Umberto Eco e Roberto Benigni a San Leo

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Questa città è di una bellezza fuori del normale. E’ una cosa da svenire, questa fortezza!”. Queste le parole di Roberto Benigni, pronunciate l’11 giugno 2011 con la sua inconfondibile vivacità, per omaggiare la città e la Fortezza di San Leo, storica capitale del Montefeltro, in occasione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria all’amico Umberto Eco. “La città più bella d’Italia? San Leo: una Rocca e due Chiese”.

La Rocca di San Leo
La Rocca di San Leo

L’illustre scrittore e semiologo, con questa frase tratta da un’intervista a “Il Venerdì” di Repubblica del 28 settembre 2007, conferma ancora una volta che questa città è uno dei suoi luoghi del cuore, avendogli anche ispirato alcuni dei suoi romanzi.







L’autore de “Il nome della Rosa”, ha voluto l’amico Benigni al suo fianco durante questa giornata, nell’ambito del convegno sulle tecniche di restauro nelle città storiche organizzato dal Comune di San Leo, durante il quale Umberto Eco ha ricevuto le chiavi della città dal Sindaco Mauro Guerra. Accompagnato dalla moglie Nicoletta Braschi, nata in queste zone, Benigni, quale ospite d’onore, ha letto alcuni dei brani più significativi tratti dalle opere di Eco: “Il Pendolo di Foucault”, “Il Nome della Rosa” ed “Il Cimitero di Praga”. Libri dalle trame ricche di mistero ed occulto, che ben si sposano con la magia che avvolge la Fortezza, ultimo giaciglio di Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro, citato anche da Benigni che visita con interesse anche la cella e le pittoresche stanze.

I 600 ospiti della cerimonia sono stati stregati dall’intrattenimento dell’effervescente Benigni: “Sono davvero orgoglioso, emozionato, di essere qua insieme a voi, a dare la cittadinanza onoraria ad Umberto Eco, a leggere estratti dalle sue opere, con la sua presenza. È come leggere pezzi di Aristotele con Aristotele presente!”.

Oltre alla lettura dei brani di Eco, ha deliziato i presenti con battute graffianti riguardo i più caldi temi d’attualità. In platea, autorità politiche e militari, e anche il poeta e scrittore Tonino Guerra. Eco ha commentato scherzando: “L’umiltà mi farebbe dire che non sono degno di questo conferimento. Ma sono invece degnissimo, perché San Leo mi deve un incremento economico da ben 36 anni. Ogni estate mi trasferisco nella mia casa di Monte Cerignone e almeno tre volte in un anno porto i miei ospiti in visita a San Leo. Sono stato giustamente ricompensato. San Leo è un marchio indelebile di buona parte della mia vita”.







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