Men in Black 3 – Recensione, trama e trailer

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Men in Black III è uscito nelle sale italiane il 25 maggio del 2012. Terzo film della saga dei Men in Black vede come protagonisti Will Smith nella parte dell’Agente J e Tommy Lee Jones nella parte dell’Agente K. Il tema principale del film è il viaggio nel tempo e le sue paradossali conseguenze. Il film è ben sceneggiato e regala un cortocircuito spazio temporale che non sempre convince ma che non delude gli appassionati del genere e i fan dei Men in Black.

Locandina e poster di "Men in Black 3"
Locandina e poster di "Men in Black 3"

Il gioco del paradosso temporale è un ingrediente che i film di fantascienza hanno utilizzato in più occasioni. Non sempre è un espediente che funziona ma quando la trama si incastra bene nel gioco della narrazione allora ci si diverte. Men in Black III, grazie ad un buon team di sceneggiatori, utilizza il viaggio nel tempo e il paradosso di due periodi storici che si intersecano per raccontare una storia di amicizia fra inseguimenti, alieni e scoperte inaspettate.

Trailer di Men in Black III

Trama completa del film

Boris è un alieno orrendo nascosto da un corpo umano altrettanto brutto. E’ rinchiuso in una prigione sulla Luna. E’ stato arrestato nel 1969 dall’Agente K il quale in uno scontro gli ha disintegrato un braccio.







Il film si apre con J e K che investigano sulla caduta di un astronave a New York, ma la loro discussione è incentrata sul fatto che K è sempre più lugubre e inespressivo e J vuole capire perché si comporta così.  Mentre investigano sulla navicella finiscono in un ristorante cinese dove un gruppo di alieni li attacca. Lo scontro a fuoco si conclude a favore dei due agenti ma K capisce che Boris è scappato dalla prigione e che deve essere ripreso al più presto. Tuttavia Boris riesce, grazie ad un apparecchio altamente tecnologico a tornare indietro nel tempo, al 1969 quando fu arrestato da K e ad ucciderlo facendolo scomparire l’Agente dei Man in Black dal presente.

L'agente J (Will Smith) in una scena di "Men in Black 3"
L'agente J (Will Smith) in una scena di "Men in Black 3"

J non vedendo più K e osservando la sua realtà cambiare cerca di scoprire cosa gli è accaduto e aiutato dall’Agente O che dirige l’ufficio dei Men in Black capisce che deve tornare anche lui nel 1969 per impedire l’uccisione del suo amico. Una volta effettuato il viaggio nel tempo trova un K giovane e più loquace con il quale intrattiene un rapporto professionale e amichevole. Insieme, dopo che J ha spiegato al suo giovane amico perché si trova lì, cercano di rintracciare i due Boris: quello che è tornato indietro nel tempo e quello giovane che K aveva arrestato ma che in quel frangente temporale non ha ancora catturato. Nel cercarlo vengono aiutati da un alieno che riesce a vedere su piani diversi i vari futuri che si intersecano fra loro, riuscendo a volte ad intuire i successivi accadimenti. L’alieno si chiama Griffin e ha con se un dispositivo spaziale che permetterebbe alla terra di costruire un sistema difensivo che la proteggerà da un futuro attacco del popolo di Boris.

Una scena di "Men in Black 3"
Una scena di "Men in Black 3"

Griffin dà il dispositivo a J e K e li convince a metterlo sul razzo spaziale Apollo 11 che partirà da lì a poco per andare sulla luna. I tre si dirigono a Cape Canaveral da cui deve partire la missione perla Luna. Lìvengono arrestati da un colonnello di colore che gli impedisce l’accesso alla rampa di lancio. Ma Griffin lo convince a lasciarli passare. Anche Boris si trova lì, anzi i due Boris, e ingaggiano un combattimento con i Man in Black. Il giovane K combatte con il giovane Boris e gli disintegra un braccio usando una tubatura che contiene azoto liquido mentre K riesce a buttare giù da una delle rampe del razzo, il Boris più vecchio uccidendolo.

Il razzo decolla e il dispositivo si aziona nello spazio costruendo un sistema difensivo impenetrabile intorno alla Terra. I due agenti si allontanano dalla zona di lancio e si separano. Ma mentre K insieme al colonnello, che li aveva fatti passare, osserva  la partenza dell’Apollo 11 il giovane Boris esce da un passaggio segreto e uccide il colonnello; K, invece, si salva e disintegra l’alieno. J assiste alla scena da lontano e vede un bambino uscire dalla macchina del colonnello in cerca del papà. Il bimbo si avvicina a K e gli mostra un orologio, lo stesso che J ha sempre avuto con sé in ricordo del padre. A questo punto tutto diventa chiaro, J capisce che K lo aveva adottato perché il padre, il colonnello dell’esercito morto per colpa di Boris, gli aveva salvato la vita mettendosi fra lui e l’alieno. Tornato avanti nel tempo J ritrova il vecchio K e la loro amicizia acquisisce un significato ancora più forte.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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