La bevitrice: Suzanne Valadon dipinta da Henri de Toulouse-Lautrec

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Nel 1889 il pittore Henri de Toulouse-Lautrec ha venticinque anni, vive in un ambiente che non ama, non ha particolari protezioni o sicurezze, malgrado il suo titolo nobiliare, e da quattro anni frequenta Parigi. Il suo modo di vivere sconvolge alcuni membri della sua famiglia, ma lui è convinto del suo talento e delle sue infinite capacità.

La bevitrice - Suzanne Valadon - Hangover - The Drinker - Toulouse Lautrec
Suzanne Valadon ritratta da Henri de Toulouse-Lautrec. Titolo dell’opera: La bevitrice (Hangover: The Drinker) • Olio e gesso su tela, 47 x 56 cm • Fogg Art Museum, Harvard University, Cambridge

Tuttavia ciò che più gli interessa sono i tipi umani che popolano la città di notte. L’artista li sta conoscendo grazie alle sue continue frequentazioni di locali notturni e postriboli. Queste frequentazioni lo porteranno a creare una pittura sempre più legata al reale.

Tuttavia è ancora in una fase di cambiamento. Infatti è da pochi anni, più precisamente nel 1895, che in un impeto di libertà decide di lasciare la casa paterna per dirigersi verso un’esistenza che vuole consacrare all’arte. I primi tempi non sono facili, tanto che con amici e parenti Lautrec manifesta in più occasioni il suo disagio per una vita di privazioni e di frequentazioni complicate.







In fondo non gli piace condurre una vita da bohemien. E d’altra parte la Parigi di fine ‘800 non è un elegante palazzo nobiliare, dove il piccolo Lautrec giocava felice e protetto, ma è invece una città meravigliosa piena di vita, anche trasformata da miseria e squallore.

Comunque Lautrec riesce a crearsi un circolo di amicizie che lo proteggono e lo aiutano ad affrontare la sua nuova vita di artista. Fra queste c’è anche la modella Marie-Clémentine Valade, conosciuta come Suzanne Valadon, la quale aveva già posato per Renoir e Degas. Anche Toulouse-Lautrec stabilisce con Marie un rapporto particolare e la impiega come modella di diversi tipi e personaggi.

La bevitrice, il quadro

Fra questi interpreta con una certa capacità espressiva, La bevitrice. Il dipinto viene realizzato nel 1889. La bevitrice mostra tutti i disagi sociali della società moderna. Lo sguardo perso nel vuoto, l’atteggiamento scomposto e abbandonato a se stesso erano la dimostrazione, per i canoni dell’epoca, di una persona misera che appartiene alla classe popolare.

Toulouse-Lautrec possiede bene la tecnica per mostrare ciò che intende rappresentare. Uno sguardo depravato, sconvolto, torvo e allo stesso tempo disperato. Per cogliere i dettagli distintivi dell’espressione e rappresentare in modo conciso e unico il profilo della donna, Lautrec analizza e studia le fotografie che lui e i suoi amici si divertono a scattare su soggetti simili. Da qui nascono diversi esempi: il quadro qui analizzato, La bevitrice, è uno dei più alti. Il dipinto venne esposto presso il locale Le Mirliton, il cabaret che Aristide Bruant aveva aperto da poco a Montmartre.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall'inglese e dal catalano.

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