gioco della palla Archivi - Cultura Canale del sito Biografieonline.it Fri, 03 Nov 2023 09:06:55 +0000 it-IT hourly 1 Storia della Pallavolo https://cultura.biografieonline.it/pallavolo-storia/ https://cultura.biografieonline.it/pallavolo-storia/#comments Fri, 23 Nov 2012 15:37:02 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=4981 La storia ci insegna che fin dall’antichità l’uomo ha inventato giochi utilizzando come strumento la palla per divertirsi o svagarsi. Già i Greci e i Romani, per esempio, erano soliti cimentarsi in esercizi con la palla. Nel 1893 in Germania fu inventato un gioco denominato “faustball”, che per le sue caratteristiche, può essere considerato il predecessore della pallavolo.

William Morgan
William Morgan. Inventò la pallavolo nel 1895

Due anni dopo, un istruttore di educazione fisica americano, William G. Morgan, ideò quella che è la versione moderna del gioco della pallavolo, proprio come la conosciamo e pratichiamo oggi: era il 9 febbraio 1895. Morgan era il Direttore della Ymca di Holyoke nel Massachusset, ed il suo intento principale fu quello di inventare un gioco che fosse seguito e praticato come il basket. Alla luce di come andarono le cose, possiamo dire che ci riuscì alla grande. Il primo nome che attribuì alla nuova disciplina fu “minonette” (termine che si rifà alla parola “minon”, micio, un gioco antico con la palla praticato dalla nobiltà francese).

La dimostrazione pratica di come si svolgeva il nuovo sport avvenne nel febbraio 1895, in un college di Springfield. Ci si rese conto subito di quanto tale disciplina fosse diversa rispetto alle altre diffuse in quel periodo. Fino a qual momento, infatti, andavano di moda gli sport in cui si faceva uso della forza fisica per prevalere sugli avversari. La pallavolo, invece, non basandosi sul contatto fisico tra i giocatori, richiede altre qualità: agilità, prontezza di riflessi, capacità di concentrazione, destrezza nei movimenti.

Alfred Halstead
Alfred H. Halstead

Poco tempo dopo un altro istruttore sportivo, Alfred H. Halstead cambiò il nome della disciplina sportiva da “minonette” a “volleyball”. A lui si deve la diffusione della pallavolo negli Stati Uniti. In brevissimo tempo la pallavolo cominciò a raggiungere tutti i Paesi del mondo, e veniva praticata sia in Oriente che in Occidente. Inizialmente i modi di giocare erano diversi (all’occidentale e all’orientale), poi la disciplina cominciò ad uniformarsi, soprattutto dopo il 1938, quando fu scoperta ed applicata la rivoluzionaria tecnica del “muro”. In Europa questo sport arrivò durante la prima guerra mondiale, mentre nel nostro Paese le prima partite si disputarono nel 1928.

La Federazione Italiana di Pallavolo (FIPAV) nacque nel 1946, quando la pallavolo si cominciò a diffondere soprattutto tra i più giovani. Nel 1947 fu creata la Federazione Internazionale del Volleyball, durante un incontro di ben quindici federazioni a Parigi. Nel 1957 la pallavolo entrò a far parte degli Sport Olimpionici, e fu annessa alle Olimpiadi di Tokyo e alle successive.

Storia della pallavolo

La pallavolo italiana ha cominciato a mettersi in evidenza a partire dal 1976, partecipando due anni dopo ai Mondiali. La nazionale italiana conquista il secondo posto nella competizione, che viene vinta dall’URSS. Da allora la squadra ha dimostrato di essere una delle formazioni più forti del mondo in tale disciplina sportiva.

Regole del gioco

La pallavolo (o volley) prevede la presenza in campo di due squadre, formate da sei giocatori ciascuna. Il campo di gioco è di forma rettangolare, diviso da una rete. Le partite si disputano in cinque set, per vincere ogni squadra deve conquistarne tre. Il set viene attribuito alla squadra che raggiunge venticinque punti mantenendo almeno due punti di distacco nei confronti degli avversari. Il quinto set è denominato anche “tie-break”. L’azione di gioco comincia con il “servizio”, prosegue fino a quando la palla viene inviata fuori, tocca il campo oppure in caso di fallo.

Pallavolo. Un'azione di attacco e muro in difesa
Un’azione di attacco e muro in difesa

In ogni azione non sono ammessi più di “tre tocchi”, è vietato trattenere o fermare la palla, mentre è possibile colpirla con qualsiasi parte del corpo. In campo ogni giocatore svolge il suo ruolo preciso:

  1. Centrale
  2. Palleggiatore (o alzatore)
  3. Schiacciatore opposto
  4. Schiacciatore laterale
  5. Libero
Beach volley
Beach volley, una giocatrice indica lo schema alla compagna. Sponsor: Nike

Esistono diverse varianti della pallavolo tradizionale: per esempio il Beach volley, che vede in campo due giocatori, si è diffuso a partire dagli anni Sessanta ed è entrato a far parte dei Giochi Olimpici a partire dal 1996 (Olimpiadi di Atlanta).

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I Maya e lo sport: il gioco della palla https://cultura.biografieonline.it/i-maya-e-lo-sport-il-gioco-della-palla/ https://cultura.biografieonline.it/i-maya-e-lo-sport-il-gioco-della-palla/#comments Sun, 08 Jul 2012 17:09:11 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=3017 Lo sport a squadre è tradizionalmente una simulazione della guerra. Lo scontro fra due o più fazioni avversarie, in cui si svolge un confronto che dovrà terminare con la vittoria dell’uno o dell’altro, ha sempre rappresentato una guerra a cui partecipavano indirettamente i tifosi dell’una e dell’altra squadra o fazione sia che questo sport fosse pacifico sia che avesse implicazioni violente. Vediamo in questo articolo la relazione tra i Maya e lo sport.

I maya e il gioco della palla
I maya e il gioco della palla

I Maya e lo sport: il gioco della palla

Il gioco della palla nella cultura Maya rappresentò bene questo fenomeno. Fu il gioco più importante di questa straordinaria cultura e sicuramente il più popolare e ricco di simbologia. Il gioco avveniva in un campo di pietra con ai lati due pareti posizionate in obliquo, una di fronte all’altra. Le dimensioni di questi campi variavano, il più grande misurava 419 piedi di lunghezza per 114 di larghezza.

Attaccati a queste due pareti e posti molto in alto c’erano alcuni anelli.

Le squadre si confrontavano sul terreno orizzontale e dovevano, senza usare le mani, lanciare la palla dentro ad uno di questi anelli. La palla doveva correre sulle pareti oblique e non doveva mai toccare terra. La difficoltà era tale che quando la palla passava attraverso un anello la partita finiva. Il gioco era un confronto molto atteso dalla popolazione maya perché assumeva anche una dimensione solenne, una ritualità che si intersecava con i riti religiosi e aveva una propria espressione cerimoniale.

I maya e il gioco della palla
I maya e il gioco della palla

La simbologia

Alle partite partecipavano come spettatori i sacerdoti e i re e, sia prima, durante e dopo, venivano cantate e suonate canzoni che accompagnavano la messa in scena di un gioco che coinvolgeva direttamente e indirettamente tutta la popolazione.

Il gioco aveva, infatti, una simbologia mitologica.

Il confronto fra le due squadre rappresentava la lotta fra gli dei del cielo e i signori che abitavano il mondo sotterraneo.

La palla invece rappresentava il sole.

Questa simbologia seguiva lo spirito religioso dei maya che adoravano la dualità della natura e quindi la fertilità e la vita che proveniva dal cielo e dalla terra e la morte che proveniva dal mondo sotterraneo.

Un rituale cruento

La ritualità del gioco della palla prevedeva un risultato estremo.

La squadra che vinceva diventava molto popolare e veniva trattata con ogni riguardo e considerazione.

Diventavano, insomma, delle celebrità e il loro leader riceveva onori e doni dal sacerdote supremo e dal re.

La squadra che perdeva, invece, veniva disonorata.

Il leader, invece, veniva ucciso.

Questo avveniva sia in onore del senso del confronto bellico che imperniava il gioco sia come sacrificio agli dei.

Quindi il gioco della palla, proprio per questa sua ritualità cruenta, diventava parte della ritualità religiosa con il sacrificio umano che ne chiudeva lo svolgimento e ne ampliava la simbologia.

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