Lolita, romanzo di Vladimir Nabokov: riassunto e analisi

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Uno dei romanzi che ha scandalizzato l’opinione pubblica è Lolita dello scrittore russo Vladimir Vladimirovic Nabokov. Pubblicato a Parigi nel 1955, il romanzo ottenne numerose critiche a causa delle tematiche scabrose affrontate dall’autore, che mettono in evidenza un rapporto definito pedofilo e addirittura incestuoso. Il romanzo, scritto inizialmente in inglese, venne tradotto in russo ben dieci anni dopo.

Vladimi Nabokov, Lolita (1955)
Una copertina del romanzo Lolita e una foto del suo autore, Vladimir Nabokov. Il libro venne pubblicato per la prima volta nel 1955

Analisi

Il lettore si identifica con le vicende del personaggio principale: un professore di letteratura francese di mezza età che si invaghisce di una ragazza dodicenne e dopo esserne diventato il suo patrigno ne rimane coinvolto passionatamente. Il linguaggio è ricco di pathos; il protagonista principale della storia, Humbert Humbert, cerca di catturare la simpatia di chi legge, ma in realtà, verso la fine del romanzo, fa un mea culpa di se stesso, confidando di sentirsi come una sorta di “maniaco” che ha privato la piccola Lolita della sua età più bella, quella relativa all’infanzia.

Il protagonista giustifica il suo comportamento morboso nei confronti della ragazzina e della sua ossessione verso le cosiddette ragazzine ninfette alla scomparsa prematura, a causa di una malattia, il tifo, del suo primo amore adolescenziale Annabel Leigh. La narrazione risulta sempre molto soggettiva e lo stile utilizzato dall’autore è piuttosto sofisticato.

Lolita, nel 1962, riscuote un grande successo, grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Stanley Kubrick, autore della sceneggiatura della pellicola. Oggi il termine lolita è entrato nel linguaggio comune e sta a indicare una giovanissima sessualmente precoce, o comunque molto provocante ed attraente. Lolita è paragonata all’apparizione moderna della Ninfa, creatura quasi immortale che fu tra le prime ad attirare il desiderio degli Olimpi verso la terra e a impadronirsi della loro mente con la possessione erotica. Secondo gli antichi Greci, infatti, chiunque sia “catturato dalle Ninfe” sarebbe comunque stato travolto da una sottile forma di delirio.

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia: è il famoso incipit con cui parte la straziante confessione scritta in carcere dal protagonista principale Humbert Humbert, accusato di omicidio, che racconta al lettore l’intera storia. Il lettore non può che rimanere travolto dal romanzo ed incollato fino all’ultima pagina ad uno dei migliori testi passionali che fanno parte della nostra storia letteraria. Il testo viene annoverato insieme con altre storie passionali che sono immortalate sulla carta come quella di Tristano e Isotta e Anna Karenina.







Riassunto

Il romanzo narra la storia di un uomo insegnante quarantenne di letteratura francese, Humbert Humbert, che decide di trasferirsi nella piccola città di Ramsdale in New England. Dopo aver affittato una stanza presso la vedova Charlotte Haze, arriva l’incontro della sua vita con la figlia dodicenne Dolores (chiamata anche Lo, Lola o Dolly). Si invaghisce perdutamente della ragazzina che le ricorda il suo primo amore adolescenziale purtroppo scomparso prematuramente, la bella Annabelle. Durante la permanenza di Dolores in un campo estivo, la mamma Charlotte si innamora di Humbert e si dichiara all’uomo. Quest’ultimo decide di convolare a nozze con Charlotte con il solo scopo di impossessarsi anima e corpo della sua bella figlia Lolita.

La madre viene in seguito a scoprire le vere intenzioni dell’uomo da un suo diario personale e, delusa, lo minaccia di esporlo ad un pubblico scandalo come “detestabile, abominevole, criminale e bugiardo”. Ma purtroppo Charlotte è colpita da un tragico destino. Mentre si accinge ad attraversare la strada, trovandosi in stato di evidente shock, viene investita e uccisa da un’automobile. Per l’uomo ora la via è completamente libera da ogni ostacolo per vivere a pieno il suo sentimento morboso nei confronti di Lolita. Egli va a prendere la ragazza, che si trova in campeggio; successivamente le rivela della morte della mamma e la invita ad accettarlo come suo patrigno e affidatario. Così, per due anni, tiene prigioniera Lolita e la costringe a diventare la sua amante.

Dopo un periodo di prigionia, la bella Lolita viene iscritta ad una scuola femminile e successivamente ad una scuola di teatro. Frequenta il commediografo Quilty, che aveva già conosciuto quando questi era stato ospite della casa della madre, che l’aiuterà. La ragazza è costretta, senza volerlo, a passare da un motel all’altro in una corsa frenetica da un capo all’altro degli Stati Uniti, ma è seguita sempre da un uomo misterioso. Le viene impedito qualsiasi rapporto con il mondo esterno e qualsiasi contatto con ragazzi e altri uomini. L’uomo, inoltre, la paga solo per ottenerne favori sessuali, la ricatta dicendo che se decide di andare a denunciarlo alla polizia, finirà in prigione anche lei. Lolita si ammala e viene ricoverata. La ragazza fugge con un uomo misterioso dall’ospedale e Humbert non riesce più a rintracciarla. Dopo svariato tempo, il protagonista si arrende ed interrompe la sua assidua ricerca di Lolita che ora è finalmente libera. In seguito Humbert ha un rapporto sentimentale con una donna che si chiama Rita.

Foto di Vladimir Nabokov
Vladimir Nabokov

Lolita: il finale

Dopo circa un anno, l’uomo riceve una lettera della bella Lolita, ormai diciassettenne, che gli scrive di stare bene, di essere felicemente sposata ed in attesa di un figlio e chiede all’uomo di aiutarla a livello economico. Humbert a questo punto si reca dalla ragazza ma con il solo scopo di farsi rivelare il nome di colui che l’aveva aiutata nella fuga dall’ospedale, e quel nome è Quilty. Quilty aveva cercato di avviare la ragazza alla carriera cinematografica pornografica; ma al rifiuto della ragazza, decide di lasciarla al suo destino.

Fortunatamente la bella Lolita incontra e sposa Dick (Richard), un uomo per bene. Dopo aver consegnato alla ragazza quattromila dollari, Humbert cerca di convincerla a ritornare con lui, ottenendo però inutili risultati. In preda allo sconforto e alla disperazione, Humbert va a cercare Quilty, lo riesce a trovare e lo uccide a colpi di rivoltella. L’uomo viene arrestato con l’accusa di omicidio e dal carcere inizia a scrivere il libro di memorie in onore della ragazza: “Lolita o le confessioni di un maschio bianco vedovo”.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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