Lo hobbit: La desolazione di Smaug

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Lo hobbit – La desolazione di Smaug” è il secondo film della trilogia de “Lo Hobbit”, segue il primo film “Un viaggio inaspettato” e precede il terzo capitolo “La battaglia delle cinque armate“. Girato da Peter Jackson, lo stesso regista della trilogia del Signore degli Anelli, il film “La desolazione di Smaug” è uscito in Italia nel dicembre del 2013. Come gli altri film della trilogia citati, è tratto dal libro “Lo Hobbit” di J.R.R. Tolkien.

Lo Hobbit: La desolazione di Smaug (2013)
Lo Hobbit: La desolazione di Smaug (poster del film)

Trama del film

La pellicola prende il via con l’arrivo di Thorin Scudodiquercia al villaggio di Brea: egli vuole conoscere la verità relativa alla scomparsa del padre Thràin. Avvicinato da Gandalf il Grigio, viene convinto a liberare il reame di Erebor dal drago Smaug.

In seguito, Thorin scopre che sulla sua testa pende una taglia; decide, in ogni caso, di radunare i suoi parenti nani e andare a liberare Erebor. Alla comitiva si aggiunge anche Bilbo Baggins, Hobbit che ha il compito di recuperare l’Arkengemma, tramite la quale i sette regni dei nani possono essere riuniti e si può combattere Smaug.

Un anno dopo, i tredici nani, insieme con Gandalf e Bilbo, stanno tentando di scappare da Azog e dai suoi orchi. Sul punto di essere scoperti, si rifugiano nella casa del muta-pelle Beorn. Questi, tuttavia, si rivela pericoloso sotto forma di orso e si mette all’inseguimento della compagnia. Tornato uomo, decide di aiutare i nani, regalando un pony a ognuno di loro, visto che odia gli orchi. Il gruppo quindi arriva vicino a Bosco Atro, dove Gandalf abbandona la compagnia per recarsi sulla Montagna Solitaria.

Bosco Atro, dove Bilbo e i nani si stanno avventurando, è però un luogo corrotto dal male: confonde, infatti, la compagnia, che viene poi imprigionata da alcuni ragni giganti. Bilbo riesce a scampare il pericolo grazie all’Unico Anello, che lo rende invisibile: è proprio in questa occasione, però, che egli si accorge del potere negativo dell’oggetto.

I nani vengono infine salvati dal principe di Bosco Atro, Legolas (personaggio che ritroveremo protagonista nella trilogia del Signore degli Anelli), alla guida di una squadra di elfi silvani, che però catturano il gruppo e lo imprigionano nel Reame Boscoso.

Trailer

Nel corso della prigionia, Kili, uno dei nani, stringe amicizia con l’elfa Tauriel, con la quale condivide la spensieratezza. Il gruppo, quindi, viene liberato da Bilbo, riuscito a rubare le chiavi delle celle. La fuga, però, viene complicata dall’arrivo degli orchi di Bolg: la compagnia dopo un inseguimento prolungato abbandona il Reame Boscoso, ma Kili viene ferito da una freccia avvelenata.

La comitiva, con l’aiuto del contrabbandiere Bard, giunge quindi a Pontelagolungo, mentre Gandalf arriva presso le tombe dei Nove Nazgul, i quali però sono stati convocati a Dol Guldur. Anche Gandalf, pertanto, si reca a Dol Goldur.







Bilbo e i nani, nel frattempo, vengono portati da Bard a Esgaroth, città oppressa da un crudele governatore che odia lo stesso Bard. Quest’ultimo, tra l’altro, è il discendente di Girion, che – secondo la leggenda – tentò di uccidere il drago Smaug con alcune frecce nere, che scalfirono la sua corazza rendendolo attaccabile.

I nani, in seguito, scappano, e vanno all’armeria per rubare delle armi. Durante la fuga, Kili cade dalle scale e si fa scoprire dalle guardie del Governatore: tutto il gruppo viene catturato. Thorin tenta di persuadere il governatore a lasciarli andare spiegando di essere il legittimo re; Bard, tuttavia, si oppone, invitando i suoi concittadini a non credere a Thorin, sostenendo che in caso contrario la città verrà colpita dal fuoco del drago.

Il governatore, in ogni caso, si fida di Thorin, allettato dalla sua promessa di ricchezze, e permette a lui e ai suoi compagni di raggiungere la montagna. Intanto, Tauriel – pensierosa per il destino di Kili – lascia il Reame Boscoso, inseguita da Legolas, innamorato di lei e geloso della situazione. Mentre Gandalf arriva a Dol Goldur e suggerisce a Radagast di far sapere a Galadriel dello scontro imminente con il Negromante, Kili a Pontelagolungo soffre, e viene accudito da Fili, Bofur e Oin.

Gandalf scopre che la fortezza non è mai stata abbandonata, e anzi vi vivono migliaia di orchi; si scontra quindi con il Negromante, che si rivela essere Sauron, l’Oscuro Signore di Mordor, a lungo esiliato e ora tornato nella Terra di Mezzo. Sauron sconfigge Gandalf e distrugge il suo bastone, prima di farlo prigioniero.

Frattanto, Thorin, Bilbo e gli altri nani giungono sulla montagna e riescono a penetrarvi per merito della chiave che Gandalf aveva ricevuto da Thàin. Thorin dice a Bilbo di andare in cerca dell’Arkengemma, ma lo Hobbit viene scoperto dal drago Smaug.

L'occhio del drago Smaug
L’occhio del drago Smaug

Dopo un dialogo con l’essere mostruoso, Bilbo cerca un riparo. Thorin e i compagni accorrono in suo soccorso, mentre l’ira del drago si avverte fino a Pontelagolungo: Bard decide di andare a battersi con lui, ma viene imprigionato dal governatore con l’aiuto del servo Alfrid. Gli orchi, nel frattempo, arrivano a Esgaroth intenzionati a eliminare i nani, ma vengono scoperti e fatti fuori da Tauriel e Legolas.

Kili viene curato con un’erba particolare da Tauriel, mentre a Erebor Bilbo tenta di attivare le vecchie fornaci per far sì che Smaug venga sommerso da oro bollente. Il drago, tuttavia, rimane indenne e sceglie di vendicarsi sui cittadini di Pontelagolungo. Si mette, dunque, in volo verso la città, nonostante i tentativi di Bilbo di dissuaderlo.

Il film termina con Smaug che, più che mai minaccioso, pronuncia la frase: “Io sono fuoco. Io sono morte“.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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