Le Stiratrici (quadro di Edgar Degas)

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Uno dei quadri più rappresentativi dell’interesse di Edgar Degas per il mondo del lavoro è il dipinto “Le Stiratrici“, realizzato fra il 1884 e il 1886 su una tela 76 x 81,50. L’interesse di Degas si concentra sul lavoro manuale delle donne e in particolare su quello delle modiste e delle stiratrici che ritrae in diversi dipinti.

Le stiratrici - Les repasseuses - Degas - 1884-1886
Il quadro “Le stiratrici” (titolo originale: “Les repasseuses”) fu dipinto da Degas tra il 1884 e il 1886. Oggi è conservato al Museo d’Orsay di Parigi.

Le Stiratrici: analisi del quadro

Questa tela in particolare è il frutto di tre versioni che ritraggono due donne, una intenta energicamente a stirare e l’altra in un momento di pausa mentre sbadiglia. Un soggetto semplice, che ritrae la realtà per ciò che è, ma che attira l’attenzione, con un candore quasi favolistico, verso il lavoro e la sua fatica. Il contesto storico in cui il dipinto viene realizzato è quello verista in cui, non solo la pittura, ma anche altre forme espressive stanno analizzando la condizione umana, soprattutto quella piegata e umiliata dal lavoro.







Degas guarda alla classe operaia senza sentimentalismi o facili pietismi, ma ritraendo la fatica che rende la loro vita dura e socialmente emarginata. Non c’è passione, né ardore, né eroismo nel comportamento delle due stiratrici; in un certo senso, si potrebbe pensare che il quadro sia solo una banale fotografia del reale e, invece, proprio in questo sta la sua forza, come ne “I mangiatori di patate” di Van Gogh, dove però in questo caso viene ritratta tutta la miseria del vivere quotidiano dei contadini, mentre ne “Le Stiratrici“, non c’è una denuncia sociale ma solo un’attenzione per un momento particolare della giornata delle due donne.

La tecnica utilizzata è quella della pittura ad olio. In questo dipinto, però, Degas non utilizza il suo solito stile pittorico, ma carica ogni pennellata rendendo l’impasto dei colori più spesso e quindi togliendo omogeneità alla distribuzione del colore. L’effetto irregolare rende alcune parti del quadro più intense e rende molto bene il movimento di entrambe le stiratrici.

Non è un manifesto politico contro lo sfruttamento del lavoro manuale, ma è piuttosto un racconto di come era e di come è il lavoro manuale. Non credo sia uno dei quadri migliori di Degas e alcuni esperimenti con l’impasto del colore francamente non mi piacciono, ma è un quadro importante perché è uno dei primi passi verso l’attenzione che l’arte riserverà al lavoro, senza interpretarlo o caricarlo di significato politico ma semplicemente immortalandolo in istanti che diventano eterni.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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