Il Paradiso: riassunto dei canti dal I al IX

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La cantica del Paradiso fa parte della Divina Commedia scritta da Dante Alighieri dal 1316 in poi. In questo articolo troverete uno schema riassuntivo del Paradiso, dal I al IX capitolo.

Paradiso - Divina Commedia - schema
Lo schema del Paradiso dantesco (Divina Commedia)

Primo canto

Lo spazio verso il Paradiso. I personaggi principali: Dante e Beatrice. Trovandosi immerso in una luce sfolgorante, Dante ne chiede la ragione a Beatrice e viene a sapere, così, d’essere arrivato in Paradiso. Beatrice spiega al poeta l’ordine che regge l’universo: ogni cosa è destinata a un determinato fine e anche l’anima (libera dal peccato) è destinata a salire a Dio.

Secondo canto

Primo cielo: Luna. Nessun incontro con le anime. I personaggi principali: Dante e Beatrice. Sapendo d’essere nel cielo della Luna, Dante chiede a Beatrice l’origine delle macchie che appaiono, dalla Terra, sulla superficie lunare. Beatrice spiega al poeta che le macchie dipendono dalla diversa densità dei corpi stellari.

Terzo canto

Primo cielo: Luna. Le anime: le anime che, contro la loro volontà, dovettero mancare ai voti fatti a Dio. Stato delle anime: le anime appaiono come pallide figure evanescenti. I personaggi principali: Piccarda Donati, sorella di Forese, amico di Dante; l’imperatrice Costanza d’Altavilla. Piccarda Donati racconta a Dante come, fattasi suora, fu costretta a mancare ai voti sacri; gli spiega, poi, perché i beati distribuiti di cielo in cielo (e quindi con diversi gradi di beatitudine, a cominciare dai cieli più bassi), sono lieti della loro sorte e non desiderano essere più vicini a Dio (per avere una maggiore beatitudine). Piccarda parla alla fine di un’anima vicina, Costanza d’Altavilla, che fu tolta dal convento e dovette sposare un figlio di Federico Barbarossa.

Quarto canto

Primo cielo: Luna. Le anime: le anime che, contro la loro volontà, dovettero mancare ai voti fatti a Dio. Stato delle anime: le anime appaiono come pallide figure evanescenti. I personaggi principali: nessun incontro con personaggi particolari. Beatrice spiega a Dante che tutte le anime dei beati hanno sede nell’empireo, ma che gli appariranno distribuiti di cielo in cielo per dargli un segno sensibile del loro diverso grado di beatitudine.







Quinto canto

Secondo cielo: Mercurio. Le anime: le anime che operano il bene per conseguire fama terrena. Stato delle anime: le anime sono racchiuse in una sfera di luce che indica lo splendore della loro beatitudine. I personaggi principali: nessun incontro con personaggi particolari. Beatrice (in relazione alle anime del cielo della Luna) spiega a Dante il significato e l’essenza del voto fatto a Dio. Poi sale con il poeta al secondo cielo: si fanno incontro a Dante moltissime anime, che lo invitano a interrogarle a suo piacere.

Sesto canto

Secondo cielo: Mercurio. Le anime: le anime che operano il bene per conseguire fama terrena. Stato delle anime: le anime sono racchiuse in una sfera di luce che indica lo splendore della loro beatitudine. I personaggi principali: l’imperatore Giustiniano e il provenzale Romeo di Villanova del quale mancano sicure notizie storiche. Parlando con Dante, l’imperatore Giustiniano esalta l’impero romano, facendone la storia; denuncia poi i torti dei guelfi e dei ghibellini che disgregarono l’autorità imperiale, necessaria per pacificare il mondo. Alla fine l’imperatore parla di Romeo di Villanova, padre di quattro figlie divenute tutte regine e pur tuttavia rimasto sempre povero e onesto.

Settimo canto

Secondo cielo: Mercurio. Le anime: le anime che operano il bene per conseguire fama terrena. Stato delle anime: le anime sono racchiuse in una sfera di luce che indica lo splendore della loro beatitudine. I personaggi principali: nessun incontro con personaggi particolari. Beatrice risolve a Dante alcuni dubbi sull’incarnazione e sulla morte di Gesù e sulla possibilità di salvezza dell’anima umana, con l’aiuto della divina Provvidenza.

Ottavo canto

Terzo cielo: Venere. Le anime: gli spiriti amanti, quegli spiriti, cioè, che sulla Terra ebbero forti passioni amorose, sublimate, tuttavia, in amore divino. Stato delle anime: sfere di luce intente a una danza lieta e vivace. I personaggi principali: Carlo Martello, re dei Franchi. Carlo Martello, dopo aver narrato le sue vicende, discute con Dante sulle tendenze dell’animo umano che (determinate dall’influenza dei diversi cieli) non possono essere contrastate. Sono proprio le influenze dei cieli che rendono i figli diversi dai padri e che garantiscono la necessaria varietà dei caratteri e delle funzioni umane.

Nono canto

Terzo cielo: Venere. Le anime: gli spiriti amanti, quegli spiriti, cioè, che sulla Terra ebbero forti passioni amorose, sublimate, tuttavia, in amore divino. Stato delle anime: sfere di luce intente a una danza lieta e vivace. I personaggi principali: Canizza da Romano, sorella di Ezzelino, signore di Padova e Vicenza; Folco da Marsiglia, poeta provenzale; Raab, che aiutò Giosuè nella presa di Gerico. Canizza racconta a Dante le sue vicende e lo stesso fa Falco da Marsiglia, ricordando che la Provvidenza sa spesso trarre il bene dal male. Alla fine, Raab rimprovera i papi di occuparsi troppo dei beni terreni e profetizza che Roma sarà presto liberata dalla sua corruzione.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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