Enrico VIII (ritratto da Hans Holbein)

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Hans Holbein è stato uno dei pittori più importanti dell’arte tedesca del ‘500. Fu un ritrattista di livello internazionale, la cui fama gli permise di lasciare il suo Paese e di diventare il più importante pittore di corte di Enrico VIII. E proprio il sovrano inglese posò per uno dei suoi quadri più famosi. Il dipinto fu realizzato fra il 1534 e il 1536, si tratta di un olio su tavola che misura 28 x 20 cm e attualmente è esposto al museo Thyssen-Bornemisza. E’ un capolavoro della ritrattistica di tutti i tempi.

Enrico VIII ritratto da Hans Holbein
Ritratto di Enrico VIII: opera di Hans Holbein

Il sovrano è ritratto in tutta la sua poderosa presenza fisica. Lo sguardo è volto verso lo spettatore e il disegno attorno agli occhi rende l’espressione di Enrico VIII autoritaria e severa come il sovrano era all’epoca, nel periodo più oscuro del suo regno, quando si autoproclamò capo della Chiesa inglese.







La minuzia dei particolari non solo ritrae un volto quasi perfetto, con la bocca minuscola e le guance gonfie, appena sporcate dalla barba, ma dimostrano la maestria del pittore, che si realizza appieno nei dettagli dell’abito. La perfezione cromatica dei gioielli, la veridicità negli sbuffi della stoffa, il piumaggio del cappello, che sembra un materiale aggiunto sulla tela e i disegni precisi, fin nei dettagli, degli arabeschi dell’abito, rendono il dipinto un esempio altissimo di quella pittura fotografica che negli anni successivi avrà sempre più successo nelle corti reali d’Europa.

Anna Bolena
Anna Bolena

La potenza espressiva e corporale del re d’Inghilterra è resa pienamente da Hans Holbein, che prefigura, in questa forza e imponenza fisica, la furia che contraddistinguerà quei travagliati anni di regno di Enrico VIII durante i quali saranno perseguitati preti e fedeli cattolici, la Chiesa d’Inghilterra si staccherà dalla Chiesa di Roma e molte persone verranno giustiziate e imprigionate; fra esse, in seguito, anche Anna Bolena, moglie del re.

Questo dipinto, che è diventato l’effige di Enrico VIII e che lo ritrae quando anche il fisico, insieme al carattere e alla sua percezione della realtà, era mutato, deformandosi, rimane uno degli esempi più riusciti, non solo della ritrattistica di genere ma anche della penetrazione psicologica del pittore, che raggiunge un buon livello di profondità analitica, nel tentativo di cogliere la personalità più profonda del suo soggetto.







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Fulvio Caporale

Fulvio Caporale

Fulvio Caporale è nato a Padova e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche svolge la professione di consulente editoriale e pubblicitario. Collabora con case editrici e giornali cartacei e online occupandosi di libri, arte ed eventi culturali. Ha tradotto testi letterari e tecnici dallo spagnolo, dal portoghese, dall’inglese e dal catalano.

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