Meditazione autunnale (Giorgio De Chirico)

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Tra i dipinti dell’artista di origine greca Giorgio De Chirico, troviamo “Meditazione autunnale”. L’artista, nelle sue opere, è influenzato dall’arte e dalla letteratura romantica e decadente. “Meditazione autunnale” è un dipinto a olio su tela delle dimensioni di 54 x 69,8 cm. L’opera venne realizzata nel 1912 e attualmente è conservata a Milano presso una collezione privata.

Meditazione Autunnale - Giorgio De Chirico - 1912
Meditazione Autunnale (1912, Giorgio De Chirico • Collezione privata)

Meditazione autunnale: breve storia e analisi del quadro

In questo quadro, il pittore si ispira alla pittura metafisica. Negli anni parigini, l’autore realizza alcune delle opere pittoriche fondamentali per il ventesimo secolo, tra cui “Meditazione autunnale”. L’opera viene realizzata in un periodo particolare che coincide con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, dove i fratelli De Chirico si arruolano volontari e vengono inviati a svolgere il loro servizio a Ferrara.

Dopo un primo periodo di disorientamento dovuto al cambiamento di città, Giorgio si concentra e rinnova la propria pittura. “Meditazione autunnale” è il primo di una serie di quadri dedicati al tema della meditazione. Tra le altre ricordiamo due opere similari: “La meditazione del mattino” e “La meditazione del pomeriggio”. La sua pittura è riconoscibile per la distribuzione a-logica di oggetti e ambienti. Il suo tratto non descrive l’esperienza fisica ma restituisce un’interpretazione personale della realtà. Questa concezione consente al pittore di lavorare al di fuori di ogni schema logico, suscitando un’impressione di immobilità e di solitudine.







Meditazione autunnale: il quadro

Il quadro in oggetto, rappresenta una scena architettonica ed è caratterizzato da una totale mancanza di elementi umani e viventi. Le architetture sono classiche, spesso elementari. Nel dipinto Meditazione Autunnale possiamo notare due palazzi delineati semplicemente nella loro muratura e una statua che si trova più o meno al centro tra i due edifici; il palazzo a sinistra è illuminato dalla luce, mentre l’altro edificio si trova completamente immerso nell’ombra. Vicino al palazzo illuminato, intravediamo un bastone da passeggio che simboleggia il segno del passaggio o della presenza di qualcuno. In un’opera dello stesso pittore intitolata: “Il figliol prodigo”, troviamo di nuovo l’oggetto: il bastone da passeggio.

Nel quadro è presente, inoltre, una statua vista di spalle che guarda il mare e che presenta un basamento estremamente basso. Lo stesso De Chirico, nelle altre due opere rivolte alla meditazione, rappresenta sempre delle statue viste di spalle che si affacciano verso il mare circostante. Da sfondo, nel dipinto, troviamo anche un cielo limpido ed il mare.

La produzione pittorica di De Chirico è quindi caratterizzata da una costante riflessione sugli oggetti prodotti dalla cultura classica e della loro distribuzione geometrica. In quest’opera, torna prepotentemente ai suoi temi metafisici, continuando a realizzare dipinti, ritratti ed interni in costante opposizione con le tendenze dell’arte contemporanea. La sua opera rimane comunque intrisa di mistero e di incognite irrisolte e colpisce senza ombra di dubbio lo spettatore che l’ammira, ma la sensazione di profonda solitudine e malinconia, rimane.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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