Eugène Boch (ritratto di Eugène Boch), dipinto da Van Gogh

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Il ritratto di Eugène Boch fu dipinto da Vincent van Gogh nel 1888. Si tratta di un olio su tela che misura 60 x 45 cm. Nel giugno di quello stesso anno il pittore olandese conobbe Eugéne Boch vicino ad Arles, dove risiedeva da qualche mese. Nel luglio dello stesso anno decise di realizzare un ritratto del suo nuovo amico.

Ritratto di Eugene Boch - Vincent van Gogh - 1888
Ritratto di Eugène Boch (Vincent van Gogh, 1888)

Eugène Boch

Eugène Boch (1º settembre 1855 – 3 gennaio 1941) fu un pittore e poeta belga. Fratello minore della pittrice Anna Boch, fu membro fondatore di Les XX, un gruppo di venti artisti belgi comprendente pittori, scultori e designer.

Vincent è contento della loro amicizia ed è colpito dall’aspetto di Eugène Boch. Il pittore olandese lo descrive per lettera al fratello Theo van Gogh, come un uomo di bell’aspetto, signorile e con un viso così affilato da attirare la sua attenzione di ritrattista.

Van Gogh ammira Eugène Boch per il suo modo di essere e di lavorare. Lo descrive come un lavoratore indefesso ma lieve, che riesce a sopportare la fatica del lavoro con la stessa grazia di un usignolo. Sono questi i motivi che inducono Van Gogh a sceglierlo come soggetto di uno dei suoi ritratti più famosi.







Ritratto di Eugène Boch: analisi e commento al quadro

Lo scopo di Vincent van Gogh è mostrare Boch come appare. Benché il colore dei capelli sia accentuato da un giallo molto intenso. Lo sfondo invece appare come un cielo stellato, immerso in un blu infinito. Il colore dei capelli accentuato quasi fosse un’aurea dorata intorno al capo del poeta, riluce ancora di più, proprio per la scelta che Van Gogh opera di mostrare il suo amico circondato dall’infinito stellato.

Una volta ultimato il dipinto, Van Gogh ne fu entusiasta. La sua esperienza come ritrattista fu assai ampia, ma questo dipinto, che probabilmente voleva consacrare la considerazione che il pittore provava per l’amico poeta, assume per lui un’importanza particolare.

La scelta dei colori e l’intensità cromatica regalano allo spettatore un’esperienza interessante. In effetti il dipinto che può essere ammirato al Museo d’Orsay a Parigi, conserva una certa aurea magica. L’intensità che Van Gogh ha cercato di ricreare, sottolineando anche una certa ironia nello sguardo di Boch, rende il personaggio misterioso ed enigmatico.

Van Gogh conservò il dipinto nella sua stanza per poterlo ammirare durante le ore di riposo che passava nella sua casa di Arles.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall’inglese e dal catalano.

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