Le Tigri di Mompracem, di Emilio Salgari: riassunto

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Il romanzo di Emilio Salgari, Le Tigri di Mompracem, è una delle opere facenti parte del “ciclo indo-malese” dell’autore, dove il protagonista principale della storia, il pirata Sandokan, è soprannominato “La Tigre” per la sua evidente ferocia e la sua abilità, evidenziate dallo stesso autore che nel libro lo presenta così: “Al di fuori l’uragano e qua io! Qual è il più tremendo?”.

Le tigri di Mompracem
Emilio Salgari: Le tigri di Mompracem. Copertine di due edizioni.

Il romanzo compare per la prima volta a puntate sulla rivista “La Nuova Arena” con il titolo La Tigre della Malesia, stampato poi sulla rivista “Il Telefono” ed infine, pochi anni più tardi, tra il 1890-91, sulla rivista “La Gazzetta di Treviso”. Solo nel 1890 il romanzo viene pubblicato in volume unico e con il titolo definitivo Le Tigri di Mompracem.

Si tratta di un romanzo coinvolgente e affascinante, sia per un pubblico adulto che per uno più giovane, dove si intrecciano amicizia, amore, spirito di avventura e sete di giustizia. Il protagonista, che si batte per una giusta causa, cattura l’attenzione dei lettori che si identificano in lui. Le avvincenti scorribande, le battaglie in mare, le fughe precipitose ed un’appassionata storia d’amore, quella tra Sandokan e Marianna, soprannominata la “Perla di Labuan”, lasciano al lettore quella giusta suspense che lo spinge a non smettere la lettura per giungere alla fine.

Le Tigri di Mompracem di Emilio Salgari è stato definito dal pubblico intero come uno dei romanzi più commoventi, teneri ed avventurosi di sempre e ricco di importanti insegnamenti per tutti. Il romanzo narra le vicende di una banda di pirati che combattono contro la potenza britannica e che vivono sull’isola di Mompracem, il loro rifugio, probabilmente l’isola di Keraman al largo del Borneo, che viene indicata sugli atlanti solo sino a fine Ottocento.

L’autore Salgari definisce gli uomini di Sandokan, uomini coraggiosi fino alla pazzia e che a un qualsiasi segno del loro capo, non avrebbero esitato a saccheggiare anche il sepolcro di Maometto. Si tratta di uomini coraggiosi ed estremamente fedeli: al loro capo, un principe privato del suo regno e al suo braccio destro Yanez, un avventuriero portoghese, ribaldo, ma fido. Al centro della scena, le avventure della Tigre della Malesia e dei suoi tigrotti, contro i soldati dell’impero britannico.







Sandokan, sconfitto in battaglia e caduto in mare, viene ritrovato ferito sulla spiaggia di Labuan, un’isola sotto il controllo della guarnigione coloniale britannica. Affidato alle cure di lord James Guillonk e di sua nipote Marianna, soprannominata la “Perla di Labuan” dato il colore candido della sua pelle, figlia di un lord inglese e di madre italiana. Sandokan, mantenendo segreta la sua identità, si invaghisce di Marianna, riuscendo a conquistare l’amore della ragazza, ma viene presto scoperto e smascherato dal baronetto William Rosenthal che, durante una battuta di caccia alla tigre, riconosce e svela la sua vera identità.

Questo porta Sandokan ad essere fatto prigioniero ma viene poi liberato e salvato da Yanez e dai suoi compagni. E’ costretto a fuggire da Labuan ma più tardi decide di ritornarvi con i suoi tigrotti per riprendere Marianna e portarla con lui a Mompracem, visto che viene a conoscenza, da un caporale inglese che era stato fatto prigioniero, che Marianna sarà costretta a sposarsi con il baronetto William. Così decide di spiegare le vele del suo veliero malese Pisangu e navigare verso l’isola di Labuan per ricongiungersi e liberare la donna che ama.

Sandokan e i suoi uomini riescono nell’intento, liberando Marianna durante un assalto alla guarnigione e facendo poi ritorno a Mompracem che però, nel frattempo, è stata attaccata dai britannici e solo dopo estenuanti combattimenti riesce a placare l’assalto. La situazione ora sembra evolversi per il meglio. Durante una pausa dei combattimenti, viene celebrato il tanto atteso matrimonio tra la tigre della Malesia e la bella Marianna ma, con l’ultimo attacco britannico, Sandokan e i suoi non riescono a contenere l’assalto e capitolano.

La Tigre viene sconfitta e fatta prigioniera mentre la sua amata Marianna è portata a forza sul ponte della nave inglese dello zio. In ultimo, Sandokan riesce a fuggire alla prigionia e, con l’aiuto dei suoi seguaci, parte all’assalto del brigantino di lord Guillonk, riuscendo a liberare la bella Marianna. Il romanzo di Salgari si conclude con il protagonista che incita il suo braccio destro Yanez a virare il timone del suo veliero, verso le terre di Giava.

Nel frattempo, Sandokan, annuncia alla sua amata Marianna, fra la commozione, il suo addio alla pirateria, grazie alla ritrovata libertà da condividere con lei, unica donna che ama. “La Tigre è morta, e per sempre!”, questa è la sua ultima frase che chiude il romanzo. Ora, Sandokan e Marianna andranno a vele spiegate verso il loro libero futuro radioso.

Il ruolo di Sandokan è stato portato sul piccolo schermo, con grandissimo successo, dallo storico sceneggiato televisivo di Sergio Sollima, realizzato nel 1976 dalla Rai che vedeva nelle vesti di Sandokan l’attore Kabir Bedi e la partecipazione di Carole André e Philippe Leroy.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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