La Sagrestia Nuova e le tombe medicee: sculture di Michelangelo

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Alla morte di Giulio II, nel 1513, viene eletto papa, col nome di Leone X, Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. Egli, che dal padre ha ereditato l’inclinazione per le arti e l’intuito nella scelta degli artisti, rivolge la sua attenzione al completamento di quelle opere fiorentine iniziate per volontà del padre o del bisnonno Cosimo e, per varie ragioni, rimaste interrotte.

Sagrestia nuova - scultura di Michelangelo
Dettaglio di una delle sculture di Michelangelo, presenti nella Sagrestia nuova a Firenze (Basilica di San Lorenzo, 1525 circa)

Tra queste c’è la Basilica di San Lorenzo, progettata dal Brunelleschi, costruita in gran parte dopo la morte dell’architetto e rimasta senza facciata. Così del problema si occupa Michelangelo che, nel 1518, firma il contratto per la realizzazione della facciata, dopo essere giunto, con successivi studi, all’elaborazione del progetto definitivo, purtroppo mai eseguito, forse perché troppo complesso.

Se nel 1520 il contratto per la facciata di San Lorenzo veniva sciolto, subito dopo l’artista attende alla creazione di una cappella annessa alla stessa Basilica, voluta anche questa da papa Leone X, per accogliere le tombe del fratello Giuliano duca di Nemours, del nipote Lorenzo duca d’Urbino, del padre Lorenzo il Magnifico e dello zio Giuliano.

La cappella sorse accanto al transetto destro, di fronte e in corrispondenza esatta della Sagrestia di Brunelleschi, completando armonicamente la pianta della chiesa, e quindi di misure e forme identiche, fu detta per questo motivo Sagrestia Nuova.







Michelangelo: Sagrestia nuova. San Lorenzo (Firenze)
Firenze, Basilica di San Lorenzo: la “Sagrestia nuova”, di Michelangelo Buonarroti

La Sagrestia Nuova rispecchia, nell’interno, alcune caratteristiche brunelleschiane: strutture architettoniche in pietra contro il fondo chiaro. Ma le analogie sono solo apparenti. Mentre in Brunelleschi la pietra “serena” ha la funzione di definire geometricamente la forma e lo spazio mediante la prospettiva lineare, in Michelangelo il grigio della pietra determina il risalto contro il piano d’appoggio. Lo spazio è diviso orizzontalmente da cornici in vani sovrapposti, il superiore dei quali ha finestre più strette in alto che alla base per ottenere maggiore senso verticalistico.

Anche le pareti, invece che superfici neutre di materiale volutamente povero come in Brunelleschi, sono mosse, e le inferiori sono costruite da materiale nobile e duraturo, il marmo di Carrara, prediletto da Michelangelo. La scultura non è subordinata all’architettura: vive autonomamente. Partito da un progetto con tombe parietali, dopo un nuovo progetto in cui le tombe erano poste in un’edicola centrale a quattro facciate, Michelangelo torna alla prima soluzione. I sepolcri, infatti, sono costituiti da sarcofagi, sui cui coperchi arcuati in curva “catenaria” giacciono figure nude semisdraiate, mentre le statue dei defunti seduti sono parzialmente contenute entro nicchie sovrastanti.

I sepolcri che hanno questa forma sono due: quelli dedicati a Giuliano duca di Nemours e a Lorenzo duca d’Urbino. Mentre il monumento di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano non è stato realizzato.

Michelangelo: tomba per Giuliano duca di Nemours
Firenze: tomba di Giuliano duca di Nemours. Scultura di Michelangelo

Questi ultimi, infatti, sono dovuti agli scultori Fra’ Giovanni Angelo Montòrsoli e Raffaele da Montelupo. Ma il gruppo divino è fra le opere più belle di Michelangelo, che riprende il tema già trattato in gioventù, accentuando però il rapporto madre-figlio in un moto “a serpentina” che li unisce completamente: un essere nuovo nasce da un altro essere, anzi ne trae ancora nutrimento ricevendo la vita attraverso il latte.

Scultura di Michelangelo: Lorenzo duca Urbino, tomba
Firenze: tomba di Lorenzo duca Urbino. Scultura di Michelangelo

Michelangelo esprime il dolore universale. Non c’è esasperazione drammatica, ma cognizione dell’ineluttabile condanna dell’uomo. Sul sarcofago di Lorenzo giacciono L’Aurora e il Crepuscolo, su quello di Giuliano il Giorno e la Notte, col significato simbolico, comune all’arte cristiana, della caducità della vita umana e del suo rapido declino verso la morte.







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Serena Marotta

Serena Marotta

Laureata in giornalismo, nata il 25 marzo 1976, Serena Marotta è anche scrittrice e poetessa. In passato ha collaborato con il "Giornale di Sicilia" e con "La Repubblica" e, attualmente, scrive articoli per il giornale "L'ora" e per questo sito, cura l'ufficio stampa della casa editrice Torri del Vento, del Caffè letterario Riso e dell'associazione Siciliae Mundi. Queste sono in sintesi, le notizie di base per redigere una qualunque biografia. Quello che non può essere né schematizzato né semplicemente elencato, è in primo luogo la passione che riversa in tutto ciò che fa. Il mondo osservato da due occhi verdi carichi di dolcezza e determinazione, una voce sublime che incanta, un’anima che grida attraverso parole che, considerati gli obiettivi che Serena è riuscita a raggiungere, assumono la caratteristica di concreti fatti.

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