Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupèry: riassunto

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Il Piccolo Principe è uno dei romanzi più noti e poetici dello scrittore Antoine de Saint-Exupèry, pubblicato a New York nel 1943. Un’opera rivolta prettamente ai ragazzi, ma anche uno splendido libro per adulti che narra temi quali il senso della vita, il significato dell’amore e dell’amicizia. Il racconto è dedicato dallo scrittore al suo amico Leon Werth, ma non è stato scritto per l’amico Leon adulto, ma per quando era ancora bambino.

Il Piccolo Principe - Le Petit Prince
Il piccolo principe (1943): una copertina italiana e una in lingua francese del celebre libro di Antoine de Saint-Exupèry

Riassunto e analisi

Il Piccolo Principe è sicuramente un’opera che fa riflettere e che permette al lettore, adulto o ragazzo che sia, di non dimenticare mai e di non perdere quella semplicità tipica e caratteristica dei bambini. Gli adulti saranno portati a vedere Il piccolo principe come un frutto della mente o dell’immaginazione dell’autore che si trova a passare, nel periodo della stesura, un momento difficile. I ragazzi invece vedranno il loro “Piccolo Principe”, come un personaggio spettacolare ed un po’ malinconico come esempio chiave per condurre la loro personalissima battaglia contro un mondo che non fa nulla per comprendere le loro esigenze. Il Piccolo Principe in ogni modo rimane un longseller internazionale, un romanzo dedicato all’infanzia ed al suo mondo, tradotto e commentato in quasi tutte le scuole e tramandato perfino ad intere generazioni di adolescenti.

L’opera dello scrittore presenta, oltre alle lettere del testo, una decina di acquarelli realizzati da lui, disegni semplici e naif che rendono ancora più interessante il libro. Nel romanzo, il protagonista principale si trova a conoscere diversi personaggi ed ognuno di questi lascia un segno nel Piccolo Principe che si trova basito e stupito di fronte alla stranezza delle persone adulte. Ogni incontro va visto come una sorta di allegoria o stereotipo della società moderna del tempo. In un certo senso, costituisce una sorta di educazione sentimentale alla conoscenza del prossimo.

Il romanzo narra le vicende di un Piccolo Principe che incontra il narratore, un aviatore, costretto ad un atterraggio d’emergenza a causa della rottura improvvisa di una parte del motore del suo velivolo. Il narratore si trova quindi disperso nel deserto del Sahara e viene svegliato il giorno dopo dal suono di una voce di un bambino extraterrestre, proveniente da un piccolo pianeta sconosciuto, che gli chiede di disegnare, prima una pecora, poi la cassa per contenere la pecora e una museruola per proteggere una rosa dai morsi voraci dell’animale. L’aviatore inizia a disegnare varie pecore ma non riesce a soddisfare le esigenze del principe. Solo in ultimo disegna una scatola con dei fori, all’interno della quale si trova la pecora.







Il Piccolo Principe informa così l’aviatore di provenire dall’asteroide chiamato B 612 che possiede tre vulcani e una rosa molto esigente, vanitosa e spavalda. Il Principe inizia il suo racconto da quando decise di partire dal suo pianeta per non essere più vittima del fiore e per vedere come fosse fatto il resto dell’universo. Visita numerosi asteroidi abitati da adulti, tra cui gli asteroidi 325, 326, 327, 328, 329 e 330 dove incontra vari personaggi.

Sul primo, è la volta dell’incontro con un Re triste, sul secondo dell’incontro con un personaggio molto vanitoso, sul terzo asteroide incontra invece un ubriacone, sul quarto un altro uomo, sul quinto un lampionaio e sull’ultimo un geografo che infine chiede al bambino di descrivere l’asteroide su cui vive e da cui proviene. Il Principe descrive così il suo asteroide fatto da vulcani e dalla magnifica rosa che illumina il suo piccolissimo pianeta. Il geografo dice di non catalogare le rose dato che non sono esseri che vivono in eterno come i laghi, le montagne.

Antoine de Saint-Exupéry
Antoine de Saint-Exupéry

Finale

Il Principe parte poi alla conquista della Terra ma non vi trova nulla da conquistare, poiché per sua malasorte, atterra nel pieno del deserto del Sahara. Durante la sua conoscenza di un serpente, si accorge che si trovano sulla terra grandi quantità di roseti, la rosa del suo pianeta non è quindi l’unica nell’Universo. Infine si intrattiene parlando con una volpe che gli indica come la sua rosa sia speciale perché è l’unica a cui lui tiene. Così mosso dalla nostalgia per la sua rosa, il piccolo principe decide di tornare sul suo pianeta. In ultimo si fa mordere dal serpente perché solamente in questo modo può combattere lo spazio che lo divide dal suo mondo. L’aviatore riprende il suo viaggio e guarda il cielo con le sue stelle pensando al Piccolo Principe.

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).

Il romanzo è sicuramente tra i più noti del XX secolo. Il Piccolo Principe è stato tradotto in più di 220 lingue e dialetti e stampato con oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. Tra le lingue più particolari in cui è stato tradotto troviamo la lingua corsa, l’aragonese di Spagna, l’esperanto, il guarani, il toba (ingua del nord dell’Argentina), il bretone, il dialetto milanese e quello friulano.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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