L’arte di amare (Fromm): riassunto

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L’arte di amare” è una delle opere più significative realizzate dal filosofo tedesco Erich Fromm e pubblicata nel 1957. In questa sua opera, Fromm descrive le diverse tipologie di amore, mostrando come tale sentimento costituisca in realtà una vera e propria arte, in quanto tale emozione necessita di disciplina, concentrazione, pazienza, supremo interesse e umiltà.

Erich Fromm - L'arte di amare - 1957
Il saggio “L’arte di amare” fu scritto e pubblicato nel 1957 da Erich Fromm, psicoanalista, sociologo e filosofo tedesco

Temi trattati

Tra i principali tipi di amore di cui discute troviamo: amore fraterno, amore tra genitori e figli, amore erotico, amore per sé stessi, amore per Dio. Tutte queste forme di amore descritte da Fromm presentano elementi comuni e devono essere sempre basati sul senso di responsabilità, rispetto e conoscenza per funzionare al meglio. Continuano le delucidazioni da parte dell’autore sul tema amore, che viene dunque indicato come un tentativo di superare quel senso di isolamento che ci attanaglia. Infatti, qualsiasi tentativo d’amare è destinato a fallire se non si cerca di sviluppare più attivamente la propria personalità e, in secondo luogo, la soddisfazione, nell’amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e coraggio.

Erich Fromm fotografia
Una fotografia di Erich Fromm

Amore e sessualità

E’ inoltre errato sostenere che l’amore venga inteso solo come una reciproca soddisfazione sessuale poiché una completa felicità sessuale si raggiunge soltanto quando il sentimento risulta autentico agli occhi di tutti. La concentrazione sulla tecnica sessuale porta all’insoddisfazione e rappresenta una delle ragioni per cui l’amore è diventato così raro nella nostra moderna società capitalistica.

Amore e società moderna

L’autore studia le varie correlazioni tra le relazioni sentimentali e la cosiddetta società moderna. Spesso si parla di una realtà sempre troppo focalizzata sul potere, sul denaro e sull’egoismo, finendo per ridurre ogni relazione sentimentale ad un mero scambio di beni, facendoci dimenticare i veri sentimenti. Fromm poi definisce l’amore come un’arte, in quanto richiede sforzo e saggezza. La maggior parte delle persone cade nell’errore di pensare che ci sia qualcosa da imparare sul sentimento perché in realtà si ritiene che “amore significhi essere amati, anziché amare”. In più esistono forme di pseudo-amore che fanno parte della nostra vita sentimentale.

Amore verso se stessi

Inoltre, Fromm afferma che, per assurdo, prima di essere capaci di amare, dobbiamo imparare a stare bene da soli. L’amore è un trasporto verso un qualsiasi oggetto, compreso se stesso. La Bibbia parla di “amore per se stessi” quando ordina di “amare il prossimo come noi stessi” e lo stesso teologo e religioso tedesco Meister Eckhart parla di amore per se stessi allo stesso modo.







Amore e conoscenza

Tra le altre teorie di Fromm illustrate: solo conoscendo obiettivamente un essere umano, si è in grado di penetrarne l’essenza più profonda nell’atto d’amore. Questa dichiarazione ha un significato molto importante nel ruolo della psicologia nella civiltà occidentale moderna, diventando così un surrogato della conoscenza completa nell’atto d’amore, anziché essere un passo verso di essa. Secondo l’autore, l’amore oggi è paragonato ad un sentimento schiavo delle richieste e dei ritmi della società in cui viviamo, diventando quindi un obiettivo imprescindibile nella vita che porta l’individuo a sposarsi, avere dei figli e ripetere in modo calcolato lo stesso schema di generazione in generazione, formando un’alleanza a due contro il mondo, e questo egoismo a due non può essere lontanamente paragonato né all’amore né all’intimità.

È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza.
Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è una questione di fortuna? Questo volumetto contempla la prima ipotesi, mentre è fuor di dubbio che oggi si creda alla seconda.
La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore.

( Incipit dell’opera )

L’arte di amare

In conclusione, possiamo dire che l’amore non nasce dal bisogno, piuttosto è il bisogno di te che nasce come naturale conseguenza del mio amore per te. L’arte di amare e “amare” non è facile, ecco perché l’autore utilizza la parola arte, perché l’arte, per dirsi tale, richiede le capacità dell’artista, il quale la impiega per operare attivamente e in sostanza “creare”, proprio come si dovrebbe creare nelle relazioni d’amore, senza trovare escamotage alla solitudine o osservando il principio del “do ut des“. “Io ti do quanto tu mi dai”, in beni materiali come in amore, è la prevalente massima etica della società capitalistica.

Il tema centrale dell’opera è l’amore, seppur ne esistono di diverse tipologie: intorno ad esso, gravitano tutti quei pianeti che fanno parte del nostro immancabile universo emotivo. Nella sua opera sono frequenti i richiami alla mitologia greca e perfino all’Antico Testamento. L’autore descrive anche le devianze dell’amore, focalizzandosi sui temi del sadismo e del masochismo e critica fortemente la concezione patriarcale del sesso di Sigmund Freud che vede l’eros come un principio di sintesi e di unificazione, ma si pone su un piano completamente differente rispetto alla sua concezione della libido. In tutti i casi, il tema dell’amore resta un argomento attuale, infatti l’amore è quell’ospite imprevisto al quale nessuno dovrebbe rimanere immune.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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