Il tamburo di latta, libro di Günter Grass (riassunto)

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Il tamburo di latta” è uno dei romanzi più importanti scritto da Günter Grass. L’opera è stata pubblicata nel 1959 ed è il primo scritto realizzato dallo scrittore Premio Nobel Gunter Grass, facente parte della Trilogia “I Danzica” che comprende altre due opere: “Gatto e Topo” (Katz und Maus, 1961) e “Anni di Cani” (Hundejahre, 1963).

Il tamburo di latta - Libro - Riassunto
Il tamburo di latta (copertina del libro)

Nel romanzo “Il tamburo di latta“, lo scrittore descrive le vicende della Germania del primo 1900 e dei personaggi che vivono in quel periodo, caratterizzato dalla guerra e dalla miseria, arrivando a narrare le vicende che portano al conseguente crollo della Germania stessa.

Il tamburo di latta: riassunto

Il libro narra la storia di vita del nano Oskar Matzerath che, arrivato a raggiungere i trent’anni, vive la sua vita in manicomio, nel suo letto di metallo, sotto gli occhi e la sorveglianza vigile di un infermiere. Oskar Matzerath è affetto da una malattia che non gli permette di crescere di statura, ma è dotato di una capacità ritmica che gli fa amare il tamburo, suo strumento preferito e di una voce capace di esaltarne la sua potenza, fino a riuscire ad infrangere i vetri con i suoi acuti.

La sua vita in manicomio procede, come comprensibile, in maniera monotona e, per ingannare questo stato d’animo, decide di iniziare a raccontare tutta la storia della sua vita e della sua famiglia, partendo dal principio, descrivendo le sue prime conoscenze e le sue prime sensazioni provate nei confronti del mondo; in pratica, tutta la sua storia famigliare nella Germania del primo 1900.

Sono internato in un asilo psichiatrico, certo, e un guardiano mi sorveglia. Nella porta c’è uno spioncino e lui non mi perde mai di vista. (INCIPIT)

Prima parte

Inizia ricordando l’amata nonna, Anna Bronski, che si innamora perdutamente di un incendiario ricercato dalla polizia che si chiama Joseph Koljaiczek. Dalla loro unione nasce Agnes Koljaiczek, futura madre di Oskar, ma la serenità della coppia dura poco e termina quando Joseph viene riconosciuto dalla polizia e per scappare tenta la fuga tuffandosi nelle acque di un fiume senza ricomparire mai più. A quel punto la donna, rimasta sola, decide di sposare Gregor Koljaiczek, fratello del defunto, violento e alcolizzato, ma l’uomo muore poco tempo dopo a causa della febbre spagnola.







Seconda parte

Poi Oskar continua il racconto, spiegando le vicende accadute a sua madre Agnes che decide di sposarsi, solo ed esclusivamente per convenienza, con un uomo originario della Renania, di nome Alfred Matzerath, conosciuto nell’estate del 1918 nell’ospedale di Sibernammue, ma mantiene la relazione con un cugino di cui è innamorata, Jan Bronski, continuando a vedersi di nascosto e dichiarando il suo amore ai quattro venti, senza temere le dicerie della gente. Oskar racconta poi il momento della sua nascita, la cui paternità ufficiale è attribuita ad Alfred, nonostante il padre naturale sia molto presumibilmente Jan.

Terza parte

Oskar cresce apparentemente in un clima tranquillo e, il giorno del suo terzo compleanno, riceve in dono dalla madre un “compagno” che diventerà inseparabile per la sua esistenza, ovvero un tamburo di latta rosso e bianco che scandisce le ore liete ma anche quelle tragiche della sua vita. Da quel momento, Oskar decide di smettere di crescere, per protestare contro il mondo degli adulti, provando ripugnanza per tutto ciò che lo circonda, che non lo rappresenta. Il suo aspetto esteriore riproduce la verità squallida di un mondo, a sua detta, definito miserabile. L’uomo si ferma nel crescere fisicamente ma non psicologicamente, comprendendo e analizzando tutto ciò che la vita gli riserva.

Quarta parte

Oskar, crescendo, si accorge dell’indifferenza degli altri tranne solo per la considerazione che gli viene prestata dalla moglie del pasticciere del paese, Gretchen Scheffler, che si preoccupa della sua educazione e della sua crescita interiore, mentre i suoi famigliari continuano a non curarsi delle necessità del ragazzo. Altro episodio cruciale della sua vita è la morte di sua madre Agnes che, preoccupata dall’idea di poter concepire un altro bambino menomato, capendo di essere incinta, decide di farla finita avvelenandosi con del cibo avariato. Oskar, come prevedibile, rimarrà perennemente e profondamente segnato da questo episodio.

Quinta parte

Un incontro importante, nel proseguo del racconto della vita di Oskar, è la conoscenza di una donna che si chiama Maria che diviene ben presto l’amante dell’uomo. Maria rallegra in modo apparente le giornate di Oskar, poiché la donna intrattiene anche una relazione con il padre Alfred del quale diviene la seconda moglie. Poco tempo dopo, rimane incinta e partorisce un figlio, la cui paternità ufficiale è ancora una volta attribuita a Alfred, ma probabilmente il figlio è del giovane Oskar. A queste storie, si uniscono le tristi vicende delle Grandi Guerre, nel periodo compreso tra la fine della Prima Guerra Mondiale e la fine della Seconda Guerra Mondiale a Danzica e la morte dei due presunti padri, delle quali Oskar si sente indirettamente responsabile.

Finale

In ultimo, nel romanzo “Il tamburo di latta”, viene descritta in modo minuzioso la scena della sua ultima trasformazione. Oskar cade accidentalmente nella fossa in cui era stato precedentemente sotterrato il padre putativo e da lì sembra inizialmente crescere di statura, ma in realtà aumenta solo di pochi centimetri e acquisisce solo una terribile gobba.

Questo fatto mette in luce la volontà del protagonista, che non vuole essere considerato più un bambino, oltre che psicologicamente, anche dal punto di vista fisico. L’uomo però, crescendo, perde la capacità di infrangere i vetri con l’uso della voce e capisce che è ora di seppellire addirittura il suo tanto amato tamburo di latta, compagno di vita per lungo tempo.

Günter Grass
Günter Grass, premio Nobel per la Letteratura nel 1999

Commento all’opera

Il libro di Gunter Grass è considerato un vero e proprio capolavoro della letteratura tedesca ed ottiene un notevole successo in termini di critica e di lettori. Dal libro, viene realizzato nel 1979 un adattamento cinematografico con la regia di Volker Schlondorff, vincendo la Palma d’Oro come miglior film al 32º Festival di Cannes. Il libro fu tradotto e pubblicato da Feltrinelli nel 1962 (Il tamburo di latta) e successivamente negli Stati Uniti nel 1963 dalla Pantheon Books (The Tin Drum).







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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