Il gabbiano Jonathan Livingston (Richard Bach): riassunto

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Uno dei romanzi più celebri dello scrittore Richard Bach è “Il gabbiano Jonathan Livingston” (titolo originale, “Jonathan Livingston Seagull”), pubblicato nel 1970. Lo scrittore racconta in modo minuzioso la storia del gabbiano Jonathan e della sua particolare passione per il volo.

Il gabbiano Jonathan Livingston
Scritto da Richard Bach nel 1970, il romanzo “Il gabbiano Jonathan Livingston” (titolo originale: Jonathan Livingston Seagull) è stato un Best seller mondiale negli anni Settanta. Si tratta essenzialmente di una fiaba a contenuto morale e spirituale.

Analisi

Nel romanzo, Bach tende a sottolineare che ciò che conta davvero nell’esistenza di un essere vivente è la salute dell’anima e il volo di Jonathan viene inteso e adottato come la metafora del distacco dal corpo e dal mondo terreno, per abbracciare una dimensione più intensa e spirituale. Nel libro, viene indicato il percorso di autoperfezionamento di Jonathan che impara a volare/vivere attraverso l’abnegazione, il sacrificio e la gioia di vivere. Per la trama del suo romanzo, lo scrittore prende spunto dalla storia di un pilota di aerei acrobatico di nome John H. “Johnny” Livingston, particolarmente noto nel periodo fra gli anni venti e gli anni trenta. Il romanzo è svolto e scritto come una fiaba ad alto contenuto morale e spirituale.

Riassunto

La trama di questo capolavoro della letteratura contemporanea narra le vicende di un gabbiano di nome Jonathan, completamente diverso da tutti gli altri uccelli che vivono con lui. Infatti Jonathan non si cura, come tutti gli altri gabbiani, di procurarsi solo del cibo per sopravvivere, ma ha la passione per il volo e si allena costantemente per diventare sempre più perfetto in questa sua amata pratica, applicandosi continuamente con metodo ed esercizio costante. Per tale motivo è spesso rimproverato dai suoi genitori ed escluso dagli altri gabbiani del suo stormo Buonappetito. Jonathan, quando arriva a compiere con estrema sicurezza straordinarie acrobazie, decide di mostrarle al suo gruppo, ma il risultato non appaga le sue aspettative e anzi, questo suo non esser compreso, lo porta ad allontanarsi dal gruppo al punto tale che, di lì a breve, viene espulso dal Consiglio degli Anziani, che non vede di buon occhio la sua condotta temeraria e spericolata.







A questo punto, Jonathan si ritrova costretto a condurre la sua vita presso le scogliere solitarie, dove quotidianamente continua a perfezionare le sue evoluzioni nel volo, fino a quando avviene l’incontro con due gabbiani dal candido piumaggio, molto più aggraziati di lui nel volo, che, dopo averlo conosciuto e visto volare, lo invitano a seguirli verso un luogo più adatto alle sue capacità (il riferimento cita il passaggio a un livello di esistenza superiore e spirituale, dopo il quale ci si può elevare ancora più in alto). Nel nuovo luogo raggiunto da Jonathan, fa la conoscenza di Sullivan, un gabbiano-istruttore e dell’anziano Chiang, che sarà l’unico in grado di insegnare al gabbiano Jonathan come volare istantaneamente con il pensiero. Dopo molti tentativi, il gabbiano riesce nel suo impegno e inizia a padroneggiare il volo con il pensiero, ma Chiang gli ribadisce che il suo cammino verso la perfezione non è terminato qui, anzi la strada è ancora lunga perché deve arrivare a comprendere il segreto della bontà e dell’amore.

Quando l’anziano Chiang, grazie alla sua conoscenza, passa ad una dimensione superiore, Jonathan e Sullivan decidono di istruire i nuovi gabbiani verso gli insegnamenti del maestro Chiang. Ma ben presto Jonathan manifesta l’idea di ritornare e di insegnare ciò che ha appreso ai componenti del suo vecchio gruppo, Buonappetito. Qui, incontra un giovane gabbiano appassionato di volo che si chiama Fletcher Lynd, che diventa ben presto il suo primo allievo. Le lezioni di volo di Jonathan a Fletcher non passano inosservate allo stormo e pian piano altri gabbiani si uniscono per apprendere le tecniche di volo e i vari insegnamenti morali che Jonathan impartisce. “Il volo è l’espressione della libertà di ogni gabbiano, per aiutare ognuno di voi a diventare sempre migliore, per aspirare alla perfezione, che consiste nel comprendere il segreto dell’amore e della bontà”: con questa frase Jonathan riesce a fidelizzare la passione dei suoi giovani allievi.

Finale

Un giorno, durante una lezione di volo, Fletcher Lynd, commette un errore e va a sbattere con violenza contro una roccia, rimanendo tramortito. Per il giovane gabbiano, quella è la soglia del passaggio alla dimensione superiore. Jonathan, a quel punto, gli spiega dove si trova e cos’è quel luogo, e pone il giovane gabbiano di fronte a una scelta da compiere: rimanere nella dimensione superiore, imparando nuove tecniche di volo continuando la sua ascesa, o tornare indietro, insegnando ciò che aveva appreso al suo stormo. Fletcher decide di tornare indietro e così rinviene, ritrovandosi nuovamente nel punto esatto dove era svenuto. Da qui la storia si ripete e quando anche Fletcher arriva al livello superiore raggiungendo il suo maestro, Jonathan può finalmente elevarsi al livello supremo e dissolversi. Prima di ciò però Jonathan saluta l’amico, spiegandogli che da qualche altra parte nel mondo, ci sono altri gabbiani che hanno bisogno di lui e dei suoi insegnamenti. Il gabbiano Fletcher, recepito il messaggio, inizia così la ricerca per compiere la sua missione, ovvero quella di istruire gli altri gabbiani alla conoscenza, certo che un giorno potrà rincontrare il suo vecchio amico e mentore Jonathan.

“Il gabbiano Jonathan Livingston” al cinema

All’uscita del libro, il successo dell’opera di Bach fu notevole, ricordato come uno dei maggiori best seller della letteratura internazionale, conosciuto in tutto il mondo. Infatti, dal romanzo è stato tratto un film omonimo nel 1973 dal titolo: “Il gabbiano Jonathan” diretto da Hall Bartlett, con la colonna sonora ad opera di Neil Diamond. Il musicista e compositore svedese Bjorn Ulvaeus, ex componente degli Abba, ha deciso di scrivere una canzone dal titolo “Eagle”, dopo la lettura del romanzo di Bach.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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