La danza moresca e La Goulue, opere di Toulouse-Lautrec

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Louise Weber è stata una delle più famose ballerine del Moulin Rouge. Il suo nome d’arte era La Goulue ed ebbe, fin dal suo primo apparire, un certo successo. Quando debuttò sul palcoscenico del celebre locale parigino aveva solo sedici anni. Tuttavia la sua carriera e il suo successo furono fulminei. Già cinque anni dopo il suo primo ballo, Louise Weber versava in una situazione difficile. Non era più apprezzata come all’inizio e il suo modo di ballare sembrava superato.

La danza moresca - La danse mauresque - quadro opera picture
La danza moresca: nel dettaglio centrale dell’opera appare La Goulue

La Goulue, l’ascesa e il declino

La carriera de La Goulue iniziò nel 1890 suscitando interesse e un’ampia schiera di fan. Fra questi spiccava il pittore Henri de Toulouse-Lautrec. La Goulue aveva uno stile provocante ed eccessivo, ballava mostrando le gambe nude sotto i merletti della sottana e portava in modo sensuale i capelli raccolti a crocchia. Quest’ultimo era proprio uno degli aspetti distintivi del suo costume di scena.

Tuttavia per una serie di ragioni, forse dovute anche al fatto che altre ballerine più giovani e con uno stile diverso stavano salendo alla ribalta, si trovò, nel giro di pochi mesi, privata del successo a cui era abituata.







Per rilanciare la sua immagine Louise Weber decise di costruire un baraccone nel quale si esibiva tutti i giorni. Questo aveva posizionato a Parigi in Place du Trône. Prima dell’inaugurazione scrisse una lettera al suo amico Lautrec chiedendogli di decorare il baraccone. L’artista, un po’ stimolato dall’idea di creare una scenografia di grandi dimensioni e un po’ per l’amicizia e l’affetto che provava per La Goulue, accettò l’incarico. Proprio per celebrare la ballerina decise di dipingere due pannelli, uno collocato a sinistra e l’altro a destra dello spazio dedicato allo spettacolo, in cui appariva La Goulue nel suo passato radioso e nel suo presente difficile, ma ancora vivace.

Pannello per la baracca della Goulue alla Foire du Trône di Parigi (Toulouse-Lautrec)
Pannello per la baracca della Goulue alla Foire du Trône di Parigi – Pannello di sinistra

I pannelli

A sinistra dunque il suo passato. Louise appare mentre sta ballando con Valentin, altro ballerino del Moulin Rouge (la coppia appare anche in un altro celebre quadro di Lautrec), mentre sfoggia i suoi abiti festosi. Il contesto  un po’ scuro e le persone in piedi la guardano indossando soprabito e cappello. La nota di colore più evidente è rappresentata dal gioco delle luci dei bulbi che appaiono in sequenza.

A destra invece la ballerina si esibisce in una lunga e sensuale danza del ventre mentre la osservano, lo stesso pittore autore dell’opera, la ballerina Jane Avril (protagonista di un altro quadro di Toulouse-Lautrec), lo scrittore Oscar Wilde e il critico Felix Fénéon. Ognuno dei due pannelli è stato realizzato nel 1895 mediante la tecnica dell’olio su tela; misurano ciascuno 285 x 307,5 cm. Oggi sono conservati presso il Museo d’Orsay.

La danza moresca - Toulouse-Lautrec - 1895
La danza moresca (Toulouse-Lautrec, 1895, Baraque de la Goulue à la Foire du Trône: La danse mauresque ou Les Almées) – Pannello di destra

Questa coppia di opere è un omaggio di Lautrec ad una ballerina famosa e in declino che per pochi anni ha rappresentato il divertimento e le suggestioni della Parigi notturna. Anche queste rappresentazioni non ebbero il successo sperato e La Goulue si vide costretta a rinunciare alla sua passione, finendo per arrangiarsi con mille altri lavori. Fra questi: la fioraia, la donna cannone, la domatrice. Louise Weber visse fino al 1929, anno in cui morì in miseria in un ricovero per anziani.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall’inglese e dal catalano.

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