Bretagna Archivi - Cultura Canale del sito Biografieonline.it Tue, 19 Apr 2016 12:25:05 +0000 it-IT hourly 1 Paesaggio bretone. Il mulino David (quadro di Gauguin) https://cultura.biografieonline.it/paesaggio-bretone-mulino-david/ https://cultura.biografieonline.it/paesaggio-bretone-mulino-david/#respond Tue, 19 Apr 2016 12:23:07 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=17935 Il dipinto che andiamo ad analizzare si intitola “Paesaggio bretone. Il mulino David“, di Gauguin. Paul Gauguin non ama gli impressionisti. La sua ricerca pittorica non si limita a rappresentare la realtà e per questo non riesce a considerare i suoi colleghi, amanti della luce, al suo stesso livello. La sua visione è quella che Picasso racconterà per se stesso a Gertrude Stein nel bel libro da lei dedicatogli: Picasso (in Italia pubblicato da Adelphi), cioè che dietro a ciò che vediamo esiste un’altra realtà che va svelata e quando solleviamo il velo dobbiamo riuscire a mostrarla nel modo più chiaro possibile.

Paesaggio bretone - Mulino David - quadro di Gauguin - Brittany Landscape - David Mill
Paesaggio bretone. Mulino David (Brittany Landscape. David Mill) • Opera: olio su tela, Cm 73 x 92 • Il quadro è esposto al Musée d’Orsay di Parigi

Così cerca di fare Gauguin: cerca attraverso l’esperienza visiva di astrarsi e mostrare la sua visione spirituale della realtà. E il suo peregrinare per la Polinesia alla ricerca di questa visione spirituale della realtà, lo porta ad approfondire ulteriormente la sua teoria. I contemporanei che lavorano come lui, benché su piani diversi, sono Cézanne e Van Gogh, con i quali Gauguin condivide le sue riflessioni e che mostreranno con la loro originalità tre differenti modi di distaccarsi dagli impressionisti. Gauguin chiama lo scopo della sua ricerca  appunto “astrazione“.

Paesaggio bretone. Il mulino David: analisi del dipinto

Il dipinto “Paesaggio bretone. Il mulino David, realizzato nel 1894, dopo il suo ritorno da Tahiti, è proprio un esempio della sua ricerca. Si tratta di un’opera stilisticamente semplice. Gauguin usa un disegno nitido, linee verticali e linee orizzontali per dividere in parti omogenee la scena.

La semplicità dell’esecuzione e la scelta di colori che non sono sempre aderenti alla realtà, ricordano il dipinto di un bambino. Il dipinto appare compatto e chiuso in una realtà mitica e ancestrale.

Probabilmente, la ricerca di cui si è detto parte proprio da questo: voler rappresentare una fotografia che nella sua semplicità primitiva chiede un’attenzione particolare, al fine di mostrare l’attenzione con la quale Gauguin ha ricostruito i dettagli. E la sensazione che vuole infondere allo spettatore rispecchia proprio questa necessità di guardare oltre la pura realtà di colori e luce.

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La belle Angéle (Gauguin) https://cultura.biografieonline.it/belle-angele-gauguin/ https://cultura.biografieonline.it/belle-angele-gauguin/#respond Mon, 21 Sep 2015 13:40:44 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=15155 La bella Angéle è un celebre quadro: fu dipinto da Paul Gauguin nel 1889. Si tratta di un olio su tela che misura 92 x 73 cm. La signora ritratta è Marie-Angélique Sartre, un’ albergatrice di Pont-Aven, un paesino della Bretagna doveGauguin visse per un certo periodo della sua vita.

La belle Angele - Gauguin
La bella Angèle (1889, Olio su tela, Cm 92 x 73) – Musée d’Orsay, Parigi

All’epoca Marie-Angélique era una donna molto bella e Gauguin decise di ritrarla utilizzando una nuova sperimentazione formale. Tuttavia, il dipinto, che fu considerato da Degas un vero e proprio capolavoro, tanto che il pittore francese lo acquistò per la sua collezione nel 1891, non piacque alla donna che se ne lamentò con l’autore.

Gauguin – come è facile capire – ci rimase male, perché appena ebbe finito il dipinto, dichiarò alla stessa Marie che lo riteneva il suo ritratto più bello. E in effetti osservandolo con attenzione si vede come Gauguin abbia cambiato la prospettiva e non abbia seguito le regole basilari dello spazio ma abbia, invece, dipinto il quadro basandosi sulle regole delle stampe giapponesi.

Il busto della modella è inserito in un cerchio delimitato da un contorno nero che stacca la figura dallo sfondo decorativo. A fianco al ritratto, Gauguin disegna una ceramica peruviana, la quale ha il compito simbolico di accentuare l’incontro di generi diversi che il dipinto rappresenta.

L’opera “La belle Angéle“, al di là della sua bellezza formale, colpisce perché, a parer mio, è una sintesi speciale dell’amore di Gauguin per la simbologia primitiva e per il suo lavoro di semplificazione delle forme, portandole all’essenziale. In questa chiave di lettura il ritratto di Marie-Angélique diventa straordinario e la bellezza della donna appare in tutta evidenza, anche se tale evidenza non è immediata.

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