Natura morta con Bibbia (opera di Van Gogh)

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Un celebre quadro del pittore olandese Vincent Van Gogh è “Natura morta con Bibbia”, eseguito nel 1885. Si tratta di un dipinto a olio su tela di misure 65×78 cm, custodito ad Amsterdam al Van Gogh Museum. L’opera fu realizzata durante un soggiorno del pittore a Neunen, località in cui vivevano i suoi genitori, dove trascorse un periodo della sua vita tra il 1883 e il 1885. Il quadro venne dipinto sette mesi dopo l’improvvisa morte del padre.

Van Gogh: Natura morta con Bibbia
Natura morta con Bibbia, celebre quadro di Vincent Van Gogh, datato 1885

Natura morta con Bibbia: il quadro

Nella tela spicca in primo piano una Bibbia aperta, accanto appaiono un candeliere spento e un romanzo di Émile Zola. La Bibbia è volutamente spalancata al capitolo 55 del Libro di Isaia, ovvero l’ode più nominata tra quelle dette del “Servo di Dio”, dove si menziona l’arrivo del servo di Dio che gli uomini disprezzeranno. Il candeliere spento appartenuto al padre è invece il simbolo della precarietà della nostra esistenza e della sfiducia nei confronti della religione da parte dell’autore, che aveva trovato sostegno in essa negli anni precedenti. Gli oggetti del dipinto presentano un chiaro collegamento con la tradizione iconografica della “vanitas” e del Seicento olandese.







Natura morta con Bibbia, dettaglio: "La Joie de vivre" (opera di Emile Zola)
Il dettaglio con “La Joie de vivre”, di Emile Zola

L’artista sintetizza il rapporto con il genitore contrapponendo da una parte la Bibbia, emblema della cultura religiosa, con “La Joie de vivre” di Émile Zola. Infatti, in primo piano è rappresentata l’opera del celebre scrittore francese, uno tra gli autori preferiti da Van Gogh. L’attenzione si sofferma sulla copertina gialla del romanzo, questo segna quella tensione ideologica e religiosa presente tra l’autore e suo padre, che invece odiava Zola e i naturalisti francesi poiché gli sembravano degli “immorali” e polemizzava sulla loro pittura tonale.

Van Gogh infrange gli schemi che la tradizione storico-artistica di quel periodo impongono, ricorrendo al simbolismo personale che lo porta a una minuziosa ricostruzione della sua identità. Grazie alla sua tecnica pittorica perfezionata negli anni e a un diverso utilizzo del colore, crea dunque una serie di opposizioni tra grande e piccolo, aperto e chiuso, monocromo e colorato che emergono anche in questa sua tela.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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