Storia del giocattolo

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Il primo legame immaginifico e mentale con il mondo avviene attraverso i giochi e i giocattoli. Il gioco rappresenta un mondo sfuggevole  e indefinibile dove la fantasia si unisce all’apprendimento in un impasto i cui confini non possono essere parametrati dalle età; non si possono mai definire con certezza gli ambiti della sua realizzazione perché spesso l’apprendimento, attraverso il gioco, ha accompagnato molte persone fino alla vecchiaia.

I giocattoli protagonisti del film "Toy Story" (Pixar)
I giocattoli protagonisti del film “Toy Story” (Pixar)

La storia del giocattolo, in particolare, scandisce l’evoluzione di una civiltà perché segue non solo l’esplorazione della fantasia ma anche il progresso scientifico e tecnologico che avviene in un dato periodo di tempo. L’unico problema, purtroppo, è che le tracce del giocattolo non sono facilmente percorribili poiché essendo un manufatto ha sofferto il deterioramento del tempo e quindi, prima dell’ottocento, è difficile riuscire a trovare oggetti conservati in discrete condizioni.

Tuttavia, esistono raffigurazioni, recuperate attraverso scavi archeologici, che ci aiutano a capire come alcuni giocattoli e giochi siano immortali: la corda, l’altalena, il bastone, l’aquilone, l’arma anche se in forma rudimentale sono però straordinari esempi di come il tempo torni e ci riporti esempi costanti di fantasia e idee che legano i bambini attraverso la storia dell’uomo. Inoltre esiste un gamma immensa di giocattoli inventati da bambini e adulti che sono scomparsi causa del tempo che ne ha fatto strage attraverso traslochi, pulizie, lutti, perdite, donazioni ecc… in generale si può dire che il giocattolo in epoca antica seguiva simboli di riferimento abbastanza semplici.







Giocattoli che richiamavano la  virilità per i bambini, che spesso preludevano al loro futuro lavorativo (soldatini, armi giocattolo, manufatti sportivi) e giocattoli femminili per le bambine e che ricostruivano in scala il ruolo delle donne nell’epoca considerata. Tracce più definite del giocattolo si possono trovare dal ‘700. Perché nel secolo dei lumi il giocattolo divenne anche un elemento pedagogico su cui investire. Le famiglie più abbienti cominciarono a cercare giocattoli che racchiudessero divertimenti ed elementi di pensiero per i propri figli; nacquero così i primi cataloghi che permisero un giro di affari interessante per chi voleva specializzarsi in questo commercio.

Fra l’altro la bambola divenne un veicolo non solo di divertimento ma anche di conoscenza dei cambiamenti che la moda all’epoca stava subendo, infatti veniva presentata come modella nelle corti reali e nelle case dell’aristocrazia per illustrare le ultime novità nell’ambito dei tessuti e per descrivere in scala il pregio dei nuovi abiti.

Giocattoli: il trenino, la locomotiva
Giocattoli: il trenino, la locomotiva

In seguito, l’evoluzione tecnologica e il progresso scientifico stimolarono nuove idee nel mondo dei giocattoli, soprattutto perché parallelamente alle nuove invenzioni (treni, macchine, armi, moda, aerei …) venivano realizzati in scala modellini giocattoli sempre più simili ai loro modelli. L’industria del giocattolo e la sua evoluzione ha visto uno sviluppo vertiginoso in tempo di pace o di guerre limitate territorialmente. Infatti tra le due Guerre Mondiali ci fu una decrescita notevole per poi ritrovare, dagli anni ’50, un boom che continua ancora oggi e che sfida la fantasia e la creatività con idee sempre più complesse e stimolanti.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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