San Rocco

Print Friendly, PDF & Email

Rocco di Montpellier, venerato dalla Chiesa cattolica come Santo e patrono di diversi paesi e città, è nato nel periodo tra il 1346 e il 1350 a Voghera, in una famiglia abbastanza agiata. L’educazione ricevuta è incentrata sui principi della religione cattolica e sulla devozione ai Santi. Già da piccolo Rocco mostra un carattere generoso e amabile, e di avere a cuore la sorte dei poveri e dei bisognosi.

San Rocco
San Rocco

Durante l’adolescenza il giovane frequenta l’Università francese di Montpellier, poi decide di raggiungere Roma, dopo la morte dei suoi anziani genitori. Il pellegrino francese arriva in Italia nel 1367-1368, proprio negli anni in cui scoppia una violenta epidemia di peste che miete migliaia di vittime. In questa cornice drammatica Rocco, appena ventenne, decide di dedicare la sua vita ad opere di carità.

Arrivato nella cittadina di Acquapendente, Rocco benedice i malati toccandoli con la mano e facendo sulla fronte il segno della croce. In poco tempo l’epidemia scompare. Anche in altre località dove il pellegrino si reca per fare del bene ai malati, accadono eventi straordinari e guarigioni miracolose.

A Roma Rocco si dedica all’assistenza di un cardinale, che le fonti storiche individuano nella persona del francese Anglico Grimoard, fratello del Papa Urbano V. Grazie a lui Rocco riesce a conoscere il Pontefice in un’udienza. Nel ritornare a Montpellier, Rocco si ferma a prestare assistenza ai malati, ma viene colpito dalla peste.

Ritiratosi in una grotta lungo il fiume Trebbia, la leggenda narra che un cane (raffigurato in molte opere artistiche vicino al Santo) provvede a portare ogni giorno un pezzo di pane a Rocco per sfamarlo. Il cane appartiene ad un ricco signore del luogo, che  molti identificano con Gottardo Pollastrelli. Questi un giorno segue l’animale e giunge nella caverna dove si trova Rocco.







Il nobile presta soccorso e cure al malcapitato e gli chiede di poterlo seguire nel suo pellegrinaggio. Rocco glielo sconsiglia, ma il nobile signore decide comunque da donare le sue ricchezze ai poveri e ritirarsi con lui nella grotta.

Il primo biografo di Rocco è proprio Gottardo, che oltre a scrivere appunti sulla vita del pellegrino dipinge anche un suo ritratto, tutt’ora presente nella Chiesa di Sant’Anna a Piacenza. Intanto la peste imperversa ancora nella città di Piacenza, e Rocco decide di ritirarsi nella foresta insieme ad alcuni discepoli.

Deciso a ritornare in terra francese, il viaggio di Rocco si interrompe a Voghera. Qui, con gli stracci al posto degli abiti e la barba lunga e incolta, nessuno lo riconosce. Scambiato per una spia perché si rifiuta di fornire le generalità, Rocco viene portato davanti al governatore, che è suo zio, che però non lo riconosce. Senza neppure essere sottoposto a processo, Rocco viene condotto in carcere, dove resta forse per cinque lunghi anni.

Rocco vive la prigionia in  un rassegnato silenzio, senza mai lamentarsi della sua sorte. Gli antichi scrittori fissano la data della morte tra il 15 e il 16 Agosto di un anno compreso tra il 1376 e il 1379. San Rocco ha appena trentadue anni. Sul luogo della morte le notizie sono alquanto imprecise: la tradizione indica Montpellier o Angera, mentre l’ipotesi più accreditata è che sia morto nella prigione di Voghera.

Il culto di San Rocco, diffuso in Europa e in tutto il mondo, è legato alla peste, e il Santo veniva infatti invocato per guarire i malati. Ora San Rocco è considerato il protettore di tutte le malattie contagiose come l’Aids. Nelle campagne San Rocco viene invece invocato dagli agricoltori contro le catastrofi naturali e le malattie che colpiscono il bestiame.







Aiutaci. Se ti è stato utile, segnala questo articolo

Print Friendly, PDF & Email
Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l’Università di Bari e l’Ordine dei Giornalisti di Puglia.

L'articolo è interessante?
Lascia un commento per favore. La tua opinione è importante