Riassunto di “Elias Portolu”, romanzo di Grazia Deledda

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Tra i romanzi di maggiore successo della scrittrice Grazia Deledda, troviamo, Elias Portolu, opera consegnata ai lettori nel 1903. Il romanzo che presenta una trama colma di pathos e ricca di situazioni impreviste, fa rimanere il lettore in un costante stato di suspence e prelude ad un finale mozzafiato.

Elias Portolu Grazia Deledda
Elias Portolu (1903), copertina del romanzo di Grazia Deledda

Nessuno in realtà nemmeno il lettore può prevedere quale sia la decisione più giusta da prendere per il protagonista che si trova in evidente stato di difficoltà ed impotenza di fronte al fato. Il protagonista Elias comunque tocca il cuore, la sensibilità e l’animo del lettore che lo segue nelle sue vicissitudini.

Nel romanzo, Grazia Deledda è influenzata parzialmente da dettami della poetica verista del periodo, lo si nota nella particolare attenzione della scrittrice nei confronti dei costumi e delle geografie tipiche della sua Sardegna. L’autrice utilizza una scrittura con picchi densi di simbolismo in cui si avverte molto più chiaramente l’influenza del Decadentismo.

Grazia Deledda è considerata ancora oggi una delle più grandi scrittrici della letteratura contemporanea , l’unica italiana a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1926, nonostante fosse nata in un’epoca in cui le donne non avevano molto spazio per esprimersi ed erano molto distanti dall’emancipazione. Inoltre la scrittrice ha dovuto superare il contrasto con l’opinione pubblica per i temi da lei trattati: non convenzionali e poco adeguati per una donna di quel tempo.

Foto di Grazia Deledda
Grazia Deledda

La dimensione mitica e favolistica del romanzo è uno dei punti di forza dell’opera della Deledda, insieme alla trama che evidenzia come l’individuo ed in particolare, il protagonista principale “Elias”, sia completamente in balia di un fato che non può assolutamente ne vincere ne cambiare.

Elias è un uomo debole ed indeciso, travolto dagli eventi, dalla gelosia, dalla passione ma soprattutto dal senso di colpa. Il romanzo è ambientato nella Sardegna di inizio novecento, quell’isola di pastori, di grandi spazi silenziosi, di balli di paese, di uomini dalla scorza dura che tanto attrae il lettore e amata dalla scrittrice nativa di quei luoghi. Un’ opera appassionante dove il protagonista è sempre mosso dalla volontà di agire e reagire ottenendo però spesso scarsi risultati a causa del suo essere troppo debole.







La scrittrice paragona la figura dell’uomo a quella delle canne che continuando ad essere mosse dal vento non resistono alle direzioni che il destino gli pone. L’uomo, in balia degli eventi non riesce a sfuggire al destino, ne accetta le conseguenze, continuando a commettere sempre i medesimi errori.

Elias Portolu: riassunto

L’opera si apre con il ritorno del protagonista Elias, secondo dei tre fratelli Portolu di Nuoro nella sua casa , dopo aver scontato una condanna in un carcere del continente. Il romanzo narra la tormentata storia d’amore tra due cognati Maddalena e Elias. Il protagonista si innamora della donna che lo ricambia ma la loro storia avrà un risvolto purtroppo tragico.

Il giovane che ha scontato la pena in carcere a causa di brutte compagnie non riesce nonostante l’esperienza del carcere che l’ha profondamente segnato a non subire l’influsso di influenze esterne. La debolezza del suo carattere lo fa cedere alla passione fatale per la cognata Maddalena. Il protagonista è assalito dal senso di colpa verso il fratello, da una parte non vuole fare del male a chi è sangue dello stesso sangue e non ne vuole impedire il matrimonio, dall’altra non sa come staccarsi da Maddalena.

A causa della donna, Elias arriva perfino al delirio. Il matrimonio tra il fratello e Maddalena avviene ma la situazione precipita poco tempo dopo, quando il fratello di Elias, diventa violento perchè si rende conto che Maddalena non lo ama. Elias cede dunque alla passione fatale per la donna ma provando un terribile rimorso e senso di colpa decide di troncare gli incontri clandestini e prende una decisione drastica per mettere la parola fine a quegli irrefrenabili impulsi. Decide di diventare sacerdote ma senza troppa convinzione fino a che in seguito i suoi sentimenti repressi e mai dimenticati riaffioreranno.

Cerca di purificare la sua anima, ma il male è dentro di lui ed è dovuto alla sua insoddisfazione, al suo carattere irresoluto. Nemmeno l’annuncio della maternità di Maddalena che porta in grembo suo figlio, migliora la situazione di Elias.

Finale

Il fratello Pietro muore, per un’infiammazione ai reni, il bambino nasce ma viene riconosciuto come figlio di Pietro, ormai defunto ed Elias è sul punto di ricevere gli ordini di sacerdote. Decide allora di non tornare da Maddalena e di consacrarsi prete senza però poter affermare di essersi liberato dell’amore terreno per il figlio. Dopo alcuni anni, improvvisamente sopraggiunge la morte del suo figlioletto. Solo dopo tale avvenimento, Elias riscopre se stesso e si libera di un passato fatto di rimorsi e tentazioni, per elevarsi a un amore divino, sacro, l’unico a cui l’uomo dovrebbe fare riferimento.

Figlio mio, piccolo figlio mio” gemette fra sé “tu muori ed io non ti ho amato, ed io, invece di amarti, di curarti, di strapparti alla morte, mi sono perduto in un vano rancore, in una vana gelosia…Ed ora tutto finisce, e non c’è più tempo, non c’è più tempo a nulla…”.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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