Ragazza in bianco in un bosco (opera di Vincent van Gogh)

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Nell’estate del 1882, la produzione pittorica di Van Gogh è felicemente ampia e ricca di spunti per i dipinti che in seguito realizzerà. Non è un anno facile per lui: si innamora di una prostituta malata di sifilide, Clasina Maria Hoornik, che Van Gogh cerca di aiutare seguendo i principi evangelici che hanno contraddistinto una parte della sua vita. Artisticamente invece è un anno interessante. Van Gogh si distacca dai precedenti dipinti tuffandosi nel colore, che utilizza con pennellate vigorose e sovrapposte, al fine di condividere con lo spettatore il suo amore e la sua passione per la realtà. Ovviamente, si tratta pur sempre della sua personale interpretazione di ciò che vede e i temi, benché legati ancora alle esperienze della scuola dell’Aja. E cioè rappresentazioni di barche, paesaggi marini, scorci suburbani, vengono comunque ritratti con una nuova sperimentazione tecnica.

Ragazza in bianco in un bosco - Girl in White in the Woods - Van Gogh
Ragazza in bianco in un bosco (Girl in White in the Woods, agosto 1882, Vincent van Gogh) • Otterlo (Olanda), Museo Kröller-Müller

 

Ragazza in bianco in un bosco: analisi del dipinto

Fra i più importanti di questo periodo, spicca, secondo me, “Ragazza in bianco in un bosco“, dipinto da Van Gogh nell’agosto del 1882. Il colore è il tema centrale del dipinto. Il soggetto è una ragazza appoggiata ad un albero mentre tutt’intorno, sparse sul terreno, ci sono le foglie autunnali. Il dipinto è stato realizzato in un tardo pomeriggio, al crepuscolo, sfruttando la luce di quel momento che il pittore scopre essere ancora fortissima.







Van Gogh era intento a dipingere le foglie di faggio intorno ai tronchi, quando si è reso conto che i tronchi degli alberi che erano ben impiantati nel terreno, si confondevano con i colori e le pennellate del suolo. Esse diventavano così un tutt’uno con l’impasto utilizzato per le radici e il fogliame.

Decise allora di premere tutto il tubetto sul disegno dei tronchi e poi di rimodellarlo con il pennello, accentuando i colpi e sovrapponendoli uno sull’altro. In questo modo i tronchi e parte delle loro radici emersero dal terreno.

Inoltre, la consistenza del colore e le ripetute pennellate permisero a Van Gogh di rielaborare la compattezza del terreno e del fogliame. Così da poter rendere perfettamente la pendenza del terreno. Il colore, dunque, diventa il protagonista del dipinto Ragazza in bianco in un bosco. In quest’opera l’immagine della ragazza, osservata da Van Gogh mentre passeggia nel bosco, rende il dipinto meravigliosamente enigmatico.

Esiste anche un altro quadro di Vincent Van Gogh con un titolo simile, anch’esso dipinto nell’agosto del 1882: Ragazza in un bosco (Girl in the Woods) appartenente a una collezione privata.

Ragazza in un bosco - Girl in the Woods - Van Gogh
Ragazza in un bosco (Girl in the Woods, agosto 1882, Vincent Van Gogh) • Collezione privata







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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