Perché nel centro dell’uragano c’è assenza di vento?

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Gli uragani sono tra i fenomeni climatici più violenti e catastrofici che colpiscono il nostro pianeta in modo imprevedibile; negli ultimi anni sono anche aumentati di intensità. La formazione di un uragano è generata da un processo di forte evaporazione dalla superficie riscaldata dell’acqua del mare che favorisce l’umidità dell’aria sovrastante, provocando delle correnti ventose circolari molto intense.

L'occhio del ciclone
Nel centro dell’uragano vi è totale assenza di vento

Un sistema nuvoloso che acquista una notevole energia, interagisce con la rotazione terrestre ed i venti al suo interno, quindi, vengono dirottati verso destra, rispetto al moto di spostamento nell’emisfero settentrionale, e verso sinistra, rispetto al moto in quello meridionale. La forza che devia le correnti viene chiamata “Forza di Coriolis”. La forza centrifuga che ne scaturisce spinge tutta la nuvolosità via dal centro della perturbazione dando così la formazione “dell’occhio”.

Il meccanismo è simile a quando si prende una curva ad alta velocità in auto ed il nostro corpo viene spinto dalla forza centrifuga, obbligandoci ad afferrare un sostegno per non essere sbattuti contro la portiera. Così, le nubi presenti all’interno del sistema perturbato, sono libere di muoversi e vengono allontanate dal centro che di conseguenza si presenta sempre con un cielo sereno, privo di vento e con un’aria più secca.







Se potessimo rimanere “nell’occhio del ciclone”, seguendone il suo movimento, osserveremo la distruzione tutta attorno a noi, mentre sulla nostra verticale il cielo resterebbe sempre sereno ed in quiete. La formazione di un uragano può avvenire in modo rapido in 6-12 ore, oppure lentamente, impiegando vari giorni.

Il vortice atmosferico soffia intorno all’area centrale, l’ “occhio del ciclone”, con venti di forte intensità che raggiungono anche picchi di 250 km orari. I cicloni cominciano ad indebolirsi e finalmente cessano di esistere, solo quando la loro fonte di energia, rappresentata dal calore latente di evaporazione, si esaurisce.

Gli studiosi, denominati “cacciatori di uragani”, anticipano con sicurezza l’arrivo di un evento catastrofico, assegnandogli un nome per identificarlo più facilmente ed avvisando in tempo la popolazione per aiutarla a limitare i danni a cose e persone.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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