Intervista a Michel Telò

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Aj, chce cie zlapac”: riconosci queste parole? E la traduzione in polacco di “Ai se eu te pego“, una delle tante canzoni che hanno invaso Internet nel periodo che va dalla fine del 2011 all’inizio del 2012, grazie alla voce e al talento di Michel Telò.

Solo pochi mesi prima, dopo l’estate del 2011, Telò smise di essere uno dei tanti artisti locali brasiliani, per diventare un artista di livello mondiale, grazie ad “Ai Se Eu Te Pego”, una tra le più scaricate a livello mondiale su iTunes e la più vista su YouTube. Qui di seguito potete vedere il video ufficiale del brano:

Dopo aver superato persino Adele e i Coldplay per numero di dowloads, Michel Telò si è sentito obbligato ad organizzare, in fretta e furia, una tournée fuori dai confini brasiliani. Nemmeno lo stesso Michel sa prevedere cosa succederà alla sua carriera; in questo momento è la vita ha condurlo, invece di essere lui a condurre la sua vita.

Ma chi è questo re mida, che trasforma una semplice canzone in una hit mondiale?

Sono un tipo che ha lottato molto per arrivare fino a qua. Suono alle feste da quando ho dodici anni. Durante la mia adolescenza, finivo la scuola il venerdi, prendevo un bus da solo e facevo venti ore di viaggio da solo per poter andare a suonare in tutto il Brasile.”







Come si ricorda il paranaense di 30 anni, che da quando ha vinto il primo concorso canoro durante l’infanzia, ha sempre contato sull’appoggio del papà, Aldo Telò:

Mio papa è super! Ha sempre creduto in me. Ha finanziato il mio primo disco, ha costruito uno studio per me,… ma chiaramente nulla era gratuito. Ho dovuto suonare durante tante campagne politiche durante la mia vita, per ripagare a poco a poco mio padre.”

Michel Telò
Michel Telò

Tutto questo accadeva durante il periodo in cui la famiglia Telò era in condizioni più agiate.

Quando sono nato, vivevamo in una casetta in legno e non aveva bagno. Tre anni più tardi, mio padre ha deciso di lasciare Medianeira (PR) per trasferirsi a Campo Grande (MS), alla ricerca di maggiore fortuna. Abbiamo aperto un panificio, che ha permesso di portare qualche soldo in più in casa” – spiega il più giovane dei tre figli di Aldo.

Il panificio si trovava nel cortile di casa, è stato lì ho dato il mio primo bacio all’età di otto anni, a Marcia, figlia di una coppia di dipendenti. Trascorrevo molto tempo all’interno del panificio, così aveva addirittura una pizza con il mio nome, “Michel Pizza”, guarnita con mais, piselli, e molto altro“.

Dua anni fa arriva la svolta, iniziando la sua carriera solista dopo aver lasciato il gruppo folcloristico Tradição,. Dopo il primo successo “Fugidinha” è arrivata la popolarità. Ma per Michel non è stato difficile mantenere la modestia che lo contraddistingueva – “Sono stato per anni messo all’angolo, sai? Per avere una ragazza ho fatto molta fatica, e ho avuto grandi sofferenze”.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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comunque sia questi fenomeni stagionali fanno bene al mercato della musica che diventa più movimentato e che avvicina il pubblico più distratto. poi il video originale è un proprio un bel vedere oltre che ben realizzato, altro che le cover dei soliti quattro scalzacani italiani.