi, lui è un attore di teatro promettente, e lei un medico veterinario, e nel romanzo nasce la moda dei bicchieri autografati al festival di cinema di Venezia 59°, quando Alex partecipa con il suo primo film. Questo è tutto!

Hai intenzione di proseguire a scrivere?

Certamente, sì! Sono in fase di attività, alle prese con altri romanzi di genere diverso, ciò che mi ispira di più, quelli fantasy. Ne ho più di uno in cantiere.

Quali sono i tuoi generi letterari preferiti?

Mi piace un po’ tutto, ovviamente; Stephen King, “Misery“, a “Le pagine della Nostra vita”, di Nicholas Sparks. Tutto ciò che ha a che fare col fantasy o dei pirati. Metto in capo alla lista, Tolkien.

Dove è possibile acquistare il romanzo “La Finestra sotto il Ciliegio” ?

Di seguito i riferimenti.
Edizioni Sì, del settimanale Sì, 200 pagine, € 15
Nelle librerie e Bookstore: ibs, deastore, webster, libreria universitaria.
Per altre info: pagina Facebook.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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