Dalla scoperta del fuoco all’invenzione dell’estintore

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La scoperta del fuoco ha permesso agli esseri umani di compiere uno dei grandi passi verso la consapevolezza delle leggi della natura. Costituito da luce e calore sprigionati durante la reazione chimica chiamata combustione, il fuoco ha favorito l’evoluzione degli uomini primitivi, dal momento in cui impararono ad accenderlo e controllarlo, alimentandolo e proteggendolo per non farlo spegnere. Il termine fuoco deriva dal latino focus, ovvero il focolare, inteso originariamente come il focolare della casa, posto nell’atrio o nella sala e considerato un luogo sacro, il centro, il fuoco della famiglia.

Fuoco
Il termine fuoco deriva dal latino focus, ovvero il focolare

La scoperta del fuoco

Troviamo le più antiche testimonianze che provano l’utilizzo umano del fuoco a partire da circa un milione e mezzo di anni fa, collocate in vari siti archeologici. Nell’Africa orientale, consistono in cocci di argilla che, per essere induriti, dovevano essere stati scaldati a 400°C e in arrossamenti del sedimento dovuto ad un riscaldamento a 200-400°C. In Africa meridionale, furono rinvenute pietre bruciate in mezzo a utensili d’osso con segni di ferite da taglio, depositi bruciati all’interno di caverne, piante e tronchi carbonizzati e attrezzi di legno probabilmente induriti dal fuoco. L’accensione del fuoco da parte degli uomini primitivi fu possibile sfregando fra di loro due pezzi di legno che, scaldandosi per attrito, si incendiavano; oppure sfregando l’una contro l’altra le pietre dette selci, creando così le scintille che furono, per così dire, il primo accendino naturale.

Il controllo del fuoco e la luce che creava portarono fondamentali cambiamenti nel comportamento degli uomini primitivi: permise loro di prolungare le attività quotidiane oltre la durata delle ore di luce solare, di difendersi da alcuni mammiferi ed insetti che temevano il fuoco, di migliorare la loro alimentazione, nutrendosi di cibi cotti, più digeribili di quelli crudi, ed ampliando anche la varietà degli alimenti. Il calore prodotto dal fuoco ha permesso ai nostri antenati di scaldarsi, consentendogli di vivere anche in zone dal clima freddo, potendo così colonizzare luoghi nei quali non sarebbero potuti sopravvivere senza una fonte di calore. Il fuoco inoltre permise loro di migliorare gli utensili e le armi per la caccia, poiché le lance di legno poste sopra la fiamma si indurivano e quindi diventavano più efficaci. In seguito il fuoco permise la lavorazione dell’oro e dell’argento, e rese possibile la comparsa della metallurgia, la lavorazione del rame, dello stagno e del ferro.

Scoperta del fuoco
Il controllo del fuoco e la luce che creava portarono fondamentali cambiamenti nel comportamento degli uomini primitivi

Il fuoco è un elemento il cui simbolo è entrato nei miti e in numerose religioni o tradizioni culturali. Associato alla vitalità, alla potenza e alla passione, il fuoco, secondo la mitologia greca, fu donato da Prometeo agli uomini dopo averlo sottratto agli dei. Divenne anche uno dei simboli dei Giochi olimpici: ancora oggi, la fiamma olimpica, contenuta nella fiaccola olimpica, attraverso una staffetta viene portata al braciere olimpico della città che ospita i Giochi, dove la fiamma brucia per tutto il periodo delle competizioni olimpiche.

Il fuoco è dunque molto utile, ma è anche pericoloso per la sua potenza devastatrice: gli esseri umani, fin dall’antichità cercarono di trovare i mezzi per contrastare gli effetti distruttivi di un incendio. Presso Ebrei, Greci e Romani erano presenti le figure dei “guardiani del fuoco”, che di notte davano l’allarme e il primo soccorso nel caso di scoppio di un incendio.

L’invenzione dell’estintore

A partire dal 1700, furono messi a punto delle apparecchiature che consistevano in pompe a mano in grado di emettere getti d’acqua. Il chimico Ambrose Godfrey brevettò, nel 1723, il primo estintore portatile, che consisteva in una botte riempita di acqua a cui aggiunse un contenitore riempito di polvere da sparo. Con un sistema di accensione, la polvere esplodeva spargendo l’acqua. Nel 1813, il capitano britannico George William Manby inventò il primo estintore a getto automatico: si trattava di un contenitore di rame contenente circa 12 litri d’acqua, carbonato di potassio, pressurizzati con aria compressa; aprendo la valvola, l’aria compressa faceva fuoriuscire l’acqua.







George William Manby
George William Manby inventò il primo estintore a getto automatico nel 1813

Il triangolo del fuoco

Per rappresentare visivamente la reazione chimica della combustione si utilizza il termine “triangolo del fuoco”. I tre elementi necessari perché avvenga la combustione, e quindi l’incendio, sono raffigurati sui lati del triangolo: il combustibile, cioè il materiale infiammabile, il comburente, ovvero l’ossigeno, e la fonte d’innesco, ovvero il calore. Qualora uno dei tre elementi venisse a mancare, la combustione non avverrebbe o, se già in atto, si estinguerebbe.

Il triangolo del fuoco
Il triangolo del fuoco

L’estintore moderno

L’estintore moderno è normalmente di colore rosso ed è costituito dai seguenti elementi: un serbatoio, che contiene l’agente estinguente; un agente estinguente, che a contatto con il fuoco permette il suo spegnimento; una manichetta (tubo flessibile), che permette di indirizzare l’agente estinguente; una valvola, che regola il flusso dell’agente estinguente; un propellente (gas), che permette di espellere l’agente estinguente; l’impugnatura, per maneggiare agevolmente l’estintore.

Gli agenti estinguenti

L’agente estinguente di un estintore è la sostanza che si utilizza per l’estinzione dell’incendio, che si può ottenere attraverso il raffreddamento della temperatura, la sottrazione del combustibile o il soffocamento dell’ossigeno. I principali agenti estinguenti sono: acqua, polvere (principalmente fosfato d’ammonio), schiuma (un composto di acqua e additivi) e anidride carbonica.

Foto di un estintore
L’estintore è normalmente di colore rosso

Classificazione degli incendi

L’agente estinguente contenuto in un estintore sarà efficace su diversi tipi di fuochi. Si distinguono infatti i fuochi di classe A, originati da combustibili solidi, come legno, carta, tessuti; fuochi di classe B, originati da combustibili liquidi, come alcol, solventi, benzina; fuochi di classe C, causati da combustibili gassosi, come idrogeno, metano, propilene; fuochi di classe D, generati da metalli come potassio, sodio, magnesio, zinco; fuochi di classe E, generati da apparecchiature elettriche sotto tensione; fuochi di classe F, generati da oli e grassi.

Incendio
Esistono diversi tipi di incendi, a seconda del tipo di combustibile da cui sono originati

Secondo le tradizioni dell’Antica Grecia, il fuoco rappresenta uno dei quattro elementi, insieme all’aria, all’acqua e alla terra, di cui sono costituite tutte le cose e gli esseri esistenti nell’Universo, nel microcosmo e macrocosmo.

“Il fuoco è sempre stato e, ragionevolmente, rimarrà sempre, il più terribile degli elementi”. (Harry Houdini)







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