Dona Flor e i suoi due mariti: riassunto

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Lo scrittore brasiliano Jorge Amado ha scritto diverse opere letterarie tra le quali annoveriamo la famosa “Dona Flor e i suoi due mariti“. Il romanzo fu pubblicato nel 1966 ed è ambientato in Brasile, nella capitale dello stato di Bahia, nei primi anni ’60. Lo scrittore mette in luce la vita movimentata dei quartieri popolari baiani.

Dona Flor e i suoi due mariti - Libro - Jorge Amado - Riassunto
Copertina del libro “Dona Flor e i suoi due mariti” (1966)

Dona Flor e i suoi due mariti: riassunto

Il romanzo narra le vicende di Dona Flor che si improvvisa maestra di cucina baiana. La donna trascorre le sue giornate in compagnia dello scapestrato marito Vadinho. La sua vita sembra procedere normalmente quando, proprio al culmine della sua giovinezza, riceve un sinistro colpo dal destino. Infatti, da lì a poco, il suo giovane sposo provetto ballerino, Vadinho, allegro e scapestrato giocatore, muore improvvisamente accasciandosi a terra mentre ballava per la strada a carnevale. La notizia getta Dona Flor nello sconforto totale.

Il romanzo si apre quindi con il lutto subito dalla donna e, nella prima parte del libro, viene narrato il flashback della vita di coppia: le notti in bianco passate da Dona Flor ad aspettare l’uomo di ritorno dai tavoli da gioco, il loro incontro, le ire della madre che si oppone alla volontà della figlia di sposare Vadinho e la tormentata storia d’amore tra la protagonista del romanzo Dona Flor e l’amato. La loro relazione, infatti, era stata caratterizzata spesso da tradimenti, fughe e dalla sregolatezza di vita dell’uomo. Erano davvero rari i momenti di pace e di serenità di coppia ma, nonostante tutto, la vedova Flor era innamoratissima di Vadinho.

Non perché avviene in un giorno disordinato di lamentazioni e tristezze, non per questo si deve permettere che la veglia funebre vada alla bell’e meglio.

Incipit di Dona Flor e i suoi due mariti







In seguito alla morte del marito, Dona Flor inizia a condurre una vita monotona e nostalgica, i ricordi del marito scomparso e dei loro amplessi appassionati riaffiorano sempre più sovente nella sua mente. L’unico suo conforto sono le amiche e le persone a lei vicine che vogliono in tutti i modi rivederla serena e sorridente. Tutto ciò procede in questi termini fino a quando la sorte sembra girare dalla sua parte. Poco dopo, Flor si accorge delle lusinghe e delle attenzioni che mostra nei suoi confronti un farmacista di origini borghesi che si chiama Teodoro che, al contrario del suo ex marito, è un uomo di sani principi, con un carattere molto pacifico e addirittura molto religioso. La donna, inizialmente, facendo il confronto con il suo scomparso marito, rimpiange il temperamento focoso e la vitalità esuberante che aveva Vadinho ma, dopo un periodo frequentazione con Teodoro, inizia ad apprezzarne la serietà e il rispetto che sempre le viene portato e così decide di cedere alle lusinghe e convolare di nuovo a nozze. Ma, anche se passa sereno il tempo in questa nuova situazione famigliare, Dona Flor non riesce a dimenticare il focoso Vadinho.

A questo punto del romanzo, lo scrittore, nella terza parte, introduce l’elemento fantastico: Dona Flor invoca il nome del suo primo marito, rivolgendosi alle divinità come Exu e Yemanjà, alle quali si appella, proprio per implorare il riavere al suo fianco lo scapestrato, ma unico, Vandinho. Le sue preghiere sembrano essere ascoltate e dall’aldilà torna addirittura lo spirito di Vadinho. L’uomo torna in modo evidente sulla terra per riprendersi l’amata Dona Flor ma questa volta dispensando saggi consigli e, a sorpresa, elargendo gioie mai provate finora. A questo punto, Dona Flor è combattuta tra le due figure di uomo, temendo con paura di cedere alle avances dello spirito di Vadinho, facendo così un torto, completamente immeritato, al suo attuale marito Teodoro.

Ed eccoli, i due mariti della donna a confronto: dal un lato Vadinho (giocatore d’azzardo, amante del ballo e della vita sregolata, un vero Don Giovanni che però soddisfava le sue voglie con la sua inesauribile sensualità, dall’altro il pacato e dolce Teodoro, conciliante e rassicurante nella vita quotidiana, ma sicuramente molto meno passionale nell’intimità. Vista la totale differenza di personalità tra i due uomini, Dona Flor non riesce a prendere una decisione combattuta da sentimenti contraddittori. La donna si trova ben presto in evidente difficoltà; in più, si aggiunge l’influenza dei giudizi altrui che mettono in seria crisi la sua esistenza amorosa. Alla fine, solo Dona Flor può decidere se optare per lo spirito di Vadinho, la figura d’uomo passionale, traditore e incline ai vizi, o rimanere con Teodoro, apparentemente più noioso ma sempre signore, educato e fedele alla sua donna.

Finale

Lo scrittore descrive con la sua penna una donna combattuta tra il bello e dannato, Vadinho e il ragazzo acqua e sapone della porta accanto, Teodoro, che la rassicura e le rende però la vita monotona. La protagonista è divisa in due: da un lato domina la sua parte più spudorata, femminile e passionale, mentre dall’altra domina la parte savia, educata e onesta. Alla fine, Dona Flor, rassegnando a dividersi tra queste due emozioni, decide che la sua vita la rende soddisfatta, grazie proprio ai suoi due particolari amori. La domanda che ci si pone è questa: perché si deve aver sempre bisogno di due amori, perché non ci basta averne uno solo nel cuore?

Jorge Amado
Una foto di Jorge Amado

Temi trattati e commento all’opera

Nel romanzo, lo scrittore descrive in modo minuzioso l’universo femminile, le tradizioni culinarie brasiliane attraverso la gestione da parte di Dona Flor della rinomata Scuola di Culinaria Sapore e Arte, la vita sudamericana del secolo scorso, le sobrie atmosfere borghesi di altri tempi e, in ultimo, le credenze popolari. Il libro dello scrittore brasiliano Jorge Amado ottenne un grande successo e un buon riscontro da parte dei critici.

Dona Flor e i suoi due mariti - poster film locandina
Locandina del film “Dona Flor e i suoi due mariti” (1976, regia di Bruno Barreto)

Dall’omonimo romanzo di Jorge Amado, venne tratto un film brasiliano nel 1976 dall’omonimo titolo: “Donna Flor e i suoi due mariti”, diretto da Bruno Barreto. Ancora oggi, il romanzo di Jorge Amado è considerato da tutti un manuale di letteratura universale.







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Stefano Moraschini

Stefano Moraschini

Stefano Moraschini si occupa di web dal 1999. Legge e scrive su, per, in, tra e fra molti siti, soprattutto i suoi, tra cui questo. Quando non legge e non scrive, nuota, pedala e corre. Oppure assaggia vini, birre e cibi. Fa anche altre cose, ma sono meno interessanti. Puoi metterti in contatto con lui su Google+, Twitter, Facebook e Instagram.

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