Mata Mua, quadro famoso di Gauguin

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Dipinto nel 1892, Mata Mua è un’opera dell’artista francese Paul Gauguin. Si tratta di un olio su tela che misura 91 x 69 cm ed attualmente è esposto al museo Thyssen-Bornemisza. Nelle sue lettere Gauguin racconta di aver trovato una valle all’interno della quale viveva un popolo primitivo che aveva sviluppato un equilibrio straordinario con la natura. Questo popolo svolgeva dei riti pagani. Nel ritratto infatti viene rappresentata la celebrazione della dea Hina, divinità della luna.

Mata Mua, quadro famoso di Gauguin
Paul Gauguin, Mata Mua (1892). Un dettaglio del quadro

Alla fine dell’800 la civiltà occidentale iniziava a confrontarsi con cambiamenti epocali. Il novecento si apriva verso grandi scoperte e terribili tragedie. Gli artisti avrebbero ricoperto un ruolo importante ma molti di loro sentivano stretta e soffocante la realtà da cui provenivano e guardavano con interesse alle nuove esplorazioni e alla scoperta di terre lontane da cui trarre nuove ispirazioni. Lo scopo per molti di loro era quello di trovare dei contesti primitivi, in cui fosse possibile riprodurre immagini, colori e soggetti che esprimessero un mondo innocente e incontaminato. Fra questi artisti c’era anche Paul Gauguin, che aveva deciso di lasciare Parigi alla volta della Polinesia, proprio per trovare qualcosa che gli avrebbe permesso di scoprire e approfondire immagini e contesti di un mondo primigenio.







Nel 1891 approdò in Polinesia ma rimase deluso della capitale Papeete e quindi decise di proseguire per Tahiti. Lì sperava di trovare un equilibri fra natura ed esseri umani, senza alcuna mediazione del progresso. Trovò quello che cercava e lo riprodusse in diverse opere. Mata Mua è una di queste.

Mata Mua (1892) quadro di Paul Gauguin
Mata Mua. L’immagine intera del dipinto.

Analisi di Mata Mua

L’ambientazione del dipinto si sviluppa in un’atmosfera idilliaca, in cui la sacralità della cerimonia viene tratteggiata in modo semplice, affinché lo spettatore possa cogliere tutta lo splendore del rito. Osservando il dipinto si può notare una donna che suona il flauto, mentre altre donne, poco distanti, ballano muovendosi attorno alla statua della dea.

Attorno ammiriamo la natura con il suo splendore di colori caraibici. In Mata Mua c’è una ricostruzione molto accurata, ricca di dettagli e che restituisce allo spettatore una sorta di fotografia di un rito destinato a scomparire. Vi è una similitudine fra le stampe cinesi e questo quadro, non solo nell’uso dei colori ma anche per alcuni disegni, come quello dell’albero posto al centro dell’opera. Mata Mua non è il dipinto più famoso e importante di Gauguin ma è significativo di un periodo della sua produzione artistica che avrebbe portato ad una svolta nel percorso estetico del pittore.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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