La caduta di Icaro (opera di Chagall)

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La caduta di Icaro” è un dipinto a olio su tela del 1975 realizzato dal pittore Marc Chagall ed esposto all’Opéra (Parigi). L’arte surrealista di Chagall raggiunge, con la maturità dell’uomo, una delle sue massime espressioni ne “La caduta di Icaro”, quadro che l’ormai quasi novantenne artista con la consueta irruenza e trasgressione lancia come sfida alla fine dell’essere umano.

The Fall of Icarus (La Caduta di Icaro, Marc Chagall, 1975)
Marc Chagall: La Caduta di Icaro (1975)

La caduta di Icaro: analisi

Chi meglio di Icaro, spinto dall’irresponsabile giovinezza, vive con sgomento la consapevolezza della morte sicura, causata da un gesto di sfida nei confronti del “Dio Sole”. Così Chagall sembra voler raffigurare la parabola della vita nella quale anche uno degli artisti più irrazionali e imprevedibili del diciannovesimo secolo si è ormai inevitabilmente incamminato da tempo.







La caduta di Icaro” racchiude in sé l’essenza del destino “inevitabile”, contro cui nulla possono gli ammonimenti del padre Dedalo a non avvicinarsi troppo al Sole al fine di evitare la fatale e rovinosa caduta. Solo chi si eleva e raggiunge il cielo può subire un così fatale destino. Tanto più alta è la capacità di elevarsi dell’uomo, dell’artista, che attraverso le ali della pittura s’innalza sulla mediocrità del genere umano, tanto più è rovinosa la sua caduta.

La caduta di Icaro: il quadro

Per questo, Chagall raffigura un Icaro sgomento, quasi incredulo, osservato, quasi irriso, dalla moltitudine della gente incapace di elevarsi e disinteressata dal soccorrerlo. Per questo la rappresentazione de “La caduta di Icaro” proposta all’osservatore da Marc Chagall, ha come figura principale l’uomo nell’estremo addio alla vita e alle sue opportunità, contornato da un colorato quanto illusorio paesaggio di sentimenti e fantasie.

Le ali di cera e piume che si sciolgono al Sole, parlano di un’arte elevata per incontrare il Divino, ma incapace di salvare la vita all’avvicinarsi del crepuscolo dell’oblio. Tentare di dare un altro significato a questo dipinto è impossibile. Mai come in questa occasione, il messaggio di Chagall è diretto, al punto che anche questo quadro misterioso, sollecita una visione mistica ed elevata a Dio.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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