fiumi Archivi - Cultura Canale del sito Biografieonline.it Fri, 29 Sep 2023 13:07:51 +0000 it-IT hourly 1 I fiumi, poesia di Ungaretti: parafrasi e commento https://cultura.biografieonline.it/fiumi-ungaretti/ https://cultura.biografieonline.it/fiumi-ungaretti/#respond Wed, 13 Apr 2016 12:12:43 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=17815 La lirica “I fiumi” è uno dei testi più importanti della raccolta Allegria e anche dell’intera opera di Giuseppe Ungaretti perché si tratta di una sorta di autobiografia in versi che il poeta ci ha regalato. Allegria venne pubblicata per la prima volta nel 1931 come edizione definitiva di tutte le poesie precedenti, riunite prima in Porto sepolto (1916) e poi Allegria di naufragi (1919) .

Fiume Serchio
Una foto del fiume Serchio

La lirica in esame è la più lunga dell’intera raccolta e, come si desume dal titolo che ha sempre grande importanza per Ungaretti, descrive i fiumi che più hanno significato nel corso della sua vita. In sé raccoglie tutti i temi e i luoghi presenti nella raccolta Allegria: il paesaggio assolato dell’Egitto, il Carso dove il poeta combatté come soldato di trincea la Prima Guerra Mondiale, la città di Parigi dove visse per una parte della sua vita.

Lo spunto per la scrittura della lirica “I fiumi” nasce con l’immersione del poeta nelle acque del fiume Isonzo, che si trova nel Carso, che lo spinge a ricordare tutti gli altri fiumi che hanno segnato la sua esperienza di vita: il Serchio (fiume della Toscana dove sono cresciuti i genitori del poeta), il Nilo (fiume di Alessandria d’Egitto dove è cresciuto il poeta) e la Senna (fiume di Parigi dove il poeta ha vissuto e studiato) .

Testo della poesia “I fiumi

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come un acrobata
Sull’acqua

Mi sono accoccolato
Vicino ai miei panni
Sudici di guerra
E come un beduino
Mi sono chinato a ricevere
Il sole

Questo è l’Isonzo
E qui meglio
Mi sono riconosciuto
Una docile fibra
Dell’universo

Il mio supplizio
È quando
Non mi credo
In armonia

Ma quelle occulte
Mani
Che m’intridono
Mi regalano
La rara
Felicità

Ho ripassato
Le epoche
Della mia vita

Questi sono
I miei fiumi

Questo è il Serchio
Al quale hanno attinto
Duemil’anni forse
Di gente mia campagnola
E mio padre e mia madre.

Questo è il Nilo
Che mi ha visto
Nascere e crescere
E ardere d’inconsapevolezza
Nelle distese pianure

Questa è la Senna
E in quel suo torbido
Mi sono rimescolato
E mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
Contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia
Che in ognuno
Mi traspare
Ora ch’è notte
Che la mia vita mi pare
Una corolla
Di tenebre.

Analisi, parafrasi e commento

La poesia è composta da 69 versi liberi prevalentemente brevi, divisi in strofette irregolari di pochi versi. Può essere articolata in tre momenti:

  1. v. 1-26 nei quali il poeta racconta l’esperienza del bagno nell’Isonzo, che lo spinge sia a ricordare sia a purificarsi. L’acqua infatti ha il ruolo di purificatrice, diventa quasi una fonte battesimale (il poeta viene paragonato a Gesù che cammina sulle acque) ed è il simbolo della vita.
  2. La seconda parte (v. 27-41) racchiude le sensazioni di benessere del poeta mentre si immerge, che gli regalano un senso di armonia con l’universo.
  3. L’ ultima parte va dal verso 42 al 69: il poeta descrive gli altri fiumi importanti della sua vita che gli vengono in mente, proprio grazie all’immersione nell’Isonzo. Nell’ultima strofa l’immagine floreale usata per descrivere la corolla di tenebre, si collega perfettamente all’immagine lunare della prima strofa.
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L’acqua assume quindi un significato importante: aiuta il poeta a sentirsi puro e in armonia con la natura, nonostante la guerra che imperversa intorno.

I fiumi: il fiume Isonzo
Una foto del fiume Isonzo

Attraverso il passaggio nelle acque del fiume, il poeta riconosce la propria identità di docile fibra dell’universo ed è proprio questa l’armonia di cui ha bisogno in un momento così difficile come quello della guerra. Egli prende coscienza di sé stesso e chiarisce in questa lirica il suo percorso autobiografico.

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Il fiume Po: da dove deriva il suo nome? https://cultura.biografieonline.it/fiume-po/ https://cultura.biografieonline.it/fiume-po/#comments Wed, 30 Oct 2013 14:38:53 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=8389 Dei tanti fiumi d’Italia, il Po è il fiume più lungo ed è considerato il più importante corso fluviale italiano, se si tiene conto della sua posizione geografica, della sua lunghezza, del suo bacino e degli eventi storici, sociali ed economici che lo hanno interessato.

Il fiume Po - mappa
Il fiume Po nasce in Piemonte (dal monte Monviso) e sfocia nel Mare Adriatico in un ampio delta

Alcuni dati

Il Po è lungo ben 652 km, con un bacino di 71.000 km² ed è anche il fiume con la massima portata alla foce. Il Po ha origine in Piemonte (dal monte Monviso, in località Pian del Re) bagnando cinque capoluoghi di Provincia (Torino, Piacenza, Cremona, Ferrara e Rovigo), segna per lunghi tratti il confine tra Lombardia ed Emilia Romagna e tra quest’ultima e il Veneto, sfociando infine nel mare Adriatico in un vasto delta con sei rami.

Da dove deriva il curioso nome del fiume Po

Secondo recenti studi, il suo nome proviene da un vocabolo orientale, forse cinese che avrebbe il significato di palude. Tuttavia l’origine del suo attuale nome, si è sempre, considerata derivata da “Padus” facendo riferimento ai numerosi alberi di pino che costeggiavano le rive del fiume. “Pades”, difatti, sta ad indicare una resina prodotta da alcuni esemplari di pini selvatici presenti in abbondanza proprio vicino alle sorgenti del “Padus”.

Il fiume Po visto da Piacenza
Una foto del fiume Po scattata dalla città di Piacenza

Quel che è certo, è che da Padus deriva il termine “padano”, da lì il nome alla pianura padana, che per l’appunto si estende ai lati del fiume Po.

Eridano

Era conosciuto invece ai tempi della Grecia Antica con il nome di “Eridano”, che stava ad indicare un fiume mitico, indicato grossolanamente a sud della Scandinavia e formatosi dopo l’ultima glaciazione europea. Secondo i Celto-Liguri, il Po a quei tempi, veniva chiamato “Bondicus” che significa “scavare”, “render profondo”, mettendo in evidenzia la depressione geografica della zona fluviale padana.

Del primo nome del Po, “Eridano”, ad oggi rimangono poche tracce: “Eridano” è il nome di una delle 88 costellazioni moderne, chiamata così proprio in onore del fiume. Svelato quindi l’arcano, in estrema sintesi si può assumere che l’attuale nome del Po è semplicemente una contrazione della parola latina “Padus”.

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