Differenze Archivi - Cultura https://cultura.biografieonline.it/argomento/curiosita/differenze/ Canale del sito Biografieonline.it Sat, 20 Dec 2025 00:45:32 +0000 it-IT hourly 1 Olimpico e olimpionico: differenze e uso corretto degli aggettivi https://cultura.biografieonline.it/olimpico-olimpionico/ https://cultura.biografieonline.it/olimpico-olimpionico/#comments Fri, 19 Dec 2025 23:25:10 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=19203 Ogni 4 anni si diventa tutti esperti di Olimpiadi. Al di là dei contenuti relativi alle cronache, per amore del corretto uso della lingua italiana ci preme sottolineare quali differenze vi sono tra i due aggettivi: “olimpico” e “olimpionico“. Il contesto in cui ci muoviamo è quello dell’etimologia.

Bandiera olimpica (I cinque cerchi olimpici)

Olimpionico

Partiamo dalla parola olimpionico. Tale termine deriva dalla composizione di altri due termini greci “Olympia” e “Nike“. Il primo deriva – come è piuttosto noto – dal monte Olimpo, il monte più alto della Grecia, dove soggiornavano gli dei. La seconda parola (oltre a corrispondere con il noto brand dell’azienda sportiva Nike) in greco significa “vittoria“.

Nike di Samotracia
Nike di Samotracia: celebre scultura a cui si ispira lo “swoosh” del moderno brand Nike

Per questo motivo e per questa etimologia la parola “olimpionico” – in greco: olympionikai – sia esso usato come aggettivo oppure come sostantivo, assume come unico significato quello di “vincitore dei Giochi“.

È pertanto errato indicare un atleta come “olimpionico” se questi ha solamente partecipato ai Giochi Olimpici a cinque cerchi. È altrettanto sbagliato indicare come “olimpionica” una persona che è salita sul podio per ricevere al collo una medaglia di argento o di bronzo.

E’ altresì corretto attribuire l’aggettivo ai vincitori di medaglie d’oro.

Solo numeri uno

Andiamo per un attimo indietro nel passato, all’epoca degli antichi greci e agli albori della storia delle Olimpiadi, prima dell’avvento dei Giochi Olimpici moderni voluti da De Coubertin. Per quel che sappiamo, agli antichi greci importava molto poco ricordare gli atleti che nelle Olimpiadi raggiungevano il secondo posto, o i successivi. Oggigiorno infatti i loro nomi non ci sono noti.

Il secondo è il primo degli ultimi. (ENZO FERRARI)

Conosciamo invece con una certa precisione l’elenco degli antichi vincitori olimpionici. Per un approfondimento vi rimandiamo a due saggi di Luigi Moretti (1922-1991), importante studioso grecista (e padre del regista Nanni Moretti):

  • “Iscrizioni agonistiche greche”
  • “Olympionikai, i vincitori negli antichi agoni olimpici”
Pierre de Coubertin
Pierre de Coubertin: a lui si devono i moderni Giochi Olimpici

Celeberrima la sua frase:

L’importante non è vincere ma partecipare“. (Pierre de Coubertin)

Olimpico

Passiamo alla parola “olimpico“. Il termine trova corretto utilizzo per ogni cosa che ha riferimenti e relazioni con le Olimpiadi e i Giochi Olimpici.

Un errore comune è quello di definire le piscine lunghe 50 metri come piscine olimpioniche (meno diffuse nelle città rispetto alla cosiddetta “vasca corta”, da 25 metri). A livello etimologico le piscine  olimpioniche non esistono. È invece corretto definirle “piscine olimpiche”  (o ancor meglio: piscine dalle dimensioni olimpiche). Le atlete e gli atleti che partecipano ai Giochi vanno indicati come atleti olimpici e non olimpionici.

Un’ultima curiosità

Nell’antica Grecia ai vincitori delle Olimpiadi veniva posta sulla testa una corona di ulivo, non di alloro.

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Oro bianco e oro giallo, differenze https://cultura.biografieonline.it/oro-bianco-oro-giallo/ https://cultura.biografieonline.it/oro-bianco-oro-giallo/#comments Mon, 11 Aug 2025 06:54:20 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=23319 Quando si parla di gioielli si pensa ai diamanti, al platino e all’oro. Quando ci si focalizza sull’oro, nell’immaginario collettivo, si pensa più facilmente all’oro giallo, quello dei lingotti e quello delle pepite del Klondike.

Anche la mitologia è ricca di oggetti d’oro, come ad esempio il vello d’oro. Esiste però anche il meno celebre oro bianco. In questo articolo ci soffermiamo sulla differenza tra oro bianco e oro giallo.

Molto spesso confondiamo i due termini, ma in realtà la differenza sostanziale tra i due – tornando al campo della produzione orafa – dipende dal tipo di metallo di cui è composta la lega.

In particolare, nel caso dell’oro bianco, questo è formato da vari tipi di metalli come: oro, nichel e palladio. Mentre l’oro giallo è composto da oro, argento e rame.

Arte Orafa
Una fase artigianale nella lavorazione dell’oro bianco – Fonte: sito Arte Orafa Milanese

Oro Bianco

Partiamo parlando dell’oro bianco. L’oro bianco è realizzato con oro (a 14 o 18 carati – più sotto ne indichiamo le differenze), nichel e palladio.

A seconda del tipo di metallo di cui è composta la lega, l’oro assume una colorazione diversa. In questo caso, il gioiello avrà una colorazione chiara simile all’argento – definita bianca.

L’oro bianco è molto diffuso nelle gioiellerie ed è apprezzato sopratutto da un target giovane che abbandona il classico colore giallo accumunato all’oro.

In ogni caso, ognuno può decidere a seconda delle proprie preferenze e gusti, quale gioiello è più indicato per le sue necessità. L’oro bianco è considerato meno impegnativo rispetto al tradizionale oro giallo.

Il valore del gioiello realizzato con oro bianco, dipende dalla quantità di oro puro presente nella lega.

L’oro bianco a 18 carati è composto da oro puro al suo interno al 75% mentre il restante 25%, è invece composto da nichel e argento o palladio.

L’oro bianco a 14 carati viene usato essenzialmente per creazioni particolari come gioielli con gemme ben fissate ad un fermaglio.

In questo caso assume un aspetto tendente al giallo, per questo motivo viene placcato con il rodio. Quest’ultimo elemento chimico viene impiegato come catalizzatore per restituire l’aspetto bianco al gioiello.

Lingotti d'oro
I lingotti d’oro presentano il classico colore giallo. Fonte immagine: Aforismi.meglio.it – frasi sull’oro

Oro Giallo

Quando si parla di oro giallo, per i gioielli, si tratta di una lega realizzata da oro, argento e rame.

Questo tipo di metallo di cui è composta la lega, conferisce al gioiello la colorazione gialla.

L’oro giallo è molto comune nelle gioiellerie ed è apprezzato da un target di persone estremamente varie. Ma sopratutto dagli adulti che sono spesso fedeli alle loro tradizioni.

Differenza tra 14 e 18 carati

Il valore del gioiello come detto anche in precedenza, dipende dalla quantità di oro puro contenente nella lega. Quindi è spesso erronea la convinzione che il suo colore sia indice di un gioiello prezioso.

Possiamo distinguere l’oro giallo a 14 carati da quello a 18 carati.

Se la percentuale di oro puro supera il 50% del totale, si otterrà l’ oro a 14 carati; se invece la quantità di oro puro supera il 75% si otterrà l’ oro a 18 carati.

Altri colori

Oltre all’oro bianco e giallo, l’oro può assumere una colorazione rossa, violetta, nera, verde a seconda del tipo di metallo di cui è composta la lega.

In ogni caso, le colorazioni più comuni sono quella bianca e quella gialla di cui abbiamo parlato sin qui.

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Differenza tra residenza e domicilio https://cultura.biografieonline.it/residenza-domicilio-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/residenza-domicilio-differenze/#respond Mon, 20 Jan 2025 10:58:02 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=10636 Molto spesso, erroneamente, si utilizza indifferentemente il termine residenza o domicilio per definire il luogo dove si abita. In realtà le due parole hanno significati completamente diversi.

Differenze tra domicilio e residenza
Differenze tra residenza e domicilio

La residenza

Nel caso della “residenza”, si intende il luogo in cui la persona vive abitualmente, sia esso un’abitazione tradizionale (appartamento, casa individuale, ecc.) o meno (caravan, tenda, automobile ecc.).

Si intende, quindi, il luogo dove una persona vive in modo stabile, ossia dove ha la dimora abituale, da quanto citato nell’articolo 43 del Codice Civile.

Inoltre, secondo quanto cita l’articolo 44 del Codice Civile, se una persona cambia residenza è obbligata a denunciarlo al Comune di riferimento; il cambiamento risulta inopponibile ai terzi di buona fede, ovvero a coloro che non ne sono a conoscenza.

La residenza viene riportata obbligatoriamente su tutti i documenti della persona, è fiscale e la sua mancata variazione comporta conseguenze legali.

Le cosiddette persone considerate senza tetto e senza fissa dimora, non soddisfano l’elemento oggettivo della residenza (la permanenza in un luogo), tuttavia hanno il diritto alla residenza al fine di esercitare i propri diritti civili (voto) e sociali (servizi).

Il domicilio

Al contrario, il “domicilio” sempre secondo l’articolo 43 del Codice Civile, è da considerarsi come il luogo dove ognuno stabilisce la sede principale dei suoi affari e interessi.

Se consideriamo gli studenti o i pendolari che si spostano per lavoro poiché operano fuori sede, alcuni di loro dimorano in un luogo diverso dalla residenza, dove vivono e lavorano.

Il domicilio si confonde molto spesso con la residenza e si identifica spesso con luogo di lavoro, da qui il nome di Domicilio professionale o il luogo in cui si riceve atti giudiziari inviati nel corso di una procedura, ovvero denominato Domicilio legale.

In alcuni documenti amministrativi, erroneamente, si richiede il domicilio invece di chiedere la residenza.

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Scoperta e invenzione: qual è la differenza? https://cultura.biografieonline.it/scoperta-e-invenzione-qual-e-la-differenza/ https://cultura.biografieonline.it/scoperta-e-invenzione-qual-e-la-differenza/#respond Tue, 01 Oct 2024 13:16:45 +0000 https://cultura.biografieonline.it/?p=42413 Capita che nella lingua italiana, parlata e scritta, si confondano i termini scoperta e invenzione. La linea di significato talvolta è molto sottile e non sempre di facile identificazione.

Leonardo da Vinci e Albert Einstein
Cosa accomuna Leonardo da Vinci e Albert Einstein?

Proviamo a fare chiarezza.

La scoperta

Il termine scoperta indica il momento in cui l’uomo viene a conoscenza di qualcosa di esistente in natura.

Ciò può avvenire con esperimenti mirati oppure anche in modo casuale.

L’invenzione

Si usa invece il termine invenzione quando c’è una creazione originale di dispositivi, apparecchi e tecniche.

Le invenzioni introducono qualcosa nella vita seguendo un processo di creatività e ingegno.

Esempi

La celeberrima teoria della relatività di Einstein è una scoperta: essa come principio fisico esiste in Natura, è stata intuita, descritta, teorizzata e infine dimostrata.

Il Teorema di Pitagora è un principio matematico che si apprende fin dalla scuola primaria: anch’esso è stato una scoperta.

I pianeti Nettuno e Urano esistevano già, ma qualcuno li ha scoperti; vedi gli articoli:

Il DNA esiste da quando esiste la vita sulla Terra: ma è stato scoperto solo nel 1953 da James Watson e Francis Crick.

Per ciò che concerne le invenzioni abbiamo detto che sono legate in modo stretto alla creatività e all’ingegno. E chi più di Leonardo da Vinci può essere considerato allo stesso tempo magnifico artista e inventore?

A lui si devono celebri prototipi di invenzioni quali: il paracadute, la macchina volante, il carrarmato, lo scafandro, l’argano, diversi tipi di gru e alambicchi.

Un altro celebre inventore, proprietario di 1093 brevetti, fu Thomas Edison. Di lui abbiamo parlato in riferimento al fonografo. Un suo socio invece inventò le luci di natale.

Passando a tempi più attuali, sono invenzioni anche le discipline fisiche, come il Pilates, oppure gli sport, come il basket.

Nei nostri articoli abbiamo parlato delle invenzioni di: penna a sfera, accendino, nastro adesivo e tante altre cose.

Esistono anche delle rivalità storiche su scoperte e invenzioni. La più celebre è forse quella del telefono, tra Bell e Meucci.

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Pseudonimo e nome’darte: conosci le differenze? https://cultura.biografieonline.it/pseudonimo-nome-d-arte-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/pseudonimo-nome-d-arte-differenze/#comments Sun, 18 Aug 2024 20:34:03 +0000 https://cultura.biografieonline.it/?p=42299 Capita di utilizzare nella lingua italiana le parole pseudonimo e nome d’arte attribuendo loro il medesimo significato. Tuttavia esistono delle differenze importanti. Le spieghiamo di seguito.

pseudonimo e nome d'arte - differenze

Pseudonimo

È un nome di fantasia scelto da un autore per nascondere la propria identità reale.

Lo scopo dello pseudonimo in questo caso è quello di proteggere la privacy, creare un’immagine artistica specifica o dissociare l’autore da opere precedenti.

Richiede una approvazione ufficiale da parte di enti come la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori).

Lo pseudonimo sostituisce completamente il nome e cognome dell’autore in tutti i documenti ufficiali legati alla sua produzione artistica.

In Italia il regolamento SIAE prevede che si possa richiedere un nuovo pseudonimo solo dopo 4 anni dall’attribuzione del precedente.

Nome d’arte

A differenza dello pseudonimo, il nome d’arte è un nome diverso dal nome anagrafico con cui un artista è conosciuto dal pubblico.

Lo scopo è quello di creare un’identità artistica distintiva e facilmente riconoscibile.

Esso non richiede un’approvazione ufficiale, ma è sufficiente dimostrare di essere effettivamente conosciuto con quel nome nel mondo artistico.

Può essere utilizzato in parallelo al nome anagrafico, spesso indicato come “nome civile” o “all’anagrafe”.

Nel caso del nome d’arte, la SIAE in Italia ne prende semplicemente atto.

Alcuni esempi

  1. George Orwell, autore di 1984 e La fattoria degli animali, è lo pseudonimo di Eric Arthur Blair (nome anagrafico).
  2. François-Marie Arouet scelse lo pseudonimo Voltaire con il fine di poter esprimere le sue idee filosofiche e politiche in modo più libero, senza rischiare ritorsioni.
  3. Amantine Aurore Lucile Dupin adottò lo pseudonimo maschile di George Sand per poter pubblicare i suoi romanzi senza subire le discriminazioni che le donne scrittrici subivano all’epoca.
  4. Elena Ferrante è una scrittrice italiana la cui l’identità è ancora oggi un mistero; il suo pseudonimo contribuisce a creare un alone di fascino intorno alla sua figura. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla sua opera più celebre: L’amica geniale.
  5. Anche Banksy, in ambito artistico, è un personaggio di cui non si conosce l’identità.
  6. Madonna è il nome d’arte scelto da Louise Veronica Ciccone.

Perché è importante distinguere tra nome d’arte e pseudonimo

Entrambi servono a identificare l’autore di un’opera e quindi a tutelarne i diritti.

Comunicazione con il pubblico: aiutano a costruire l’immagine di un artista e a creare un legame con il pubblico o la propria cerchia di fan.

Aspetti legali: la scelta tra pseudonimo e nome d’arte può avere implicazioni legali, soprattutto in ambito contrattuale.

Quando scegliere uno o l’altro?

Si sceglie uno pseudonimo quando si vuole mantenere l’anonimato, se si vuole dissociare opere diverse o se si vuole creare un’immagine artistica completamente diversa dalla propria persona.

Si sceglie un nome d’arte quando si vuole creare un’identità artistica forte e riconoscibile, ma senza nascondere completamente la propria identità.

Nelle altre lingue

Analogo significato di pseudonimo e nome d’arte ha l’espressione inglese nickname, letteralmente traducibile con soprannome oppure nomignolo.

In ambito letterario e giornalistico a volte si usa l’espressione francese nom de plume – letteralmente nome di penna.

Nella lingua inglese si utilizza anche l’acronimo a.k.a. che significa also known as – letteralmente conosciuto anche come.

Lo stesso significato e lo stesso uso di a.k.a. viene assunto dalla parola latina alias – da alias vices che significa altre volte.

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Strade extraurbane principali e strade extraurbane secondarie, differenze https://cultura.biografieonline.it/strade-extraurbane-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/strade-extraurbane-differenze/#respond Thu, 11 Jul 2024 15:22:28 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=24514 Quando si guida o semplicemente andando in giro per commissioni o al lavoro, si ha a che fare con termini come strade extraurbane principali e strade extraurbane secondarie.

Ti ricordi la differenza?

Quasi sempre le percorriamo in modo automatico senza soffermarci a pensare quali siano le caratteristiche di ognuna. E troppo spesso non ricordiamo le differenze studiate ai tempi della scuola guida. (State annuendo?)

strade extraurbane differenze - cartelli stradali

In generale, la “strada” (ovvero l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali) può essere distinta a seconda delle sue caratteristiche funzionali, tecniche e strutturali. Vediamo di seguito le due definizioni per classificare correttamente le strade extraurbane principali e quelle secondarie.

Strade extraurbane principali

Le strade extraurbane principali sono diverse rispetto a quelle secondarie perché presentano una diversità strutturale dovuta ad una maggiore grandezza.

Questo tipo di strade è caratterizzato da carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile. Sono strade dotate di corsie di accelerazione / decelerazione ed hanno spazi eventuali per sostare con il proprio mezzo.

Il limite sulle strade extraurbane è di 110 km/h per le automobili, i camion e le moto. Bisogna prestare attenzione perché sono strade riservate solo ad alcune categorie di veicoli a motore e bandite per altri: ad esempio non vi possono transitare motocicli di cilindrata inferiore ai 150 cc e mezzi come biciclette e pedoni sono severamente vietati.

Strade

Strade extraurbane secondarie

Le strade extraurbane secondarie, come può essere facilmente intuibile dal nome, sono molto più piccole rispetto a quelle principali.

Presentano una singola carreggiata a doppio senso di marcia e possibili intersezioni laterali o passaggi a livello.
A differenza delle extraurbane principali, il limite di velocità su questo tipo di strade si abbassa a 90 km/h e sono abilitate al transito di tutte le tipologie di veicoli a motore. Non manca poi anche la circolazione di biciclette e, in casi eccezionali, addirittura il transito pedonale è ammesso.

Se volete continuare la lettura sull’argomento “strade”, vi consigliamo una selezione di celebri frasi, citazioni e aforismi dedicate proprio alle strade.

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Trading e investimento: quali sono le differenze https://cultura.biografieonline.it/trading-investimento-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/trading-investimento-differenze/#comments Fri, 05 Jul 2024 18:25:20 +0000 https://cultura.biografieonline.it/?p=42212 Trading e investimento sono due attività spesso confuse tra loro, ma in realtà presentano differenze sostanziali. Proviamo a spiegarlo in modo semplice ed essenziale.

trading investimento - differenze
Trading e investimento: scopriamo le differenze

Gli obiettivi differenti

  • Trading: l’obiettivo principale è trarre profitto dalle fluttuazioni di prezzo a breve termine di strumenti finanziari come azioni, forex, materie prime.
  • Investimento: l’obiettivo è far crescere il proprio patrimonio nel lungo periodo, attraverso la crescita del valore degli asset detenuti, come azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento.

L’orizzonte temporale

  • T: le posizioni vengono aperte e chiuse in un breve periodo, da pochi minuti a qualche giorno.
  • I: l’investimento ha un orizzonte temporale di mesi o anni, con un focus sulla crescita a lungo termine.

I tipi di analisi

  • Trading: si basa principalmente sull’analisi tecnica, che studia i grafici e i modelli di prezzo per individuare opportunità di trading a breve termine.
  • Investimento: si basa prevalentemente sull’analisi fondamentale, che valuta la salute finanziaria e le prospettive di crescita di un’azienda o di un’economia per prendere decisioni di investimento a lungo termine.

I rischi

  • T: generalmente associato a un maggior rischio, in quanto le fluttuazioni di prezzo a breve termine possono essere ampie e imprevedibili.
  • I: il rischio è generalmente minore rispetto al trading, grazie alla diversificazione e all’investimento a lungo termine che mitigano l’impatto delle fluttuazioni di mercato.

Le competenze richieste

  • Trading: richiede una buona conoscenza di strumenti di analisi tecnica, strategie di trading e gestione del rischio.
  • Investimento: richiede una conoscenza di base dei mercati finanziari, dei principi di diversificazione e di analisi fondamentale.

Alcuni semplici esempi

  • T: un trader potrebbe acquistare azioni Apple perché ritiene che il prezzo aumenterà nei prossimi giorni.
  • I: un investitore potrebbe acquistare azioni Apple perché ritiene che la società abbia buone prospettive di crescita a lungo termine.

In sintesi, il trading è un’attività speculativa che mira a profittare delle fluttuazioni di prezzo a breve termine, mentre l’investimento è un’attività a lungo termine che mira alla crescita del patrimonio attraverso la crescita del valore degli asset detenuti.

Cosa è meglio tra i due?

Scegliere tra trading e investimento dipende da diversi fattori:

  • Tolleranza al rischio: il trading è più adatto a chi ha una alta tolleranza al rischio e apprezza l’adrenalina di comprare e vendere rapidamente. L’investimento è più adatto a chi ha una bassa tolleranza al rischio e preferisce un approccio più conservativo.
  • Orizzonte temporale: il trading è adatto a chi ha un orizzonte temporale breve. L’investimento è adatto a chi ha un orizzonte temporale di lungo termine.
  • Competenze e conoscenze: il trading richiede competenze tecniche specifiche. L’investimento richiede una conoscenza base dei mercati finanziari.

Nota importante

È importante sottolineare che sia il trading che l’investimento comportano dei rischi. Prima di intraprendere qualsiasi attività, è importante fare le proprie ricerche, comprendere i rischi coinvolti e utilizzare solo il capitale che si può permettere di perdere.

Una buona educazione finanziaria è importante per acquisire consapevolezza nell’ambito finanziario. E questo articolo ha proprio l’obiettivo di divulgare in modo semplice i concetti base abbracciando la filosofia di una corretta e buona educazione finanziaria.

Per un approfondimento, si veda anche:

Trading
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Differenza tra atomo e molecola https://cultura.biografieonline.it/atomo-molecola-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/atomo-molecola-differenze/#comments Sat, 16 Mar 2024 17:47:50 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=11189 Quali sono le differenze tra i due termini, atomo e molecola? L’atomo è considerato l’unità più piccola e indivisibile della materia.

Atomo
Lo schema di una struttura di un atomo

L’atomo

Gli atomi sono formati da costituenti subatomici quali protoni, elettricamente positivi, neutroni, elettricamente neutri, ed elettroni, elettricamente negativi.

In un atomo, inoltre, il numero di protoni è uguale al numero di elettroni; protoni ed elettroni hanno carica uguale in valore assoluto, ma di segno opposto.

Il termine atomo deriva dal greco e significa “indivisibile”, ciò sta ad indicare che non può essere né creato né distrutto. Il primo che ipotizzò l’esistenza di queste piccole particelle fu John Dalton che ne parlò nella sua teoria atomica.

Verso la fine dell’Ottocento – con la scoperta dell’elettrone – venne dimostrato che l’atomo era in realtà divisibile, essendo a sua volta composto da particelle più piccole, definite particelle subatomiche, ma questa teoria non venne considerata attendibile anche se dimostrava la “vera” composizione della particella.

Molecola
Una struttua molecolare

La molecola

Il termine molecola, invece, deriva da moles che significa mole, piccola quantità. Per molecola si intende un insieme di atomi – dello stesso elemento o di elementi diversi – uniti da un legame chimico.

Una molecola può essere caratterizzata da più atomi di un solo elemento chimico o da atomi di elementi diversi.

Esistono le molecole semplici e le molecole complesse.

Una porzione di materia costituita da molecole tutte facente parte dello stesso elemento, viene denominata sostanza o composto chimico.

I composti

I composti più semplici sono quelli alla cui formula molecolare partecipano gli atomi di un solo elemento; questi sono i composti elementari e sono in numero di poco superiore a quello degli elementi stessi, perché ogni elemento ha almeno uno stato elementare ma alcuni ne possono avere due o più.

Di poco più complicati sono i composti binari, alla cui molecola partecipano atomi di due tipi di elementi diversi, e alquanto più complicati sono i composti ternari o di ordine superiore che vedono la loro composizione fatta da tre o più elementi.

La rappresentazione delle molecole viene denominata formula di struttura. Essa indica solo come gli atomi sono legati tra di loro, ma non contiene informazioni sulla geometria delle molecole.

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Fede e fedina, differenze tra i due tipi di anelli https://cultura.biografieonline.it/fede-fedina-differenza/ https://cultura.biografieonline.it/fede-fedina-differenza/#comments Tue, 27 Feb 2024 08:55:55 +0000 http://cultura.biografieonline.it/?p=23856 Un gioiello regalato è per sempre. Molto spesso quando parliamo di gioielli ci confondiamo usando erroneamente i due termini fede e fedina. In questo articolo, vediamo quali sono le differenze sostanziali tra i due tipi di anelli.

Fede – Fedi nuziali in oro giallo
Fedi nuziali in oro giallo

Fede

Le fede è un gioiello che viene scambiato dai due futuri sposi davanti a tutti, durante il giorno più importante della loro vita, il matrimonio. E’ indice di amore, unione – data la sua forma circolare, di reciproco rispetto e fedeltà. Solitamente la fede viene posizionata al dito anulare della mano sinistra ma in alcuni paesi del Nord Europa, viene invece posizionata al dito anulare della mano destra.

Fede sull'anulare
Fede sull’anulare

Secondo la credenza di questi paesi del Nord Europa, la fede deve essere posizionata a destra poiché la parte sinistra è direttamente collegata al cuore. La fede presenta uno spessore più significativo rispetto alla fedina, che invece si presenta con finissime dimensioni.

Durante il matrimonio le fedi nuziali vengano portate all’altare dal testimone oppure da un paggetto (bambino) . Le fedi vengono posizionate su di un cuscino di pizzo prima di essere scambiate dai due futuri coniugi. Il prete prima le benedice, poi avviene lo scambio delle fedi tra i due sposi.

Le fedi vengono solitamente fabbricate in oro giallo ma si possono anche realizzare in oro bianco, rosso o platino. Oppure integrarle con l’aggiunta di altri metalli. In ogni caso, spetta agli sposi decidere di quale materiale realizzare la propria fede.

Fedina

La fedina è invece un gioiello che viene regalato da fidanzato o fidanzata per suggellare il loro amore facendolo diventare un “fidanzamento ufficiale”. Si tratta di un anello che anche in questo caso simboleggia l’unione e l’amore tra due persone. Tuttavia la fedina è meno impegnativa rispetto alla fede nuziale.

In ogni caso, la fedina anche se meno vincolante della fede nuziale, resta comunque un bel gesto che può sancire in prospettiva futura un matrimonio. La fedina come la fede viene posizionata sempre al dito anulare della mano sinistra e mai a destra. La fedina, come detto poco sopra, presenta uno spessore più fine rispetto alla fede nuziale.

Fedina: Fedi e fedine dal design semplice - differenza
Fedine dal design semplice

In commercio troviamo diversi tipi di fedine: da quelle sottilissime a quelle meno sottili; vi sono quelle che presentano incisioni, e quelle più sofisticate realizzate con diamanti o pietre preziose incastonate. Quelle più classiche sono quelle dal design più semplice. Le fedine vengono fabbricate solitamente in argento, ma le si può trovare anche in oro giallo, bianco, rosa. Si possono inoltre integrare con una combinazione di più tipi di ori.

Sia la fede che la fedina sono dei gioielli che permettono di ricordare alla persona amata la presenza e l’amore. Di fatto sono come un diamante… durano per sempre!

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Marsupio per bebè e mei tai: quali sono le differenze? https://cultura.biografieonline.it/marsupio-bebe-mei-tai-differenze/ https://cultura.biografieonline.it/marsupio-bebe-mei-tai-differenze/#respond Thu, 27 Jul 2023 15:38:58 +0000 https://cultura.biografieonline.it/?p=41328 In commercio esiste una moltitudine di supporti, è legittimo sentirsi un po’ spaesati di fronte a tanta offerta. Il marsupio strutturato e il mei tai sono entrambi dei validi porta bebè che consentono al portatore di avere le mani libere; vi sono però delle differenze. Essi hanno caratteristiche e design diversi, vediamo in dettaglio quali.

marsupio bebè e mei tai, differenze

Marsupio strutturato

Il marsupio strutturato tipicamente presenta fibbie e cinghie, per la sua regolazione. È di facile utilizzo, bisogna prestare attenzione in quanto non tutti i modelli presenti sul mercato sono ergonomici, non consentendo il posizionamento corretto del bambino, cioè la cosiddetta posizione a M.

  • Struttura: il suo design (detto appunto “strutturato”, di qui il nome), prevede l’inserimento del bebè in un alloggiamento preformato, in modo da garantirne il corretto posizionamento. Il marsupio mantiene una sua forma anche quando il bambino non viene portato, risultando quindi sicuramente più ingombrante rispetto al mei tai.
  • Fibbie e cinghie: i marsupi strutturati prevedono fibbie e cinghie per adattare il portabebè intorno al torso del portatore. La regolazione, grazie a queste componenti, è molto facile e rende il prodotto adatto per essere messo e tolto velocemente.
  • Ergonomia: molti marsupi strutturati, ma non tutti, sono progettati per essere ergonomici, assicurando cioè un supporto adeguato per le anche e la schiena del bebè, garantendo quindi la posizione a M. Per il benessere del bebè bisogna prestare particolare attenzione a questo aspetto.
  • Rispetto della schiena del portatore: la superficie di scarico del peso del bebè sulla schiena dell’adulto, anche se spesso imbottita, è certamente inferiore a quella presente nel Mei Tai. Si tenga conto che più la superficie è ampia, meno la schiena ne risente.
  • Raccomandato per: facilità di utilizzo e velocità nella regolazione.

Fonte: “Lasciati abbracciare!”, di Licia Negri. Ed. Trevisini

Caratteristiche del marsupio strutturato

Mei tai

In cinese Mei significa “portare sulle spalle” e Tai è “fascia”. Il Mei Tai è il portabebè tradizionale più noto; d’origine cinese, viene utilizzato non solo un po’ in tutta l’Asia ma ovunque nel mondo.

Rispetto ai marsupi ergonomici, il Mei Tai sono realizzati in materiale più morbido, generalmente cotone o lino, e nella versione originale non presentano né fibbie né chiusure a scatto. La regolazione avviene tirando più o meno le bretelle, fino a che non avvolgono perfettamente il bambino al torso del portatore.

  • Struttura: è costituito da un pannello centrale dalle cui estremità partono le bretelle e, in alcuni modelli, la cintura lombare. Il portabebè si indossa legando queste estremità al torso del portatore.
  • Versatilità: è molto versatile e regolabile e consente di essere indossato in diverse posizioni. Le più amate: pancia a pancia e sulla schiena (detta “zainetto”).
  • Sostegno e supporto: sebbene il mei tai non presenti una struttura rigida come il marsupio, offre comunque un ottimo support per il bambino. Inoltre, il tessuto, certamente più morbido rispetto al marsupio strutturato, avvolge il bebè seguendo la forma del suo corpo in crescita.
  • Regolazione: il mei tai è, insieme alla fascia, il portabebè più regolabile in assoluto.
  • Dimensione: essendo prodotto in materiale tessile (nella maggior parte cotone), il mei tai una volta ripiegato diventa piccolo e portatile.
  • Adatto per: è molto amato dai genitori che preferiscono una maggiore adattabilità. Sono prodotti molto validi per utilizzi prolungati, in quanto il peso del bambino è distribuito su una superficie ampia del torso dell’adulto, proteggendone quindi il benessere della schiena. L’ergonomia è garantita.
Esempio di Mei Tai - dal sito mhug.it
Esempio di Mei Tai. Fonte: mhug.it
Caratteristiche del mei tai

Le differenze in sintesi

In sintesi, la principale differenza tra un marsupio strutturato e un mei tai sono:

  1. design;
  2. facilità d’uso;
  3. struttura.

I marsupi strutturati offrono più velocità e veloci aggiustamenti con il sistema di regolazione a fibbie e cinghie, mentre i mei tai sono più versatili, adattabili ai corpi del bebè (anche in crescita) e dell’adulto, e consentono un’esperienza più “avvolgente”.

La scelta dipende dalle preferenze personali, dall’età del bambino e suo peso e dall’utilizzo che si intende farne.

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