Perché si sbadiglia (e perché lo sbadiglio è contagioso)

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Capita a tutti di sbadigliare e rendersi conto che qualcuno lo ha fatto subito dopo di noi: qual è la ragione per cui si sbadiglia, e perché se si vede qualcuno che lo fa vien voglia di rifarlo? Lo sbadiglio è un atto riflesso costituito da una inalazione profonda e da una successiva espirazione.

Perché si sbadiglia
Sbadigliare è contagioso?

Durante lo sbadiglio avvengono alcune contrazioni muscolari che prendono il nome di pandiculazione e che stimolano un conseguente desiderio di stiracchiarsi. Il gesto di sbadigliare spontaneamente lo si trova già nei primi vertebrati, ed anche nei pesci.

Negli animali, come nell’uomo, lo sbadiglio viene associato a sensazioni di fame, noia, stanchezza, stress psico-fisico. Dal punto di vista scientifico non sono ancora chiare le cause che provocano uno sbadiglio. Per capire cosa c’è all’origine di uno sbadiglio dobbiamo porre attenzione al respiro, che è un atto involontario ed automatico del quale ci dimentichiamo spesso.

Se ci facciamo caso, noteremo che questo cambia ritmo e profondità durante la giornata, a seconda di quello che facciamo e delle emozioni che proviamo. Quante volte ci siamo accorti di respirare in modo più concitato e affannoso quando siamo ansiosi o in preda all’agitazione?

Nel caso dello sbadiglio, molti studiosi ritengono che sia dovuto ad un maggiore bisogno di ossigeno da parte dell’organismo per poter restare vigile e svolgere determinate funzioni (come per esempio la digestione).

Gli sbadigli di un neonato
Lo sbadiglio di un bambino neonato

La richiesta di ossigeno ci porta a spalancare la bocca e a compiere un respiro più profondo del solito: di solito lo sbadiglio è più di uno e avviene nei momenti in cui si sta rilassati senza compiere alcuna attività fisica o sforzo. Sbadigliando permettiamo al corpo di scaricare le tensioni accumulate e rilassarsi completamente. Per questo la maggior parte delle persone emette sbadigli mentre è a letto, prima di addormentarsi.

L’atto di sbadigliare in genere è involontario, ma può anche essere indotto o modulato. Lo sbadiglio, oltre ad immettere ossigeno nell’organismo, attiva la circolazione sanguigna e distende la muscolatura. Inoltre questo gesto favorisce lo scambio respiratorio tra l’organismo e l’ambiente circostante. Le cellule vengono stimolate dallo sbadiglio e sono indotte a produrre energia per colmare carenze energetiche durante la giornata.







Ci capita di sbadigliare più spesso quando ci ostiniamo a mantenere viva l’attenzione (durante una lezione o una conferenza): non dobbiamo reprimerci, perché in questo caso lo sbadiglio è utile a ristabilire l’equilibrio energetico. Secondo gli studiosi l’atto di sbadigliare stimola la percezione del piacere e aumenta le capacità percettive, inibendo contemporaneamente le sensazioni fisiche spiacevoli e dolorose.

Lo sbadiglio è contagioso?

Sull’aspetto “virale” dello sbadiglio si sono confrontati moltissimi studiosi, soprattutto italiani. Si è appurato che negli uomini lo sbadiglio è contagioso, è cioè probabile che una persona sbadigli dopo aver visto o sentito un’altra fare la stessa cosa.

Foto di un uomo che sbadiglia alla scrivania, al lavoro
Un uomo che sbadiglia sul posto di lavoro

Ciò che cambia è la frequenza del contagio, che è massima al mattino presto e a sera inoltrata.

Uno studio condotto di recente da Elisa Demuru ed Elisabetta Palagi dell’Università di Pisa sulle scimmie bonomo ha dimostrato che lo sbadiglio è contagioso in particolar modo tra persone collegate da un rapporto empatico, cioè familiari o amici. L’effetto contagio è più intenso quando il primo sbadiglio viene emesso dal più anziano del gruppo.

La stessa cosa succede negli uomini: siamo più portati a sbadigliare quando lo fa per primo un parente o un amico piuttosto stretto. Il significato “sociale” del contagio dello sbadiglio è un argomento ancora poco noto agli studiosi. Si può soltanto ipotizzare che si tratti di un modo per comunicare da parte dei membri di un gruppo sociale, che inconsciamente cercando di coordinare le loro attività anche dal punto di vista emozionale.

Altri studi di tipo clinico hanno evidenziato il legame tra sbadiglio ed empatia. I bambini cominciano a sbadigliare di riflesso verso i 4-5 anni di età, quando sono in grado di riconoscere correttamente le emozioni altrui. Pare, per esempio, che il contagio dello sbadiglio sia del tutto assente o ridotto nei soggetti colpiti da autismo. Controversi sono invece gli studi che ipotizzano la presenza di un contagio tra l’uomo e il cane.

Un cane ed il suo padrone sbadigliano assieme per empatia
Cane e padrone sbadigliano assieme

Secondo alcuni se sbadigliamo in compagnia del nostro amico a quattro zampe, con molta probabilità lui farà lo stesso. Stando alla tesi del contagio legato ai livelli di empatia tra individui, vedere uno sconosciuto che sbadiglia non dovrebbe indurci ad avere il medesimo riflesso.







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Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci

Cristiana Lenoci è laureata in Giurisprudenza e specializzata nel campo della mediazione civile. La sua grande passione è la scrittura. Ha maturato una discreta esperienza sul web e collabora per diversi siti. Ha anche frequentato un Master biennale in Giornalismo presso l'Università di Bari e l'Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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