Gold Marilyn Monroe (opera di Andy Warhol)

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Capelli sofisticati, trucco perfetto, labbra contratte in un sorriso eterno, sfondo oro. È questa l’opera “Gold Marilyn Monroe“, che ritrae la diva secondo l’interpretazione che ne dà Andy Warhol. Si tratta di un acrilico, inchiostro serigrafico, vernice d’oro e spray su tela, di centimetri 211,5 x 144,8, realizzata nel 1962, e conservata a New York presso The Museum of Modern Art.

Gold Marilyn Monroe
Gold Marilyn Monroe (opera di Andy Warhol)

Gold Marilyn Monroe: il significato di quest’opera

La cosa che più colpisce di queste opere – una serie di lavori sono stati dedicati all’artista – è il fatto che Andy Warhol abbia sempre utilizzato, per ritrarla, una sola immagine. Nel suo archivio, infatti, c’erano centinaia immagini della diva, alcune delle quali più sensuali e accattivanti di quella scattata da Gene Cornman per la promozione del film “Niagara”.







Warhol avrebbe dunque potuto montare un ritratto polifonico come quello realizzato per la collezionista Ethel Scull, tuttavia non l’ha fatto. Vediamo perché. Il primo motivo è che Marilyn è morta e a lei non si addice più la varietà della vita, ma il volto immobile e truccato di un cadavere. Quindi un’immagine che si presenta ad un’unica interpretazione che ripeta all’infinito quanto di eterno c’era nel personaggio pubblico.

Il secondo motivo è dato dal fatto che Warhol prediligeva l’impostazione frontale e il campo ristretto delle foto-tessere. Da qui la scelta dell’immagine di Cornman. Terzo, perché la foto scelta non propone un volto, ma una maschera: capelli sofisticati, trucco perfetto abbinato al vestito, rossetto che racchiude il sorriso eterno, tutto su uno sfondo color oro.

Ci troviamo di fronte ad un’immagine di morte, di cui Warhol riesce a cogliere il fascino ambiguo. Negli anni Sessanta in America si è sviluppato un periodo di cambiamento sociale e politico, in cui l’arte non è stata coinvolta. Tuttavia all’inizio del decennio si sviluppò un nuovo movimento sulla cultura popolare e le icone nazionali, chiamato “Pop art“. Si tratta di un connubio fra pittura e fotografie, dove gli artisti si esprimono dipingendo tele serigrafate con l’immagine usando colori astratti brillanti.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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