Vincere non basta

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la pallacanestro

di basket non so niente. niente eh, l’unico mio contatto col basket negli ultimi 25 anni* è stato quando un pomeriggio un paio di inverni fa mi ha chiamato un amico e mi ha detto scusa ti va di accompagnare ricky hatton (che no, non è fratello di oliver che gioca a pallone, quello se scrive hutton) a vedere una partita dell’olimpia milano a bordo campo? e io ho detto sì certo scusa vado a comprare qualcosa da mettermi al volo. mentre andavo ho richiamato l’amico di cui sopra e gli ho detto spiegami un attimo le regole, va.

e la serata è stata bella perché eravamo sul campo, i giocatori erano fighi da fare paura, e così via. ma hatton – che se non sapete chi è potete fare clic qui – è stato poco di compagnia, non ha fatto altro che scatarrare pesante tutta la partita e il suo interesse era limitato alla birra nell’intervallo.
detto questo.
ho appena finito di leggere vincere non basta – add editore, maggio 2015, di sarunasjasikevicius ma soprattutto di pietroscibetta.

Vincere non basta
Vincere non basta (la copertina del libro)

se conoscete il basket, conoscete jasikevicius (al contrario di me fino a qualche mese fa) e se conoscete davvero il basket conoscete pietro. io pietro lo conosco per il pugilato, vi evito i racconti di cose fattedetteviste che l’interessometro si sta alzando, vi dico solo, pe’spiegavve, che una volta stavo mangiando un panino con la salamella, lui era lì, io parlavo con delle persone, lui mi ha detto solo quando queste persone sono andate via che avevo un pezzo di pane spiaccicato in faccia. grazie pietro, riuscirò prima o poi a ricambiare il favore.

allora leggo questo libro e di solito c’è un problema coi libri e coi film di sport: spesso, sono storie di riscatto. una due tre centosette quattrocentonovantadue storie di riscatto hanno smaronato. belli eh, alcune storie ti prendono davvero il cuore, ma dopo un po’ anche basta. questo libro però non è una storia di riscatto.

sarunas si racconta in maniera onesta, e pure io che di basket non so nulla, ho apprezzato perché non si prende tutti i meriti delle cose che ha fatto, spesso passa più tempo a raccontare di quanto fossero bravi compagni/coach/genti esterne. non menziona mai i riconoscimenti ricevuti – che ho letto su wiki per un accurato fact checking. big up per lui. poi magari abbiamo dei punti di vista diversi su cosa sia importante nello sport (vincere? io? faccio fatica persino a scriverlo) ma ognuno la vede a modo suo e se sei un giocatore pro, forse un po’ di competitività è giusto averla.

ecco magari poi se voi di basket sapete qualcosa apprezzerete di più, vi ricorderete cosepersoneluoghieventicittàanimalidirefarebaciareletteratestamento.

io l’ho letto soprattutto perché jasikevicius è bono da fare spavento.

*non mi sono abbassata l’età, solo che per qualche anno da piccina a basket ci ho giocato anche io quindi l’asticella si è alzata







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Arlec

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giro le pagine - solo così posso andare avanti è il nome della rubrica di arlec. arlec legge perché le piace. nella sua rubrica ci sono note sparse su quello che legge, che non sono proprio recensioni, ma pensierini.

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