Bon Jovi, Slippery When Wet (1986)

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Pubblicato nel 1986, l’album “Slippery When Wet” è considerato il più riuscito tra quelli realizzati dal gruppo dei Bon Jovi. In America il disco ottiene il “disco d’oro” e una dozzina di “dischi di platino”, mentre nel resto del mondo questo capolavoro musicale, simbolo dell’hard rock, vende circa 33 milioni di copie. Insieme all’album viene lanciata in promozione anche una raccolta di videoclip.

Bon Jovi, Slippery When Wet (1986)
Bon Jovi, Slippery When Wet (1986)

I quattro singoli estratti dall’album (“Wanted Dead or Alive”, “You give Love a Bad Name”, “Never Say Goodbye”, “Livin’ on Prayer”) raggiungono ottime posizioni nelle hits musicali, restando in vetta alle classifiche mondiali per molto tempo.

Rispetto agli album precedenti, che non riscuotono il successo previsto e che anzi vengono bersagliati dalla critica, questo terzo album dei Bon Jovi si avvale di preziose collaborazioni: il noto compositore Desmond Child, Bruce Fairbaim in veste di produttore e Bob Rock nel ruolo di ingegnere del suono.

La maggior parte dei brani contenuti in “Slippery When Wet” sono stati scritti da Richie Sambora e Jon Bon Jovi. Questi inizialmente decide di non inserire all’interno del disco il brano “Livin’ on Prayer”, ma dopo cede alle insistenze, e così il pezzo diventa uno dei più famosi dell’intero album. Qual è la ragione del titolo dell’album “Slippery When Wet”? (che in italiano significa “Scivoloso se bagnato”).







E’ lo stesso tastierista del gruppo, David Bryan, a rivelare che durante la registrazione dell’album il gruppo era solito frequentare un locale di striptease in cui alcune bellissime ragazze si bagnavano con acqua e sapone, così tanto che fosse difficile stringerle per quanto erano scivolose. Un membro del gruppo ad un certo punto esclama: “Slippery When Wet”!, e gli altri realizzano al volo che questo sarebbe stato il titolo del nuovo album!

In origine la copertina del disco doveva riportare una foto con un seno prorompente, ma per evitare le denunce di un’associazione moralista facente capo all’allora Vice Presidente degli Stati Uniti, Al Gore, il gruppo decide di optare per un’altra soluzione meno rischiosa. La nuova copertina viene ideata da Jon Bon Jovi, e raffigura un sacco di immondizia bagnato sul quale il cantante scrive il titolo.

A venti anni dalla pubblicazione dell’album, il 20 settembre 2005, “Slippery When Wet” viene ristampato in Dual Disc (lato CD e lato DVD, con i cinque videoclip estratti). I Bon Jovi, ereditando il rock tradizionale degli anni Ottanta (di cui Bruce Springsteen è il rappresentante più importante), diventano gli esponenti più famosi dell’emergente hard rock, raggiungendo in breve tempo il successo planetario. I pezzi contenuti nel terzo album sono impregnati di stile metropolitano, e trattano di scelte, paure e disagi giovanili.

Ovviamente non mancano spunti autobiografici, a volte contornati da melodie romantiche. Nel disco non mancano “ballate” dal sapore nostalgico, come la famosa “Never Say Goodbye”. Il pezzo contiene un monito a lasciarsi andare all’esistenza, senza fossilizzarsi su idee e scelte definitive, ma sempre pronti a mettersi in discussione. La formula musicale vincente di questo gruppo statunitense è diventata un modello per le band che si sono formate successivamente, ma nessuna è riuscita ad eguagliare l’hard rock melodico originalissimo dei Bon Jovi.

La band americana, originaria del New Jersey, si forma nel 1983. Durante la carriera, la band ha pubblicato undici album realizzati in studio, un album live e tre raccolte. I Bon Jovi si sono inoltre esibiti in più di quattromila concerti in tutto il mondo. Attualmente il gruppo è composto da: Jon Bon Jovi (cantante), David Bryan (tastierista), Richie Sambora (chitarrista solista), Tico Torres (batterista).







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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l’Università di Bari e l’Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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