San Giuseppe

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Il culto di San Giuseppe è molto diffuso sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa. Di lui, però, non si sa molto. Secondo quello che riportano i Vangeli, era un abitante di Nazareth e discendente del re Davide. E’ uno dei santi più conosciuti in quanto “padre putativo” di Gesù, nonché sposo di Maria, alla quale si unisce in matrimonio quando lei è già incinta per volere dello Spirito Santo. Uno dei dogmi della religione cattolica è proprio questo: Giuseppe e Maria concepiscono Gesù senza avere alcun rapporto sessuale.

San Giuseppe
Un’immagina iconografica di San Giuseppe

Secondo il Vangelo di Matteo, Giuseppe esercitava un’attività professionale nel campo dell’edilizia o nella lavorazione di materiali pesanti: non si sa con precisione se fosse uno scalpellino o un carpentiere. Il termine tektòn, che si trova nei Vangeli riferito a San Giuseppe, significa però “falegname”.

La tradizione ha quindi attribuito tale mestiere a Giuseppe, che lo ha tramandato a suo figlio Gesù. La devozione a San Giuseppe comincia a diffondersi dal primo Medioevo in poi, grazie ad alcuni scritti dei monaci benedettini. In particolare due di loro allargano il culto giuseppino nelle comunità: San Bernardo di Chiaravalle e Ruperto di Deutz.

Ai fini dell’Incarnazione San Giuseppe svolge un ruolo importantissimo, ed il grande San Tommaso d’Aquino lo mette in evidenza: senza di lui Gesù sarebbe nato da una relazione illecita, se Maria non avesse sposato Giuseppe, sarebbe stata lapidata dai Giudei come si faceva in quel tempo con le adultere.







Pare invece che la coppia si sposò per davvero, ed il loro fu un profondo amore spirituale. La solennità religiosa di San Giuseppe si festeggia il 19 Marzo, in concomitanza con la Festa del Papà. Il 1° Maggio si celebra invece la Festa di San Giuseppe lavoratore, indicata anche come San Giuseppe artigiano, che è appunto il patrono di tale categoria.

In Val di Trebbia il giorno di San Giuseppe si festeggia con un grande falò, che ha anche un significato simbolico: il freddo inverno cede il posto alla primavera. Insieme al rogo viene infatti distrutto un fantoccio che simboleggia la stagione invernale. Questa tradizione è molto antica e si ricollega al momento astronomico dell’equinozio di primavera.

In Puglia vi è la tradizione di festeggiare San Giuseppe accendendo falò e degustando buonissimi dolci tipici locali (come le zeppole). A Mattinata, un paese del Gargano in provincia di Foggia, si accende un grande falò davanti al sagrato della Chiesa di Santa Maria della Luce, e si festeggia il Santo con balli, canti tradizionali e gli immancabili fuochi pirotecnici. A Serracapriola, un paesino del Subappennino Dauno (in Puglia) ogni anno si organizza il Falò di San Giuseppe utilizzando i ceppi di ulivi che avanzano dalla potatura.

Una delle chiese più antiche costruite in onore di San Giuseppe si trova a Bologna, e risale al 1129. Santuari e chiese dedicate a San Giuseppe si trovano in ogni parte del mondo.

Nel 1870 il Santo viene proclamato patrono della Chiesa universale da Papa Pio IX. In effetti San Giuseppe è un patrono un po’ particolare, visto che viene invocato per diverse categorie: l’infanzia, le famiglie, gli esiliati, i profughi, la gioventù, gli orfani, gli operai in genere. La protezione di San Giuseppe viene richiesta soprattutto per i moribondi, gli ammalati gravi e per chi ha malattie agli occhi.







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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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