A ciascuno il suo (Sciascia): riassunto

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Uno dei romanzi gialli più conosciuti dello scrittore Leonardo Sciascia è “A ciascuno il suo”. Il titolo è semplicemente la traduzione dal latino della frase “unicuique suum”, stampata sul retro di una lettera minatoria che fa parte della narrazione e che risulta un elemento rilevante per lo svolgersi della trama.
Questo è il secondo romanzo poliziesco scritto dall’autore dopo “Un caso semplice”. L’opera venne pubblicata per la prima volta dalla casa editrice Einaudi nel 1966.

A ciascuno il suo - 1966 - Leonardo Sciascia
A ciascuno il suo” : pubblicato nel 1966, è uno dei romanzi più celebri dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia

Incipit

La lettera arrivò con la distribuzione del pomeriggio. Il postino posò prima sul banco, come al solito, il fascio versicolore delle stampe pubblicitarie; poi con precauzione, quasi ci fosse il pericolo di vederla esplodere, la lettera: busta gialla, indirizzo a stampa su un rettangolino bianco incollato alla busta.
“Questa lettera non mi piace” disse il postino.
Il farmacista levò gli occhi dal giornale, si tolse gli occhiali; domandò “Che c’è?” seccato e incuriosito.
“Dico che questa lettera non mi piace.” Sul marmo del banco la spinse con l’indice, lentamente, verso il farmacista.
Senza toccarla il farmacista si chinò a guardarla; poi si sollevò, si rimise gli occhiali, tornò a guardarla.
“Perché non ti piace?”

Incipit del libro “A ciascuno il suo”

Analisi e temi trattati

L’autore si ispira a fatti reali come l’assassinio del commissario di sicurezza di Agrigento, Cataldo Tondoj. I temi affrontati dall’autore sono: il potere a cui aspirano e che acceca molti uomini, l’amore, lecito o meno, il dolore e la sofferenza causati dalla morte improvvisa.

Il filo conduttore è quello della mafia che regna sovrana e getta nello sconforto tutti gli abitanti del paese, dinnanzi la quale si sentono impotenti.

La loro vita viene infatti sconvolta da due delitti che non possono e non devono assolutamente passare inosservati. Il teatro della vicenda è come sempre la tanto amata Sicilia, terra nativa dell’autore e della mafia.

Il racconto è ambientato infatti in un piccolo paese di provincia siciliano, ma la scena si sposta anche nella zona circostante e nei boschi che circondano il paese. I fatti narrati si rifanno agli inizi del secolo scorso, ma Sciascia nella sua opera non ci fornisce riferimenti temporali precisi.

Il narratore è esterno e racconta con estrema cura tutti i dettagli sconvolgenti relativi ai due delitti che si compiono nel giro di breve tempo.







Nella prima parte del libro, l’autore mette in risalto la figura del farmacista Manno, minacciato a morte da una lettera minatoria. Dopo l’omicidio del farmacista, invece, l’enfasi ricade sulla controversa figura del professor Laurana che assume una posizione di rilievo all’interno dell’intreccio. Poi altri personaggi rendono la vicenda più complicata, come la vedova Luisa Roscio, l’avvocato Rosello e infine l’arciprete Rosello, zio della vedova e dell’avvocato.

Riassunto

La storia del libro “A ciascuno il suo“, si svolge in una calda estate del 1964: un farmacista di nome Manno riceve una lettera minatoria in cui viene brutalmente minacciato di morte. L’uomo, impaurito, legge la lettera di fronte ai suoi compaesani che lo rassicurano dicendo che si trattava probabilmente solo di un brutto scherzo.

Il maresciallo del paese, invece, preoccupato dell’accaduto, consiglia al farmacista di denunciare il fatto e il professor Laurana, frequentatore della farmacia, inizia a indagare sulla lettera minatoria. Poco dopo, durante una battuta di caccia, il farmacista e il dottor Roscio vengono uccisi senza alcuna traccia che possa far risalire ad un movente o persona. A quel punto, anche la polizia si interessa dell’accaduto.

La pista più accreditata era quella del movente a sfondo passionale, per la presunta relazione di Manno con una frequentatrice della farmacia; ma il professor Laurana, non convinto di questa ipotesi, continua la ricerca della verità. In primo luogo, si focalizza ponendo la sua attenzione sulla parola nel retro della lettera minatoria che era stata recapitata: “unicuique”, composta utilizzando i caratteri di un giornale, “L’Osservatore Romano”, quotidiano che veniva ricevuto solo da due persone in paese: il parroco di Sant’Anna e l’Arciprete. In seconda battuta, il professor Laurana interroga le vedove Manno e Roscio, ma senza i risultati sperati.

In ultimo invece, Laurana scopre che il vero bersaglio in realtà era il dottor Roscio poiché sua moglie, Luisa, aveva instaurato con l’avvocato Rosello, cugino del dottore, una relazione segreta. Il dottor Roscio aveva scoperto la relazione tra i due e aveva dato un ultimatum all’avvocato Rosello che, reagendo all’affronto, lo fa uccidere a sangue freddo da un sicario, ingaggiato da lui per evitare uno scandalo.

Anche la moglie Luisa è complice del duplice delitto. Laurana, anche se è astuto, viene sedotto e ingannato dalla bella Luisa che, in accordo con l’avvocato, vuole liberarsi del professore evitando che testimoni l’accaduto. Ciò che sorprende è che il paese, pur essendo a conoscenza della causa dell’omicidio e dei responsabili, rimane in un atteggiamento omertoso a guardare senza opporsi al sistema che li opprime. Solo il professor Laurana vuole rivelare la verità alla polizia e per questo poi sarà ucciso.

Finale

Infatti, poco tempo dopo, il professore viene trovato morto in una zolfatara abbandonata, sita a pochi chilometri dal paese, cadendo così anche lui vittima della mafia. Rosello e la vedova Roscio coronano il loro sogno d’amore sposandosi. Nel testo, l’autore utilizza la suspense per evidenziare la dura e cruda realtà sociale in cui vivono i vari personaggi del romanzo.

“A ciascuno il suo” al cinema

L’opera di Leonardo Sciascia ottenne un notevole successo di pubblico e di critica, tanto che nel 1967 ne uscì un film omonimo diretto da Elio Petri e sceneggiato insieme con Ugo Pirro. Seguiranno, negli anni, altre pellicole cinematografiche ispirate al romanzo di Sciascia.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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